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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Domenica bestiale!
Una vittoria lunga una vita, un mattone gigantesco posto nella corsa alla promozione. Il Renate è battuto, decide una doppietta da urlo di Furlan. Cose da pazzi al Mercante, cose da Bassano Calcio. A Monza match ball
Pubblicato il 25-04-2015
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BASSANO – RENATE 2-1
Bassano Virtus (4-4-2): Rossi 6,5; Toninelli 6, Priola 6, Zanella 5,5, Stevanin 6,5; Furlan 7,5, Cenetti 6,5, Proietti 7, Cattaneo 6 (st 23’ Davì 6,5); Nolé 7 (st 42’ Spadafora sv), Pietribiasi 7 (st 35’ Ingegneri 6,5).
Furlan sommerso dai compagni. Il Mercante esplode per due volte (foto Claudia Casarotto)
A disp.: Grandi, Bizzotto, Cortesi, Casarini. All.: Asta
AC Renate (4-3-3): Cincilla 6,5; Adobati 6,5, Malgrati 6,5, Riva 6,5, Morotti 6 (st 26’ Radrezza 6); Muchetti 6,5, Perini 7, Chimenti 6 (st 35’ Florian 5,5); Scaccabarozzi 6,5, Spampatti 5,5 (st 26’ Odogwu 5), Iovine 6,5.
A disp.: Vannucci, Bonfanti, Mantovani, Cocuzza. All. Boldini
ARBITRO: D’Apice di Arezzo
RETI: pt 17’ pt Furlan (BV), pt 47’ Iovine (R), st 22’ Furlan (BV)
NOTE: -
SPETTATORI: 1700
AMMONITI: Pietribiasi, Zanella, Malgrati, Stevanin, Morotti, Chimenti
ESPULSI:
ANGOLI: 7-2
RECUPERO: pt 3’; st 4’
Bassano del Grappa. Con paura e con il cuore. Con la voglia di spaccare il mondo ma anche con il timore di perdere tutto. Un Bassano double face si sbarazza della sua bestia nera e lo fa nel momento più importante della sua storia. I ragazzi di Asta allungano ulteriormente sull’Alessandria e soprattutto sul Novara (su cui pende la variabile ricorso) quando alla fine del campionato mancano appena due partite. I giallorossi devono ora affrontare il Monza in trasferta e il FeralpiSalò in casa mentre l’avversario più vicino, il Pavia, dietro di tre punti e con gli scontri diretti a favore, farà visita al rilanciato Como. La partita per la promozione è ancora tutta da giocare e più che matematici occorre tenere la testa lucida. Si gioca già venerdì, alle ore 15:00. È pronto l’esodo.
Corsi e ricorsi storici. Evidentemente l’iniziativa congiunta del Comune e della Confcommercio di tappezzare i negozi del centro storico con i poster della formazione giallorossa ha portato bene. I padroni di casa soffrono di nuovo come contro il Real, paiono complicarsi la vita da soli ma poi basta loro un quarto d’ora di vero Bassano per mettere a segno il gol del nuovo vantaggio. Salvo novità sul fronte penalizzazione del Novara, con quattro punti da sudare come cani, si spalancherebbero le porte della promozione. Esattamente ciò che a luglio sarebbe stata pura eresia anche solo pensare. Ricordiamo che a Monza lo scorso anno, contro i biancorossi allenati da Asta, i bassanesi posero gli ultimi tre punti prima della matematica vittoria del campionato. Fu una giornata memorabile, contro uno squadrone che fino ad allora aveva dato quasi solo delusioni al Soccer Team. La storia potrebbe ripetersi adesso ma per farlo bisogno tenere sotto controllo i nervi ancor più che le gambe. Pensiamo che clima potrà attendere il Soccer Team al Brianteo con i brianzoli che senza il suicidio di Arezzo avrebbero lasciato proprio al Renate il quint’ultimo posto! Sarà un testacoda da brividi, da superare con il supporto della gente giallorossa. Ultima considerazione: una vittoria bassanese in terra monzese unita ad un contestuale passo falso del Pavia contro un Como affamato di playoff significherebbe serie B. Come dire, a Monza bisogna esserci.
Perbacco!. Bassano ma che diavolo succede? È questa la domanda che si propaga come un virus nel corso dell’intervallo, complice anche il pareggio renatese giunto in pieno recupero. I giallorossi denotano fin da subito delle difficoltà nel gestire la palla, come se la sfera tra i piedi scottasse pur al cospetto di un avversario capace di mettere in porta un solo gol nelle precedenti sette partite. Per carità, il Renate gioca con caparbietà, anche qualità nei suoi uomini migliori, da Perini a Scaccabarozzi. Però è un avversario che gli astiani in condizioni normali domerebbero senza troppi problemi, soprattutto dopo aver avuto la bravura/fortuna di siglare la rete di vantaggio. Merito di Furlan che chiude un’azione firmata Nolé con un sinistro al volo da cineteca, spettacolare. È il 17’ della prima frazione. Di lì in avanti il pareggio nerazzurro è nell’aria, come un fantasma che aleggia sul campo. Prima è Scaccabarozzi ad approfittare di una serie di disimpegni sbagliati per calciare dal limite appena sopra la traversa. Poi c’è un sequel di mezzi errori: passaggio sbagliato, controllo sbagliato, colpo di testa a liberare così così. Fino a che il Renate trova la rete nell’immancabile palla inattiva. Fortuna vuole che Melgrati sia in posizione irregolare e allora resta solo un lungo sospiro di sollievo. Sospiro che sa di esalazione mortale quando al 47’ gli ospiti pareggiano per davvero. Sempre dagli sviluppi di una punizione, sempre cercando la sponda di un compagno che si allarga. Segna Iovine con il ginocchio. Tutto da rifare.
Con l’anima. Non basta più nemmeno il cuore, per giocare certe partite bisogna mettersi in gioco al 200%. Solo che così facendo si rischia di rimanere «schiacciati» dal peso delle responsabilità. Sono pochi i giocatori del Bassano che possono mostrare sul corpo decine di ferite frutto di innumerevoli battaglie. La maggior parte di loro la serie B non l’hanno nemmeno mai sognata. Ma adesso che è lì, è richiesto loro l’ultimo sforzo di una stagione massacrante. Non è facile trovare il giusto equilibrio interiore. Contro il Venezia i giallorossi sono proprio collassati su sé stessi, contro il Real hanno retto l’urto, contro il Renate hanno alternato una fase difensiva da brividi a contrattacchi convinti e ficcanti. Nel secondo tempo la squadra prova a rimediare e qualche occasione sporadica la crea. Ma a far saltare il banco è di nuovo la stella di Furlan, fermo ad un gol prima della doppietta odierna. Altra bella marcatura, altro gol pesantissimo. Di nuovo avanti, Asta prova a correggere ciò che non funziona: dentro Davì per Cattaneo per dare solidità al centrocampo, poi Ingegneri per uno stoico Pietribiasi per rinforzare il pacchetto arretrato (passaggio alla difesa a 3) ed infine Spadafora a spendere energia al posto di un distrutto Nolé. Le mosse tattiche danno il loro frutto, al cospetto del nuovo bunker giallorosso il Renate crea quasi niente anche se la fifa più tenebrosa accompagna i quasi 2 mila che spingono la squadra con voce, bandiere, sciarpe e passione fino al triplice fischio. La squadra corre sotto le tribune a ricevere un simbolico, calorosissimo, abbraccio mentre lo speaker informa della sconfitta dell’Alessandria e soprattutto del pareggio del Novara. Almeno e solo per una sera, che la festa abbia inizio.
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