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Massimiliano Cavallo

Massimiliano Cavallo
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Attualità

Scuola di Marostica e rotta balcanica: per il Ministero è tutto in regola

L'esito degli accertamenti ministeriali chiude le verifiche sulla «Cuman Pertile», lasciando sul campo le polemiche tra difesa dell'autonomia ed attacchi politici

Pubblicato il 01 ago 2026
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Nessuna irregolarità è emersa dagli accertamenti disposti dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sul progetto di educazione civica della scuola primaria «Arpalice Cuman Pertile» di Marostica.
Le verifiche non hanno rilevato anomalie nelle attività svolte né nelle autorizzazioni.
I fatti risalgono allo scorso 13 maggio.

Durante la visita nel capoluogo friulano, due classi quinte avevano partecipato in piazza Libertà a un’iniziativa con i volontari dell’associazione Linea d’Ombra, distribuendo cibo e beni di prima necessità ai migranti della rotta balcanica.
Il percorso educativo comprendeva anche attività svolte in classe, tra cui esercitazioni sensoriali con i bambini bendati o a piedi scalzi, per approfondire i temi dell’empatia e dell’educazione civica.
La diffusione del video aveva innescato immediate reazioni politiche. L’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint, sui propri canali, aveva parlato di presunto «lavaggio del cervello», mentre il deputato di Fratelli d’Italia Silvio Giovine aveva presentato un’interrogazione al ministro Giuseppe Valditara chiedendo verifiche.
A difesa dell'istituto si era però mobilitata anche la comunità scolastica e locale. In quattro giorni il comitato «Aula 33» aveva raccolto oltre 1.600 adesioni a sostegno del progetto, con una risposta rilevante dal mondo dell'istruzione: tra i sottoscrittori figuravano infatti molti docenti del Vicentino, firmatari di un appello affinché la scuola rimanga «uno spazio libero, pluralista e democratico».
Sull’esito delle verifiche è intervenuta con una nota la consigliera regionale del Partito Democratico Chiara Luisetto. In un passaggio, l'esponente dem ha definito la vicenda «un processo mediatico, basato sull'odio e la xenofobia» e ha sostenuto che «l'invio degli ispettori che alcuni esponenti della destra più oscurantista, capitanata da Anna Maria Cisint, Elena Donazzan e Silvio Giovine, avevano sollecitato dando vita ad una caccia alle streghe, ha svelato una verità che era già evidente». Luisetto ha inoltre parlato di «una pesante ingerenza sull'autonomia scolastica dell'istituto» e ha chiesto «le scuse di questi esponenti politici» alla scuola e alla comunità di Marostica.
L’esito dell’ispezione chiude la fase degli accertamenti ministeriali su una vicenda che per settimane ha diviso il territorio.
Ora resta una domanda: che cosa rimane di questa storia?
Rimangono, innanzitutto, i bambini della scuola primaria e i migranti incontrati durante l'uscita didattica a Trieste. Le loro vite si sono incrociate in quell’esperienza, diventando il punto di partenza di un confronto che dalle aule scolastiche è arrivato fino allo scontro politico.
Al centro della vicenda restano i suoi protagonisti e i loro vissuti: un’esperienza che ha generato un ampio dibattito e che ora invita la comunità locale a riflettere su ciò che questa storia ha realmente lasciato ad ognuno di noi.

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