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Pubblicato il 23 giu 2026
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Oltre la metà dei pazienti colpiti da ictus ischemico che accedono al pronto soccorso dell’ospedale San Bassiano riceve la terapia trombolitica entro sessanta minuti dall’ingresso nella struttura.
Proprio per i tempi di intervento, i dati hanno portato l’ESO-Angels Awards, il programma internazionale che valuta gli standard assistenziali delle Stroke Unit europee, ad assegnare al presidio bassanese, e più precisamente al reparto di Neurologia, la certificazione “Gold” per la gestione della patologia nella fase acuta.
La valutazione ha preso in esame le diverse fasi dell’assistenza: dall’accettazione in pronto soccorso alla diagnostica radiologica, fino al ricovero nel reparto specialistico.
Protocolli integrati e tempi dimezzati: oltre metà dei pazienti trattata entro 60 minuti. ( Foto Bassanonet.it )
Al centro dell’analisi figura la rapidità di somministrazione della trombolisi, il trattamento farmacologico utilizzato per ripristinare il flusso sanguigno cerebrale interrotto da un coagulo.
Si tratta di un parametro centrale per gli esiti clinici. Nell’ictus ischemico ogni minuto può fare la differenza, perché il mancato afflusso di sangue al cervello aumenta progressivamente il rischio di danni neurologici. Intervenire in tempi rapidi significa quindi aumentare le possibilità di recupero e ridurre le conseguenze permanenti della malattia. Secondo la letteratura scientifica, l’avvio della terapia entro i primi novanta minuti dall’esordio dei sintomi consente a un paziente su quattro di superare l’evento ischemico senza riportare disabilità permanenti.
Per il direttore della Neurologia, Alessandro Burlina, il riconoscimento non rappresenta un traguardo formale, bensì il risultato diretto di un profondo cambio di passo culturale e operativo all'interno del San Bassiano. Di fronte a una patologia tempo-dipendente come l'ictus, in cui ogni minuto risparmiato equivale a tessuto cerebrale salvato, il punto di svolta strategico è stato l'abbattimento dei diaframmi tra i reparti. Il personale del pronto soccorso, i radiologi e l’équipe neurologica operano oggi come un unico organismo sincronizzato: una totale fusione di competenze che permette una circolazione immediata delle informazioni, riducendo al minimo i tempi che intercorrono tra l’arrivo del paziente in codice rosso, la diagnosi neuroradiologica e l’avvio della terapia.
Dal canto suo, la direzione generale dell’Ulss 7 Pedemontana, guidata da Giovanni Carretta, inquadra la certificazione internazionale come una formale validazione della qualità strutturale e manageriale consolidata dall'azienda. Il bollino attesta che il percorso assistenziale per l’ictus ischemico è governato da protocolli rigidi, efficienti e costantemente monitorati, escludendo qualsiasi logica di estemporaneità. Per i vertici dell'azienda sanitaria si tratta di una conferma strategica fondamentale, che dimostra la capacità di un presidio territoriale di esprimere un'eccellenza assoluta, garantendo alla cittadinanza standard di cura e tempi di risposta perfettamente allineati ai più severi parametri clinici richiesti a livello europeo.
Dietro i protocolli medici e le verifiche dei parametri internazionali, l'elemento più concreto resta la velocità. Poiché nell’ictus ogni singolo minuto di ritardo incide direttamente sulla gravità e sull'estensione dei danni neurologici, la prontezza della macchina dei soccorsi e l'efficienza dei percorsi interni rimangono i fattori più importanti non solo per salvaguardare la salute, ma per determinare le reali possibilità di recupero e il ritorno del paziente alla propria normalità.
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