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In arrivo il caos: il ponte chiude, le aziende aspettano risposte

Il ponte non è ancora chiuso. Ma per chi lavora a Rivarotta il problema è già cominciato

Lunedì 5 ottobre le transenne arriveranno sulla SP 111 Nuova Gasparona e sulla Strada delle Marchesane. Da quel momento camion, auto, dipendenti, clienti e fornitori dovranno cambiare strada. Il cantiere del ponte di Rivarotta dovrebbe durare fino alla fine di gennaio.
Quattro mesi, sulla carta.
Da sinistra Giorgio Bonato, titolare Hangar Fusina; Alberto Polo, cotitolare Ceramiche Elios; Simone Pivato, titolare Simone Gomme; Michele Vivian, titolare Vi.Erre.Bi. ( Foto Bassanonet.it )
Da sinistra Giorgio Bonato, titolare Hangar Fusina; Alberto Polo, cotitolare Ceramiche Elios; Simone Pivato, titolare Simone Gomme; Michele Vivian, titolare Vi.Erre.Bi. ( Foto Bassanonet.it )

Quattro mesi che per un automobilista possono significare una deviazione. Per un'azienda possono significare molto altro.
Possono significare un camion che non arriva, una consegna che salta, un cliente che non trova la strada, un dipendente che deve cambiare percorso, una giornata di lavoro da riorganizzare. E se di mezzo ci sono produzioni industriali, forniture e clienti stranieri, il problema non si misura in minuti di coda.
Si misura in organizzazione.
Ed è proprio qui che, a pochi giorni dalla chiusura, alcune aziende della zona dicono di essere ancora senza le risposte che avevano chiesto.
Hanno inviato PEC. Hanno chiesto informazioni. Hanno cercato di capire come prepararsi. Ma, raccontano non avrebbero ad oggi ricevuto un quadro operativo sufficientemente chiaro.
«Nessuna risposta alle nostre richieste ufficiali», è il punto sollevato da Marco Polo, cotitolare di Ceramiche Elios.
E non è una lamentela generica.
«Abbiamo problemi per i ragazzi che lavorano da noi, per il negozio e per la realtà produttiva. Lavoriamo con l'estero e abbiamo carico e scarico proprio sotto Natale».
Eccolo, il dettaglio che forse nei comunicati rischia di perdersi: il ponte può aspettare quattro mesi. Le aziende no.
Le merci devono entrare. I camion devono arrivare. I prodotti devono partire. I clienti devono poter raggiungere le attività. E tutto questo va programmato prima che le barriere vengano posizionate.
«Noi vorremmo avere delle risposte, trovare un modo per venirsi incontro tra Provincia e realtà locali», dice Polo. «La strada è provinciale, ma ci aspettavamo anche una risposta dal Comune di Bassano, una maggiore vicinanza per alcune realtà che si troveranno in difficoltà».

Per Michele Vivian, titolare di VI.Erre.Bi., la parola è una sola: logistica.
«Noi forniamo i ceramisti di Nove e questa chiusura ci crea un problema incredibile. I camion devono arrivare e, non sapendo praticamente nulla, facciamo fatica anche a creare un piano di lavoro».
Non è il disagio del cittadino che scopre una strada chiusa.
È il problema dell'imprenditore che deve spiegare a un autista da dove passare, quando arrivare e come uscire.
E se queste informazioni non sono chiare, il rischio è che il cantiere cominci prima ancora che le imprese abbiano avuto il tempo di organizzarsi.
Vivian racconta di aver ricevuto comunicazioni recentemente, ma di non aver avuto, a suo dire, informazioni sufficienti dalle parti coinvolte.

Poi c'è chi il calendario lo guarda con ancora più preoccupazione.
Simone Pivato, titolare di Simone Gomme, ha investito negli ultimi anni per far crescere la propria attività. E adesso arriva il periodo in cui il lavoro aumenta.
«Questi mesi per noi ci salvano la stagione».
La frase dice tutto.
«Abbiamo saputo ad agosto ed è stata veramente dura. Non sappiamo bene i percorsi alternativi. Per noi è un problema grosso, perché non sappiamo come e dove potranno arrivare i clienti».
Una gomma non è un ponte. Non può essere spostata a piacimento. E nemmeno il cliente, evidentemente, può essere dato per scontato.

Sia chiaro: nessuno degli imprenditori intervistati mette in discussione la necessità di intervenire sul ponte.
Il ponte va sistemato. La parte danneggiata va ricostruita. La sicurezza viene prima di tutto.
La Provincia ha programmato un intervento da oltre un milione di euro e prevede la conclusione dei lavori entro la fine di gennaio 2027. La viabilità sarà indirizzata sui percorsi alternativi e, in alcune fasi, la Strada delle Marchesane potrà essere riaperta a senso unico alternato.
Il problema, però, è ciò che succede nel frattempo.
Perché dietro la parola “viabilità” ci sono persone. E dietro la parola “deviazione” ci sono aziende.
Per questo la domanda che arriva da Rivarotta non è quella di evitare i lavori.
È molto più semplice e, forse, molto più difficile da ignorare: «Diteci come dobbiamo organizzarci».
Perché lunedì il ponte chiuderà.
Le aziende, invece, dovranno comunque continuare ad aprire.

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