Due Coree, il sogno della riunificazione sempre più lontano
Dalla divisione del dopoguerra, una frattura continua a segnare la penisola, mentre le nuove generazioni sudcoreane guardano alla Corea del Nord come a un Paese sempre più distante
Nel 1945, la Corea, un tempo nazione unita, venne divisa. Quella che era iniziata come una disposizione provvisoria lungo il 38° parallelo si trasformò rapidamente in una delle divisioni più durature e dolorose della storia moderna.
Nei decenni successivi sono emersi due Paesi profondamente diversi e la Guerra di Corea (1950–1953) non ha fatto altro che consolidare la frattura tra il Nord e il Sud della penisola.
Le differenze tra i due Paesi sono diventate sempre più profonde: la Corea del Sud si è affermata come potenza economica e democratica a livello globale, mentre la Corea del Nord è scivolata nell'isolamento, con una popolazione in gran parte tagliata fuori dal resto del mondo.
Il confine non ha rappresentato soltanto una linea su una mappa, ma una ferita profonda e persistente. Ha separato famiglie, frammentato una cultura condivisa e contribuito a definire l'identità nazionale di intere generazioni.
Nei decenni trascorsi dalla divisione della penisola, la maggior parte dei sudcoreani che ricordavano la Corea come un unico Paese è venuta a mancare. Al loro posto sono cresciute nuove generazioni, in una nazione caratterizzata da una delle tecnologie più avanzate al mondo, da pubblicità accattivanti e da una crescente presenza sulla scena internazionale. Per molti giovani sudcoreani, la Corea del Nord appare ormai come un Paese straniero.
Eppure, secondo l'articolo 3 della Costituzione della Repubblica di Corea, il territorio nazionale è costituito dalla penisola coreana e dalle isole adiacenti. Ne consegue che, dal punto di vista costituzionale, esso comprenderebbe esplicitamente l'intera penisola e, quindi anche il territorio oggi della Corea del Nord. Ufficialmente, Seul non ha mai rinunciato all’obiettivo dell’unificazione sancito dalla Costituzione.
La volontà di mantenere vivo questo obiettivo è stata tale che nel 1969, è stato istituito il Ministero dell'Unificazione, con il compito di consolidare e coordinare il dibattito sull'unificazione in diversi settori della società. Il ministero si occupa delle questioni generali relative all'unificazione, tra cui la definizione delle politiche, il dialogo inter-coreano, gli scambi, la cooperazione e l'assistenza umanitaria, oltre all'analisi della situazione in Corea del Nord e alla promozione dell'unificazione stessa.
Un tempo, la riunificazione poteva rappresentare quell'obiettivo astratto capace di unire le due parti. Oggi, il sogno della riunificazione coltivato dalle vecchie generazioni di sudcoreani, alimentato anche dalla questione delle famiglie separate e a lungo perseguito, sembra aver perso slancio.
Un sondaggio pubblicato il 29 settembre scorso rileva che oltre l'80% dei sudcoreani considera ormai la Corea del Sud e la Corea del Nord come Stati distinti.
Secondo la rilevazione condotta da Gallup Korea su incarico dell'Università Nazionale di Seul, l'81,8% degli intervistati ha dichiarato di considerare la Corea del Sud e quella del Nord come due Stati separati.
Il sondaggio ha evidenziato che il 53,5% degli intervistati riconosce la Corea del Nord come uno Stato, mentre il 38,7% la considera un partner per la cooperazione, con un aumento di 4,7 punti percentuali rispetto all'anno precedente.
Nel Paese è aumentata la diffidenza nei confronti della Corea del Nord, poiché una buona fetta della popolazione ritiene ormai impossibili il dialogo e il compromesso con il regime nordcoreano. Una percentuale che, secondo la rilevazione, è in crescita rispetto allo scorso anno.
Negli ultimi anni, la Corea del Nord ha intensificato drasticamente l'ostilità nei confronti del Sud, rinnegando l'unificazione come obiettivo nazionale e definendo la Corea del Sud il proprio "nemico principale".
Fonti stampa riportano che sabato scorso, 2 ottobre, la Corea del Nord ha lanciato un presunto missile balistico verso il Mar del Giappone. Il missile sarebbe stato lanciato dall'area di Wonsan alle 6:30 del mattino e avrebbe percorso oltre 700 chilometri prima di cadere in mare. Il Giappone ha dichiarato che il missile balistico sarebbe caduto al di fuori della propria Zona Economica Esclusiva.
Nel corso di quest'anno, la Corea del Nord ha effettuato test missilistici in più di dieci occasioni. Pyongyang ha talvolta dichiarato di voler sperimentare nuovi tipi di sistemi d'arma. Alcuni dei test sono avvenuti in seguito alle proteste della Corea del Nord contro le esercitazioni militari congiunte tra Seul e Washington.
Sarebbe fin troppo scontato affermare che una Corea pacifica e unificata ridurrebbe le tensioni militari nell'Asia nord-orientale, trasformando la penisola da punto critico globale a zona di stabilità e cooperazione. Ma, molto probabilmente, resterà solo una fantasia ancora per molti anni.
E non da ultimo, dal punto di vista economico, come sostengono molti analisti, una Corea unita darebbe vita, nel tempo, a una potenza economica di grande rilievo. Il costo iniziale per assorbire e integrare la parte nord della penisola sarebbe, comunque, enorme.
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