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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Bassano, col Prato finisce in parità
Non basta un secondo tempo da grande squadra per aver ragione del Prato. Persa una grossa opportunità ma la zona-salvezza è più vicina
Pubblicato il 04 dic 2011
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BASSANO – PRATO 0-0
Bassano Virtus (4-3-1-2): Poli; Martina, Basso, Scaglia, Lorenzini; Mateos, Caciagli (st 32’ Gasparello), Lucca; Ferretti (st 21’ Baido); Guariniello; Longobardi.
Saverio Guariniello calcia in porta. Tutto il Prato è a protezione della propria area (foto Roberto Bosca)
A disp.: Oddo, Lazzarotto, Porchia, Maniero, Proietti. All.: Jaconi
Prato (4-3-1-2): Layeni; Manucci, Serafini, Lamma, De Agostini; Fogaroli, Cavagna, Geroni (st 16’ Gori); Pisano (st 28’ Pesenti); Silva Reis; Basilico (st 1’ Alberti).
A disp.: D’Oria, Serafini, Varutti, Piantoni. All.: Esposito
ARBITRO: Oliveri di Palermo 4
RETI: -
NOTE: 1100 spettatori.
Ammoniti: Guariniello, De Agostini, Fogaroli, Pesenti
Espulsi:
Angoli: 9-7
Recupero: pt 1’; st 4’.
Il Bassano non va oltre al pareggio casalingo a reti bianche con il Prato. Ci sono tanti modi di leggere questo risultato. Lo premettiamo, il nostro è particolarmente impregnato di rammarico, quella con i lanieri era indicata da più parti come la partita più importante di questo scorcio di stagione. Sia chiaro, si può vincere e perdere con chiunque in questo torneo ma la squadra sta attraversando un buon momento di forma, corroborata nello spirito dalla fiducia proveniente dai risultati ottenuti anche in trasferta, e aveva nelle sue corde la concreta possibilità di vincere e aumentare la forbice di punti che separano il Soccer Team dalle ultimissime posizioni in classifica. Non vogliamo essere blasfemi, ma per santificare la “settimana santa” giallorossa, lo si diceva già alla vigilia, diventava fondamentale battere il Prato, che per l’occasione ha scelto di non schierare gli under, e sfatare il tabù degli scontri diretti, finora 3 pareggi e una sconfitta. Complici i risultati maturati sugli altri campi, il successo avrebbe regalato un viaggio di una settimana fuori dalla zona playout. Intendiamoci, non che i giallorossi non abbiamo inseguito la vittoria. Le occasioni migliori, tranne una, senza ombra di dubbio sono marchiate con il simbolo dei leoni rampanti appoggiati alla torre civica. Lo stesso Jaconi ad un quarto d’ora dal termine e con il Prato schiacciato (!) nella propria metà campo, ha provato il tutto per tutto giocando con addirittura 4 punte. Non tutto è andato per il verso giusto, da quel momento c’è stata una grossa difficoltà a recuperare palla e a riproporre le azioni d’attacco, ma l’intuizione del mister e la possibilità di rimandare il Prato a casa a mani vuote erano a portata di mano. Cosa rimane? Un secondo tempo di grandissima sostanza, cosa dirà Jaconi nello spogliatoio per caricare i suoi è un gran bel mistero, un punto rosicchiato alla zona salvezza, e una prova più che sufficiente da parte di Poli, Lorenzini e Lucca chiamati a surrogare nell’ordine Grillo, Ghosheh e Morosini. E nessuna squalifica in vista del prossimo scontro salvezza a Piacenza.
Le scelte. Eh già perché sono ben due i colpi sullo stomaco che il Bassano Virtus deve assorbire poco prima di scendere in campo contro i toscani. Oltre alla squalifica di Morosini, Jaconi deve rinunciare contemporaneamente a due dei cardini che hanno permesso l’importante recupero in classifica partito dal successo interno con la Triestina: Grillo e Ghosheh. Ma mentre il terzino romano era in dubbio fino all’ultimo a causa di affaticamento muscolare patito tra Frosinone e Andria, la sorpresa dell’ultima ora ha colpito superVincenzo Grillo, messo a letto dall’influenza. Tirando le somme sono ben tre le differenze nell’undici titolare: Morosini squalificato e sostituito da Lucca che ha vinto il ballottaggio con Drudi per completare il centrocampo, Lorenzini che prende il posto di Ghosheh e Poli in sostituzione del Grillo volante. A fronte di 3 assenze pesanti in casa giallorossa, seppur surrogate abbastanza bene secondo le rispettive qualità, colpisce la scelta di mister Esposito. Per affrontare la formazione di Bassano del Grappa il tecnico pratese si gioca uno dei 3 bonus a disposizione e schiera un 11 privo dei due under obbligatori. Decisione legittima ma cogliamo l’occasione per sottolineare come questa “norma-porcheria” falsi in parte la regolarità del campionato. Rimane il fatto che tale decisione rafforza ulteriormente come anche da parte ospite i 3 punti in palio vengano considerati di vitale importanza per allontanarsi dalla palude del terz’ultimo posto, a soli 2 punti dall’ultimo posto che rappresenta la retrocessione diretta.
I migliori ad Andria si confermano. Nonostante le tensioni derivanti dalla preziosa posta in palio, i contendenti non solo non patiscono nulla a livello di approccio ma addirittura la partenza è sparata. Il Bassano spaventa subito il Prato con una ripartenza nata sugli sviluppo di un corner a favore dei pratesi. Basso esce palla al piede come un cavallo al galoppo, palla a Guariniello che calcia ma la sua conclusione viene respinta. Poi è il turno di Ferretti che entra in area ma perde l’attimo buono. Ma gli ospiti che, è bene ricordarlo, stanno allenando anima e corpo da inizio settimana per strappare punti in questo fondamentale scontro diretto mentre i giallorossi sono stati impegnati nel turno infrasettimanale, ci mettono poco a carburare dimostrando di essere una buona squadra. Fulminante lo scambio stretto a limite dell’area tra Silva Reis e Pisano che porta quest’ultimo ad una conclusione di sinistro che si perde a fil di palo. L’occasione è talmente importante che poteva tranquillamente valere il vantaggio per gli ospiti. Impressionante il gioco di gambe e le capacità tecniche e tattiche di capitan Pisano, 29 anni, non per nulla protagonista in serie A fino l’anno scorso tra Parma e Bologna. Il fantasista è un pericolo costante anche perché capacissimo di andare a trovarsi lo spazio migliore, facendo l’elastico tra la posizione di punta pura, quella di trequartista e quella di attaccante esterno sulla sinistra. Idem, ma con meno qualità e più fisicità, possiamo dire di Silva Reis, altrettanto bravo a sfuggire alla morsa di Basso e Scaglia. Questa capacità dell’attacco ospite di non dare punti di riferimento mette in difficoltà la retroguardia nel primo quarto d’ora di gara. Ma è tutto il Prato convincente e convinto di poter far sua il match giocando da squadra compatta e di buona qualità. E il Bassano? I giallorossi dopo i primi cinque efficaci minuti in cui lasciavano intravedere la volontà, la caparbietà e, perché no, trame palla a terra davvero interessanti tendono via via a spegnersi. A tenere in piedi, da vere colonne portanti, la formazione di Bassano del Grappa ci pensano, un po’ come a Andria, le prove maiuscole di alcuni elementi che sono Caciagli, Basso e Scaglia supportati, ma solo a sprazzi, da Mateos, Ferretti e Guariniello.
Nonostante questo è il Soccer Team ad avere più occasioni, sia grazie ad un paio di contropiedi davvero bene orchestrati, sia sfruttando benissimo i calci da fermo con Caciagli battitore principe. Al 28’ la magica traiettorie del centrocampista pisano pesca Mateos all’altezza dell’area piccola e il suo colpo di testa è una frustata ma troppo centrale e Layeni può arrivare sulla palla e salvare il risultato! Dal consecutivo corner è Guariniello a costringere l’estremo difensore al salvataggio disperato. Gioco al Prato, occasioni al Bassano? In estrema sintesi si, ma c’è un secondo tempo che riserva grosse sorprese.
Ma cosa dice Jaconi nell’intervallo? Ormai è matematico almeno quanto 1+1=2. A livello prestazionale, la ripresa è tutt’altra musica. Sono le paroline magiche dell’Osvaldo giallorosso dirette ai suoi ragazzi intenti a bere il thé caldo a suonare la sveglia e tirar fuori la vera anima della sua squadra. Ferretti torna atomico nella continuità della sua azione. A loro volta Mateos e Lucca prendono definitivamente confidenza con il match, il primo spendendo energia e non sbagliando più neppure l’appoggio più difficile, il secondo con il suo ordine e le sue geometrie. Con l’effettivo apporto di tutti i suoi protagonisti il Soccer Team cambia marcia, tant’è vero che i padroni di casa iniziano a schiacciare i biancoazzurri, baldanzosi fino al duplice fischio dell’arbitro, sulla difensiva. Al 14’ Lucca calcia un siluro che viene respinto da Layeni, Longobardi segna in tap-in ma il segnalinee sbandiera il fuorigioco. Più di qualcuno è pronto a spergiurare che l’assistente di linea abbia preso un grosso abbaglio, noi non siamo in grado di dirlo stazionando abitualmente dalla parte opposta.
Purtroppo il principale ago della bilancia tra un Bassano pericoloso e un Bassano spuntato si fa male in una delle sue classiche azioni di pressing altissimo. Daniele Ferretti al 21’ è costretto ad alzare bandiera bianca e Jaconi getta nella mischia Raffaele Baido. Nonostante il pensante forfait in campo rimane tutta un’altra squadra rispetto a quella della prima frazione, molto più vigorosa cattiva ma anche manovriera. Mister Esposito si accorge che i suoi faticano anche solo ad oltrepassare la metàcampo e toglie capitan Pisano, poco incline al lavoro sporco. La risposta di Jaconi, 31’, è tutto un programma. Si alza dalla panchina il prode Gasparello, sottolineato dal boato del pubblico, a sorpresa a fargli posto è Caciagli, migliore in campo fino a quel momento. Con 3 prime punte e 1 seconda punta come Baido contemporaneamente in campo Jaconi osa una sorta di 4-2-1-3 di leopardiana e mourinhiana memoria. Un azzardo? Assolutamente no. Essenzialmente siamo di fronte ad una furiosa volontà di portare a casa quella che, non a caso, è la partita più importante di questo spezzone di campionato. Manca un quarto d’ora più recupero, potrebbe essere l’inizio di un assalto vecchio stampo. Il gusto della possibile, meritata, vittoria inizia a trastullare la punta della lingua. Invece non sarà così.
Assalto fallito Improvvisamente, infatti, invece di alzare ancora di più il baricentro è il Prato a togliersi dagli impicci andando a prendere una miriade di falletti nella trequarti campo bassanese. Passano i minuti e dell’assalto sospirato non v’è traccia. Perché? La risposta è banale. Con l’uscita di Caciagli il Bassano non riesce più a recuperar velocemente palla e a rinfocolare la manovra offensiva. È come accatastare molta legna nel focolare ma dimenticarsi di soffiare sulla fiamma. Lucca davanti la difesa è pressato e molto spesso è costretto al fallo. Punizioni che hanno l’effetto di spezzare continuamente il ritmo. Una fase abbastanza estenuante dove le 4 bocche da fuoco non avranno la benché minima palla giocabile. Anzi è il Prato a far tremare il “Mercante” con Alberti a non approfittare di un cross in mezzo all’area, arrivando all’appuntamento con una rete sicura con un decimo di secondo di ritardo. La situazione è così lampante che al termine dell’incontro abbiamo chiesto spiegazioni direttamente a Jaconi: “Perché, Caciagli non si può sostituire? – scherza il tecnico –. No, il fatto è che serviva gente che disponesse di un buon lancio lungo a scavalcare il centrocampo. Inoltre Matteo era sotto diffida e passando al centrocampo a 2 sarebbe stato più esposto ad eventuali cartellini. Questa situazione mi ha anche dato la possibilità di vedere all’opera davanti alla difesa Lucca che sarà il designato a sostituire proprio Caciagli quando scatterà la squalifica”.
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