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Laura Vicenzi

Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Musica

Nel castello delle meraviglie (horror) di Alice Cooper

La domenica sera dell'AMA Music Festival ha portato a Romano d'Ezzelino l'unica tappa italiana dell'Alice's Attic Tour

Pubblicato il 14 lug 2026
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Domenica 12 luglio, AMA Music Festival ha portato nel parco di Villa Negri, a Romano d’Ezzelino, l’unica tappa italiana del tour 2026 di Alice Cooper.
Dopo l’apertura all’insegna del punk, e l’appuntamento del sabato con protagonisti hard rock e heavy metal, spazio a uno spettacolare show musicale di caratura internazionale nel terzo giorno della manifestazione.
Oltre a Cooper si sono esibiti sul palco principale gli storici The Damned, una delle prime band del punk britannico e i Messa, mentre il secondo palco ha ospitato The Sade, The Loyal Cheaters, Wicked Storm e To The Max.

Alice Cooper all'AMA Music Festival (foto di Massimiliano Lorenzin)


Forse non proprio il pubblico delle grandi occasioni, complice anche la presenza, nella serata di sabato da pienone degli Scorpions e dei Saxon, ma i numerosi convenuti hanno felicemente assistito a un concerto spettacolare, inframezzati al rock teatro, immagini visionarie e racconto.
Dopo oltre cinquant'anni di carriera, Vincent Damon Furnier — è il vero nome di Alice Cooper — continua bellamente a muoversi sulla scena come se abitasse un mondo parallelo, dove il rock convive con il teatro dell'orrore, il musical macabro, il fumetto gotico, certo cinema di serie B.
Nel suo castello degli spettri, il padrone di casa, classe 1948, continua ad aprire le porte agli invitati con sorprendente vitalità. Un immaginario sempre alimentato da mostri e incubi, gusto per il macabro ma anche ironia e provocazione. Per circa un'ora e mezza da pipistrello impazzito ha percorso il palco dell’AMA come una creatura della notte senza tempo, in fedeltà alla sua immagine di "Padrino" dello shock rock.
Un aspetto inconfondibile: capelli corvini, occhi bistrati da clown pazzo, costumi dalla foggia elegante e decadente che richiamano insieme il Conte Dracula e un corsaro uscito da un romanzo d'appendice.
A un certo punto ha impugnato un fioretto, poco dopo un pugnale; in un altro momento è comparso con la camicia di forza, poi appoggiato a una stampella “di scena”, per pochi istanti appena.
Lo show rodato e impeccabile da macchina da guerra è arricchito sul grande schermo da ritratti animati, mani che sembrano uscire dalle pareti, presenze inquietanti a cavallo tra il bizzarro alla Edgar Allan Poe e le risate da iena della famiglia Addams. Le luci cambiano continuamente atmosfera e colore: viola, verde acido, rosso sangue. Il “sangue” schizza anche la camicia bianca di Cooper, in certi quadri grandguignoleschi dove fanno la loro comparsa dei mostri giganti a sua immagine e una ghigliottina, dopo la danza macabra della moglie e compagna artistica da oltre cinquant'anni, Sheryl Cooper. Si tratta di uno dei momenti più celebri dell'intero repertorio dell'artista: tutto è dichiaratamente finto, volutamente eccessivo, quasi fumettistico. È proprio questa distanza, il “volutamente sopra le righe” a rendere lo spettacolo divertente, trasformato l'orrore in una forma caricaturale, ma pur sempre rock.

Attorno al protagonista assoluto a muoversi è una band di gran livello. Ryan Roxie e Tommy Henriksen intrecciano chitarre e assoli; Chuck Garric il basso; Glen Sobel, membro come Henriksen anche degli Hollywood Vampires, si esibisce applaudito alla batteria. Da aprile, a sostituire Nita Strauss è la giovane grintosa musicista britannica Anna Cara: i suoi assoli hanno ricevuto lunghi applausi.
La scaletta allestita per il tour attraversa oltre mezzo secolo di carriera con naturalezza e la musica avanza senza pause.
La partenza con cavalli di battaglia, Spark in the Dark, a cui sono seguite No More Mr. Nice Guy e House of Fire. Un paio i pezzi dove ad avere lo scettro è il dio denaro, Billion Dollar Babies e Dirty Diamonds, con tanto di lancio di collane luccicanti al pubblico; poi ancora più in luce il lato buio, con Dangerous Tonight fino a Poison, brano che parla di relazioni tossiche emblematico per Cooper, anche questo tratto da “Trash”, album di successo del 1989. Un lungo assolo di chitarra, per Brutal Planet e in parallelo i virtuosismi strumentali di Black Widow Jam.
Tra i bis, la dedica a Kurt Cobain di Smells Like Teen Spirit. In precedenza School’s Out come da copione aveva riportato un passaggio di Another Brick in the Wall, Part 2 dei Pink Floyd.
Una ventina i pezzi in scaletta, durante questo "Alice's Attic" i musicisti hanno interagito con le scenografie horror mantenendo un suono potente, mescolati l’hard rock degli anni ’70 con sonorità heavy moderne. In molti momenti, da parte del pubblico, canzoni cantate, cori e appalusi, a testimoniare gradimento e divertimento.

Il Festival proseguirà sabato 18 luglio, con una serata a ingresso gratuito finalizzata alla beneficenza con ospite principale Alex Britti. Per informazioni e aggiornamenti: amamusicfestival.com.

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