Parigi in soccorso di Riad
Le relazioni tra Francia e Arabia Saudita sono solide: Riad è oggi un alleato di Parigi, con cui mantiene un forte coordinamento in ambito economico, militare e politico su numerose questioni
In una dichiarazione diffusa online, il portavoce militare degli Houthi, Yahya al-Sarea, ha affermato che un "gran numero di missili balistici e da crociera e di droni" è stato impiegato per attaccare "siti sensibili" nella capitale saudita e gli impianti della compagnia petrolifera e del gas di Stato Aramco a Yanbu, sulla costa.
A seguito dell’attacco, il principe saudita Faisal ha dichiarato che la minaccia degli Houthi allo stretto di Bab el-Mandeb e alla navigazione internazionale costituisce un rischio per la stabilità e la sicurezza internazionali. Ciò significa che la responsabilità di far fronte a questa minaccia non ricade solo sull'Arabia Saudita, ma sull'intera comunità internazionale.
Nello stesso giorno, è giunto l'annuncio da Parigi secondo cui la Francia, uno dei partner storici e più importanti dell’Arabia Saudita, avrebbe risposto alla richiesta di assistenza. In supporto a Riad, Parigi ha annunciato il dispiegamento di soldati, radar e sistemi di difesa a protezione delle infrastrutture energetiche saudite, prese di mira dalle forze Houthi filo-iraniane provenienti dallo Yemen.
Le relazioni tra i due Paesi sono solide e oggi l'Arabia Saudita è un alleato della Francia, contraddistinto da un forte coordinamento in ambito economico, militare e politico su numerose questioni.
Il rapporto strategico tra i due Paesi è stato confermato durante la visita del presidente francese a Gedda, il 4 dicembre 2021, e più recentemente durante la visita ufficiale di Mohammed bin Salman a Parigi, il 28 luglio 2022. Nel dicembre 2024, Macron si è recato nuovamente in Arabia Saudita per una visita di Stato, nel corso della quale i due Paesi hanno siglato un accordo di "partenariato strategico", rafforzando la cooperazione in molteplici ambiti, tra cui la difesa.
Inoltre, in ambito della difesa, Riad, si è rivolta, tra gli altri, alla Francia, spinta dalla necessità di diversificare le partnership del Paese oltre a quella con l'alleato tradizionale, gli Stati Uniti, nonché dall'obiettivo di costruire un'industria della difesa indipendente e di ristrutturare il Ministero della Difesa.
Attualmente, la Francia dispone di una base aerea e navale di grande importanza strategica a Gibuti, all'imboccatura dello stretto di Bab el-Mandeb e si trova in una posizione particolarmente strategica per intervenire nell'area del Mar Rosso.
Secondo il Ministero della Difesa francese, la Francia ha attualmente circa 1.500 unità a Gibuti e 750 negli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, la Marina francese partecipa all'operazione Aspides dell'Unione Europea, una missione navale istituita nel 2024 per prevenire gli attacchi degli Houthi contro il traffico mercantile nel Mar Rosso.
A seguito degli attacchi Houthi, anche il Regno Unito aveva reso noto che avrebbe fornito supporto militare difensivo al Regno dell'Arabia Saudita. In risposta a una richiesta del governo dell'Arabia Saudita, il Regno Unito ha acconsentito a fornire un velivolo RAF Voyager per il rifornimento in volo, a sostegno delle attività difensive saudite. Tale sostegno si aggiunge al contributo militare già fornito dal Regno Unito alla difesa aerea dell'Arabia Saudita, che include lo schieramento di sistemi di difesa aerea e di personale britannico impegnato a proteggere il Paese da attacchi missilistici e con droni.
Ad aprile, il Regno Unito ha schierato un sistema di difesa aerea Sky Sabre presso la base aerea saudita "King Fahd", insieme a operatori della Royal Artillery.
Da marzo, anche l'Italia mantiene un distaccamento di caccia Typhoon con compiti difensivi nell'area del Golfo, oltre a un aereo radar da scoperta precoce G-550A CAEW, un aereo da trasporto C-130J e una batteria di missili da difesa aerea SAMP/T, a supporto dei sauditi nella difesa del loro spazio aereo.
Il 17 settembre, uno dei Typhoon italiani è stato colpito a terra da un missile durante un attacco alla base aerea "King Fahd", situata nei pressi di Taif, non lontano dalla Mecca, nell'Arabia Saudita occidentale. Secondo quanto riportato da Analisi Difesa, dopo il danneggiamento del Typhoon, sembra che la Task Force Air- Arabia sia stata trasferita in una base situata più a nord.
Il 25 settembre scorso, i vertici militari del Regno dell’Arabia Saudita, del Pakistan e della Turchia si sono riuniti a Riyad per "negoziati a livello tecnico volti a istituzionalizzare la cooperazione" nell'ambito del nuovo Accordo di difesa congiunta della Mecca, siglato dai tre Paesi il 7 agosto.
L'Arabia Saudita è il secondo partner commerciale della Francia nel Golfo, dopo gli Emirati Arabi Uniti. Il Regno rappresenta un mercato in crescita per le aziende francesi nella maggior parte dei settori. Per la Francia, le principali prospettive riguardano i settori del trasporto ferroviario urbano e ad alta velocità, del turismo, dell'agricoltura, della sanità, dell'energia (dalle rinnovabili al nucleare civile) e della difesa. Inoltre, numerosi settori possono offrire opportunità alle PMI, in particolare quelli dei beni di consumo, dell'agroalimentare e delle apparecchiature per le telecomunicazioni.
Il volume degli scambi commerciali tra i due Paesi nel periodo 2021-2025 ha raggiunto circa 53,7 miliardi di dollari, con le esportazioni saudite verso la Francia che hanno rappresentato il 53,4% del totale.
Il commercio bilaterale ha segnato una crescita di circa il 43,8% nel 2025 rispetto al 2021, toccando una cifra vicina ai 12 miliardi di dollari.
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