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Danza

L'impatto della danza contemporanea sul morbo di Parkinson

Venerdì 24 maggio ore 15.30 al Garage Nardini danzatori e pazienti, insieme sul palco a dimostrare il beneficio portato dalla danza sui pazienti malati di Parkinson.

Pubblicato il 23 mag 2013
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Ha un che di “magico” ciò che sta avvenendo in questi giorni al CSC/Casa della Danza di Bassano che accoglie un innovativo progetto di ricerca sulle relazioni e l’impatto che la pratica della danza contemporanea può avere sul sistema neurologico e in particolare sulle persone con il morbo di Parkinson.
Pazienti, personale medico della Struttura Complessa di Neurologia dell’Azienda sanitaria bassanese, diretta dal dottor Alessandro Burlina, e danzatori, stanno vivendo una particolare esperienza di workshop condotto da Mark Vlemix (NL) e Andrew Greenwood (Uk).
A Bassano i due formatori portano l’esperienza maturata dal progetto danceforhealth

un momento del workshop

(www.danceforhealth.hl) che negli ultimi anni ha sviluppato incoraggianti studi in materia e introdotto esperienze innovative che hanno identificato benefici e miglioramenti collegati alla pratica artistica della danza.
Vlemix e Greenwood si avvalgono dell’esperienza sviluppata in Olanda e negli USA dal Mark Morris Dance Group impegnato da anni nella ricerca con il Brooklin Parkinson Group.
Il workshop esplora la pratica artistica della danza contemporanea e l’impatto che può avere nello sviluppo della elasticità muscolare, del senso di ritmo e equilibrio, e nel positivo impatto neurologico che l’attività artistica e creativa può stimolare.
Il gruppo, che aprirà le porte del Garage Nardini al pubblico domani venerdì 24 maggio alle ore 15.30, sta lavorando molto sull’energia provocata dal benessere dei movimenti danzati, non si tratta dunque di terapia, ma di un vero e proprio processo artistico creativo, che coinvolge tutti i partecipanti a diversi livelli.
“Qui a Bassano abbiamo trovato un gruppo molto aperto – racconta Andrew Grenwood – che vinte le iniziali riservatezze sta dando moltissimo, i pazienti, quando salgono sul palco non sono più tali, ma diventano danzatori. Ieri xy (70 anni) alla fine del workshop è andato via dimenticandosi qui il bastone, che lo accompagna ovunque, questo per noi è già un risultato”.
Vlemix e Greenwood portano per la prima volta in Italia la loro esperienza e questo progetto pilota, potrebbe sicuramente cambiare culturalmente l’approccio alla malattia, si pensi cosa accadrebbe se fosse ad esempio un programma adottato dalle ASL del Veneto. Il workshop è sviluppato all'interno del progetto europeo Act Your Age, vinto dal Comune di Bassano del Grappa con il CSC Casa della danza, che si pone come obiettivo il dialogo intergenerazionale e le tematiche legate all’invecchiamento attivo nell’ambito della danza.
Non è facile raccontare un’esperienza, un’energia, l’invito quindi è quello di assistere al lavoro che questo gruppo sta facendo, venerdì pomeriggio, dal vivo.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. Informazioni Ufficio spettacolo tel. 0424 519804

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