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Zucchero e corpo, Chiurato manifesto di ArteAccessibile

L’artista marosticense firma il manifesto di ArteAccessibile al Salone del Mobile di Milano con i suoi corpi decorati con lo zucchero.

Pubblicato il 14-04-2013
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Che Marco Chiurato avesse capito di essere un artista prima di provare a diventarlo, lo sanno tutti. E che non avesse capito che lo zucchero era ed è il “suo” materiale espressivo per eccellenza, ce ne siamo resi conto tutti. Da poco tempo, fortunatamente, pure lui.
Lo zucchero è sempre stato per Marco materia conosciuta, a volte schivata per sfuggir ai doveri del lavoro di famiglia, a volte mero utensile da lavoro. Eppure sembra che questa sia l’ennesima conferma che l’artista, attraverso di esso, abbia trovato la sua strada e la sua identità.

Jiois Gallo decorata con lo zucchero. Opera di Marco Chiurato

Nasce “100% zucchero”, l’ultimo step di una presa di coscienza consapevole nella carriera di Chiurato, che agli organizzatori di ArteAccessibile piace da morire.
L’idea si concretizza qualche tempo fa, unendo la maestria di Marco, campione di decoro in ambito della pasticceria, e l’altra passione dell’artista.. il corpo. Chiurato decora così il corpo nudo di più di 40 modelle che per l’occasione si sono offerte di diventare tela umana sotto la sac-a-poche zuccherina dell’artista. Con la tecnica “a cornetto” Chiurato trasforma le sue modelle in opere d’arte e ne ritrae il risultato.

Due di queste opere sono esposte a Milano in questi giorni in concomitanza con il Salone del Mobile negli stand di ArteAccessibile, che per l’occasione ha scelto proprio di presentarsi al pubblico della fiera con un manifesto raffigurante una delle creazioni dell’artista. Il manifesto cambierà forma quando ArteAccessibile si trasferirà a Hong Kong e la modella assumerà tratti orientali.
Non solo, sabato 13 alle 17 si è potuto assistere ad una performance live dell’artista, che accompagnato dalla modella Jiois Gallo, ne ha decorato il corpo sotto gli occhi curiosi dei passanti, mostrando così l’eleganza e la manualità di una tecnica “rubata” ai saperi di famiglia. Tra il pubblico anche Elio Fiorucci, che entusiasta si è subito complimentato.

“E’ un omaggio ai lavori manuali, mi ricorda molto la laboriosità del tessere a ferri di mia nonna.” Confessa l’artista. “Vesto le modelle di zucchero, ma indossano una storia”. “E’ sempre la figura umana il centro del racconto ma è una nuova figura liberata dal rimpianto, dal pregiudizio dalle delusioni, non più vittima delle proprie ossessioni, non più smembrata e mercificata, ma sottolineata da sottili arabeschi creati dallo zucchero, accarezzata dalla dolcezza di una tecnica antica, ritrova la sua spiritualità in un dolce abbraccio.”

Il progetto artistico di Naked Art è un working progress che si concluderà quando il numero delle modelle sfiorerà il centinaio, da lì probabilmente nascerà una mostra riassuntiva che riunirà tutte le opere. Tra i “volontari” spiccano nomi del calibro di Antonio Riello e Elena Grimaldi.

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