Ultimora

Pubblicità

SALUS

Pubblicità

SALUS

Attualità

Pensieri a mezz’asta

Tragedia di Mestre: perché è un dramma che ci appartiene, indistintamente

Pubblicato il 04 ott 2023
Visto 10.286 volte

Pubblicità

SALUS

Quando si scrive di una tragedia come quella accaduta ieri sera a Mestre, per commentarla in qualche modo e non per fornire aggiornamenti di cronaca, è sempre difficile trovare le parole.
C’è il rischio di riempire il testo con delle frasi a vuoto.
È inutile infarcirlo di “purtroppo” e di “sfortunatamente” ed è inutile aggiungere aggettivi come “terribile”, “sconvolgente”, “agghiacciante”: la parola “tragedia” dice tutto.

Bandiere a mezz’asta sul municipio di Bassano per la tragedia di Mestre (foto Alessandro Tich)

Bassanonet si occupa della città di Bassano e del comprensorio bassanese e pedemontano, ma ci sono notizie che abbattono i confini territoriali nel momento in cui si abbattono anche nella coscienza di tutti noi.
In più, passando oggi in piazza Libertà e vedendo le bandiere a mezz’asta sulla facciata del municipio, per i tre giorni di lutto regionale decretati a seguito della disgrazia, mi sono reso ulteriormente conto di come questo dramma ci appartenga, indistintamente.
Personalmente mi sento ancora più coinvolto da quanto è successo - e un giornalista non dovrebbe mai esserlo - perché a Mestre ci ho abitato per quasi trent’anni, in una via laterale di Corso del Popolo, a poche centinaia di metri di distanza dal cavalcavia dell’incidente. Quando da Mestre centro si deve andare a Venezia in macchina o in bus ci si passa sotto, guardando a destra i binari della stazione ferroviaria.
Il cavalcavia è un saliscendi rettilineo, che a un certo punto presenta un semaforo.
Al semaforo, provenendo da Venezia, svoltando a sinistra si prosegue per via Fratelli Bandiera, la strada che porta a Marghera, destinazione dell’autobus della morte.
Andando dritti si raggiunge invece la tangenziale oppure l’autostrada.
Ed è proprio all’altezza della biforcazione che l’autobus ha virato improvvisamente a destra, ha sfondato il guard-rail, è volato nel vuoto e si è schiantato in basso a ruote in su, incendiandosi.
Mentre - nel momento in cui scrivo - i 21 morti e due dei 15 feriti non hanno ancora ufficialmente un nome, saranno poi le indagini della magistratura a stabilire l’esatta dinamica dell’incidente, nell’auspicio che se ne capisca anche la causa.
I mezzi per farlo ci sono: le testimonianze dei sopravvissuti, i riscontri dei testimoni oculari (c’era un altro pullman dietro a quello volato in basso), l’analisi della “scatola nera” dell’autobus incendiato, le videoriprese delle telecamere stradali, gli esami di medicina legale.
Sono le notizie che riempiranno la cronaca ancora nei prossimi giorni, consultabili anche su Bassanonet, sulla fascia blu in alto, alla voce “Ultimora - Veneto”.
Queste sono le ore del lutto e delle dichiarazioni per la stampa sulla tragedia di Mestre che arrivano da ogni dove, intasando la casella di posta elettronica della redazione: segno tangibile di una regione, comprensibilmente, in stato di choc.
Ieri sera ho seguito le varie dirette in televisione dal luogo della disgrazia, rimanendo incollato al video fino alle due di notte. Sono quelle cose più grandi di te che ti fanno venire in mente a botta calda i pensieri più banali, perché pensieri primordiali: la fatalità del caso, la follia della sorte, l’assurdità del destino. Ponte Morandi a Genova insegna.
E più una tragedia appare inconcepibile e illogica, come questa, più se ne vuole ricercare subito, altrettanto illogicamente, una spiegazione.
Come se non bastasse, per quanto mi riguarda davanti a quelle immagini di lamiere, sirene, ambulanze e vigili del fuoco si aggiungono le inquietudini accessorie: pensi a tutte quelle volte che hai viaggiato in un pullman, a tutte quelle volte che hai messo i tuoi figli a viaggiare in un FlixBus, a tutte quelle volte in cui in auto - anche recentemente - sei passato su quello stesso cavalcavia e nella stessa direzione.
In momenti come questi non sei più un giornalista, o un operaio, o un ingegnere, o un commerciante oppure quello che preferite voi.
Sei solamente un essere umano, nudo e smarrito di fronte all’inspiegabile evidenza.

Scopri di più su questi argomenti

New

Notizie flash sul tuo smartphone

Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.

Pubblicità

Pubblicità

SALUS

Più visti

1

Attualità

23 mar 2026

Nodo giovani, il piano del Comandante Berti per presidiare Bassano

Visto 14.199 volte

3

Geopolitica

23 mar 2026

Il Cile alza un muro: Kast inaugura la stretta sull’immigrazione

Visto 9.099 volte

4

Attualità

23 mar 2026

Referendum sulla Giustizia, a Bassano affluenza oltre il 50%

Visto 8.858 volte

6

Bassano Impresa

21 mar 2026

Bassano Impresa: demografia e saperi artigianali

Visto 4.392 volte

7

Attualità

26 mar 2026

Etra, via libera al budget 2026: tariffe giù del 2%

Visto 3.945 volte

8

Arte

22 mar 2026

Tra le amate terre di Enrico Stropparo

Visto 3.689 volte

10

Teatro

23 mar 2026

Al Remondini, Guarda le luci, amore mio

Visto 3.520 volte

2
3

Attualità

09 mar 2026

“Salvate il soldato Asparago”

Visto 18.322 volte

4

Attualità

20 mar 2026

Bassano si inchina al suo “Re Bianco”

Visto 17.714 volte

5

Geopolitica

03 mar 2026

Possibile vertice tra Corea del Nord e Stati Uniti in Cina

Visto 15.416 volte

7

Attualità

23 mar 2026

Nodo giovani, il piano del Comandante Berti per presidiare Bassano

Visto 14.199 volte

10

Attualità

13 mar 2026

Rifiuti: il Veneto differenzia, Bassano conta i litri

Visto 13.221 volte