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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Et voilà Seeber
E alla fine il dg si mosse e lo fece con estrema decisione. Il risultato? Il nucleo storico del Bassano più forte di sempre rimarrà a difendere i colori della città del Grappa anche nella prossima stagione. I nuovi arrivi sono mirati e di qualità
Pubblicato il 16 lug 2015
Visto 2.269 volte
Le perdite sono pesanti, dolorose, ma non poteva essere altrimenti. Federico Furlan è un ragazzo straordinario ancor prima che un calciatore capace di fare spesso e volentieri la differenza. E cosa ha fatto Werner Seeber? È andato a prendere probabilmente il miglior profilo possibile per sostituirlo. Roberto Candido, classe ’93 quindi tre anni più giovane di Furlan, ha fatto praticantato con Asta a Monza – dove recitava da riserva di Vita e Finotto – salvo far deflagrare le sue qualità di giocatore rapido, tecnico e dotato di gran senso del gol in un contesto difficile come quello di Busto Arsizio. Per lui parlano i numeri: 9 gol in 33 presenze schierato da attaccante esterno del tridente lombardo –, nonostante il mare di problemi e il via vai di allenatori che ha caratterizzato la stagione dei tigrotti. Candido adesso è già meglio di quanto era Furlan quando tre stagioni or sono sbarcò alla corte di Rastelli e le sue caratteristiche, assieme a quelle dell’altra new entry Giuseppe Fella potrebbero far balenare a Sottili l’idea di provare il 4-3-3 o 4-3-2-1.
Fasce da sistemare. Elia Cortesi ha chiuso il suo ciclo giallorosso, Federico Furlan come detto non rinnoverà, Luca Cattaneo è ancora in bilico così come la posizione di capitan Iocolano, che ambisce e a sua volta è ambito in serie B (e non poteva essere diversamente). Quattro caselle, due titolari indiscussi (FF7, Ioco) e un innesto in grado di cambiare in corsa le partite – oltre che segnare sette gol (Veleno) –. L’ideale sarebbe una riconferma sia per Iocolano che per Cattaneo ma Seeber, come sta dimostrando, non si farà trovare impreparato. Prendiamo il secondo acquisto, Giuseppe Fella, anch’egli classe 1993. Nell’ultima stagione il 22enne ha stupito con la maglia del Melfi dove è stato impiegato ben 37 volte, soprattutto nei panni di trequartista o seconda punta, andando a segno 5 volte. Il profilo è sempre quello: giovane, pronto a consacrarsi, con grande qualità – visto il ruolo che andrà a ricoprire – e reduce da un’annata in lotta per la salvezza con compagni giovani e in un gruppo forte e coeso. Candido e Fella possono recitare da titolari alla grande, pertanto il centrocampo è sistemato, se rimanessero anche Iocolano e Cattaneo…
Le basi sono solide. Qualche settimana fa, osservando i giocatori svincolati, c’era da prendere paura: l’intero pacchetto arretrato avrebbe potuto essere stravolto. Se l’intera comitiva composta da Rossi, Toninelli, Priola, Bizzotto e Semenzato avessero cambiato aria per Sottili il lavoro si sarebbe complicato e non poco. Ed invece Bizzotto cuor giallorosso ha rinunciato ai soldi promessi dal Padova per rimanere profeta in patria, idolo dei tifosi giallorossi. A stretto giro di posta sono arrivati gli autografi di Rossi, Semenzato e Pietribiasi con il risultato di preservare il tesoro di un nucleo storico che porterà avanti la mentalità e i concetti sedimentati nelle ultime due stagioni. Le famose «basi solide dalle cui ripartire». La scelta opposta l’ha compiuta Priola, accettando le lusinghe del Catanzaro ma per Seeber si è trattata di un’opportunità più che di un colpo basso. Nel cuore della retroguardia giallorossa serviva un elemento capace di far fare il salto di qualità al reparto e quel qualcuno è stato individuato in Daniele Martinelli, difensore importante, a lungo capitano del Vicenza ma nelle ultime due stagioni al Trapani. Martinelli, 33 anni, che non era mai sceso in serie C, rispecchia appieno l’identikit del difensore esperto richiesto da Sottili, non altissimo ma rapido e caparbio. Davvero un colpaccio.
Rose ma con le spine. Se l’addio di Furlan è doloroso, lo sarebbe anche quello di Toninelli. Nell’anima di big Dario, oltre a trionfi in serie, è impressa anche la retrocessione dell’era Jaconi-Brucato, dove si era distinto come giovane di grandissima prospettiva, diventando negli anni una bandiera del Soccer Team. Negli ultimi giorni si è parlato di un interessamento dell’Ascoli, la situazione è destinata ad evolvere a breve. In ogni caso è giusto ricordare che il Bassano in casa ha già il numero 2 del futuro: proviene dal vivaio giallorosso, si chiama Tommaso Bortot, ha 18 anni ed è fresco vincitore del titolo di serie D con la maglia del Padova.
Cosa manca. Il portiere di riserva è stato individuato in Costa, giovane scuola Bassano ma da tre anni nelle giovanili dell'Inter. Si tratta di un graditissimo ritorno. Mancano un terzino destro, un centrale difensivo per completare il reparto, un fantasista/esterno (due, se Iocolano parte), un centrocampista centrale di prospettiva, una punta per sopperire alla lunga assenza di Maistrello (si rivedrà a dicembre).
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