Politica

Pietrosante passa con Vannacci: scoppia il caso politico in Consiglio comunale

Campagnolo interroga il sindaco sulla compatibilità politica, Finco replica: «Non è compito di un sindaco fare l'esame del sangue ideologico». Pietrosante: «Sono fedele al programma con cui siamo stati eletti»

La politica nazionale entra nel Consiglio comunale di Bassano e apre una discussione sul confine, sempre più sottile, tra appartenenza politica e responsabilità amministrativa. Al centro del confronto c'è Gianluca Pietrosante, consigliere del gruppo Misto e vicino al sindaco Finco, che ha aderito a Futuro Nazionale, il movimento fondato da Roberto Vannacci.
A sollevare il caso è stata la minoranza, con un'interpellanza firmata da Roberto Campagnolo e dagli altri consiglieri di opposizione. La domanda rivolta al sindaco Nicola Finco è stata diretta: dopo l'adesione a Futuro Nazionale, Pietrosante è ancora pienamente dentro il perimetro politico della maggioranza? E soprattutto, la sua nuova collocazione comporta anche una condivisione delle posizioni del movimento?
Un'immagine recente del consiglio comunale. ( Foto Bassanonet.it )
Un'immagine recente del consiglio comunale. ( Foto Bassanonet.it )

È qui che il confronto ha assunto un significato più ampio della semplice scelta personale di un consigliere.
L'opposizione ha infatti chiarito di non voler mettere in discussione la libertà di Pietrosante di aderire alla forza politica che ritiene più vicina alle proprie convinzioni. Il punto, nell'interpellanza, è un altro: capire se alla modifica dell'appartenenza politica corrisponda anche una modifica del «perimetro valoriale e programmatico» della maggioranza.
Campagnolo ha richiamato le Linee programmatiche 2024-2029 dell'amministrazione Finco, fondate, tra gli altri, sui principi di inclusione, coesione sociale, attenzione alle fragilità, partecipazione e apertura alle opportunità europee. E ha messo questi principi a confronto con il programma di Futuro Nazionale, che si definisce una «Destra identitaria, pura e vitale» e propone una visione caratterizzata su famiglia, scuola, welfare, educazione militare e integrazione europea.
La minoranza ha quindi chiesto se le forze che compongono la maggioranza siano state coinvolte nella valutazione politica dell'ingresso di Futuro Nazionale nel perimetro che sostiene l'amministrazione e se le Linee programmatiche approvate dal Consiglio rimangano «integralmente confermate».

La risposta del sindaco Nicola Finco ha spostato il baricentro della discussione. Non sulle appartenenze ideologiche, ma sull'attività amministrativa.
«Non è compito di un sindaco fare l'esame del sangue ideologico alla propria maggioranza», ha detto Finco.
Il criterio, per il sindaco, è molto più concreto: «Io valuto una cosa sola, ed è giusto che sia così perché amministro una città: se quel consigliere in quest'aula vota i provvedimenti che la giunta propone».
Poi l'elenco di ciò che, secondo Finco, conta davvero: «Se mantiene fede agli impegni che abbiamo assunto con i cittadini di Bassano nel programma elettorale, se è presente, se lavora nelle commissioni, se porta rispetto alle istituzioni».
Su Pietrosante il sindaco ha espresso un giudizio senza ambiguità: «Il consigliere comunale Gianluca Pietrosante, fino ad oggi, a differenza di qualcun altro, non mi ha mai causato problemi. È sempre stato leale, ha sempre votato i provvedimenti di questa amministrazione: per me, ciò che conta è questo».
È una risposta che, politicamente, delimita il terreno sul quale Finco intende misurare la propria maggioranza: non l'ortodossia rispetto alle posizioni nazionali, ma il comportamento dentro l'istituzione e la fedeltà al programma con cui la coalizione si è presentata agli elettori.
Da qui anche l'appello a riportare il confronto sul livello locale: «Quello che chiedo a lei e a tutti i consiglieri comunali è di lasciare la politica nazionale e il bisogno di visibilità di qualche esponente politico locale fuori quest'aula, e di concentrarci su quelli che sono i bisogni e le esigenze concrete della nostra città».

Pietrosante ha raccolto la linea indicata dal sindaco e ha rivendicato la propria scelta politica.
«Ringrazio innanzitutto il Sindaco Nicola Finco per la risposta e per le parole di stima nei miei confronti», ha esordito, precisando di ricambiare quella stima «sul piano umano, politico e amministrativo».
Secondo il consigliere, l'interpellanza del Pd parte però da «un equivoco di fondo»: la «sovrapposizione tra l'appartenenza politica nazionale e la responsabilità amministrativa locale».
Il passaggio centrale della sua risposta è tutto nella distinzione tra i due livelli. «Sono stati i cittadini a eleggere questa maggioranza ed il sottoscritto sulla base di un programma amministrativo, ed è a quel programma che sono fedele», ha affermato.
L'adesione a Futuro Nazionale, dove Pietrosante è referente a Bassano, viene rivendicata come «una scelta politica perfettamente legittima». Ma, soprattutto, secondo il consigliere, quella scelta «non modifica di una virgola gli impegni assunti con Bassano e il centro destra».
Il principio è quindi quello della separazione tra la politica nazionale e l'amministrazione della città: «Le appartenenze e le posizioni sui temi nazionali possono essere diverse, mentre la maggioranza locale si fonda sulla volontà di realizzare un progetto amministrativo comune».

Fin qui il confronto sui principi. Poi Pietrosante ha alzato il tono della replica.
«A sentire il PD sembra che il sottoscritto sia un pericoloso serial killer», ha detto, accusando la sinistra di distribuire «patenti di legittimità, democratiche e persino valoriali».
Il consigliere ha poi rivendicato di non aver mai trasformato le differenze politiche in un giudizio personale sui colleghi dell'opposizione: «Non ho mai giudicato sul piano personale i colleghi delle opposizioni: anzi, non mi sono mai sottratto al confronto rispettoso e democratico».
La conclusione è stata una rivendicazione della propria autonomia politica: «Se ne faccia una ragione il PD: esiste anche chi non la pensa come loro».

È proprio su questo terreno che si è consumato il duello in aula. Per l'opposizione la questione resta aperta e centrale: per Campagnolo e i consiglieri di minoranza non si tratta di sindacare la libertà di iscrizione a un partito, ma di pretendere chiarezza politica e istituzionale. Per l'opposizione, infatti, occorre capire fino in fondo se i princìpi cardine dell'amministrazione – basati su inclusione, coesione sociale e apertura europea – possano coesistere senza attriti con la piattaforma valoriale di una destra identitaria e rigorosa, oppure se l'ingresso di Futuro Nazionale finisca inevitabilmente per ridisegnare i confini politici della coalizione che governa la città.

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