Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 28-04-2020 14:53
in Politica | Visto 2.421 volte

La resa dei Conte

Decreto “fase 2”: in un video su Facebook il sindaco Pavan attacca il presidente del Consiglio. Reagisce duramente il Partito Democratico: “Pensavamo fosse un sindaco, invece era una blogger”

La resa dei Conte

Un fermo immagine del video su Facebook del sindaco Pavan

“Ennesima delusione da parte del premier Giuseppi Conte.” Sì, proprio così: “Giuseppi” con la “i”. Lapsus pavaniano. Il nome del premier declinato al plurale: la resa dei Conte.
Inizia con questa frase un videomessaggio del sindaco di Bassano del Grappa Elena Pavan, affidato alla sua pagina Facebook e postato dal primo cittadino dopo l'annuncio del presidente del Consiglio sul decreto riguardante le nuove misure decise dal governo per intraprendere l'inizio della cosiddetta “fase 2” dell'emergenza dal 4 maggio in poi. “Nemmeno una parola sui bambini, non un'idea sulla scuola, per non parlare poi delle misure inesistenti a sostegno delle attività produttive...che delusione Giuseppe Conte!!!!”, scrive Pavan a corredo del video.
“Ieri sera - continua l'intervento - abbiamo appreso che in Italia non ci sono studenti, non ci sono scuole, non importa se i ragazzi e i bambini stanno ormai da due mesi a casa senza avere un ritmo, senza avere delle lezioni che siano imposte in maniera organizzata da parte del ministro ai singoli dirigenti scolastici.”
“Soprattutto - prosegue la sindaca leghista - non ci sono delle misure economiche, non c'è nessun tipo di azione concreta a tutela dell'economia italiana. Non solo un piano strategico, che manca totalmente, ma neanche un barlume lontano di una qualche iniziativa che sia davvero concreta.” “Perché invece - incalza Pavan - non valorizziamo e non diamo fiducia magari in maniera differenziata, ad alcune Regioni, quelle che hanno dimostrato di saper rispettare le regole, che sono quelle alle quali il Veneto appartiene? Anzi il Veneto per primo ha dimostrato di avere dei cittadini che sanno rispettare le regole, che sanno tenere le mascherine, che sanno rispettare le distanze sociali, che sanno stare a casa per il bene comune. E sono quelle Regioni, la nostra in particolare, dove ci sono le aziende, che sono state chiuse per prime perché purtroppo i focolai sono partiti da qui.”
“Da noi sono stati chiusi gli esercizi, le aziende, prima che in altre parti d'Italia. E adesso devono stare chiuse per altre cinque settimane - conclude il videomessaggio del sindaco di Bassano -. C'è un piano preciso forse, da parte di questo governo, di annientare le Regioni che producono la ricchezza di questo Paese, le Regioni che pagano le tasse di questo Paese? Io non ho parole, non ho parole, non ho parole.”
Ed ecco che, improvvisamente, la celebre canzone di Mina “Parole, parole, parole” trova la sua antitesi perfetta.

Ma come ogni telenovela che si rispetti, non manca anche in questo caso la puntata successiva. Oggi, a tale riguardo, il Circolo di Bassano del Grappa del Partito Democratico ha trasmesso infatti una lettera aperta al sindaco Pavan, inoltrata anche ai media.
“Pensavamo fosse un sindaco, invece era una blogger”, si intitola la missiva a firma del segretario del PD bassanese Luigi Tasca.
“È un video delirante quello che il sindaco di Bassano Elena Pavan consegna alla sua pagina Facebook - inizia il testo -. A partire dall'inizio in cui storpia volontariamente il nome del presidente del Consiglio, come fosse un qualsiasi guitto da osteria e non la rappresentante istituzionale dei cittadini bassanesi, per proseguire con la totale ignoranza rispetto ai provvedimenti che il governo ha preso e prenderà nei prossimi giorni.” “Il suo elenco di lamentele senza capo né coda - aggiunge Tasca - prosegue con un confuso elenco che si conclude con una domanda che ha dell'incredibile: “C'è un piano preciso da parte di questo governo di annientare le regioni che producono la ricchezza di questo Paese?”.”
“Crede davvero Pavan - sottolinea il PD di Bassano - che i rappresentanti del governo non siano preoccupati per i numeri di questa pandemia e per il fatto che rischiamo una nuova ondata di contagi, ma che siano solo dei sadici che si divertono a tenere chiuse le aziende? Al sindaco Pavan, se davvero ha questi dubbi, suggeriamo di recarsi presso la Procura della Repubblica e denunciare questo fatto. La gravità di questa accusa ed il suo ruolo impongono un impegno maggiore di un video un minuto su Facebook.”
“Al sindaco Pavan, novella esperta di gestione di pandemie, diciamo di guardare il numero dei morti che giornalmente vengono esposti dalla Protezione Civile - continua la lettera aperta -. Il governo si è affidato ad una task force di scienziati e medici che studiano ogni rapporto di causa/effetto e costo/beneficio per ogni singola scelta presa. Non seguono i deliri del leader di partito sui social. Riguardi tutto questo e chieda scusa.”
“Al sindaco Pavan - scrive ancora Tasca - consigliamo ancora di affidarsi meno ai suoi consulenti della comunicazione e, prima di dire che non ci sono state misure finanziarie, di fare un veloce calcolo dei miliardi messi in gioco in questi mesi per evitare il collasso del Paese. Se vuole, l’aiutiamo noi: sono circa 750. MILIARDI. Mentre lei parla di assenza di misure economiche. Al sindaco Pavan consigliamo ancora di seguire l'esempio di chi, in maggioranza con lei, sta lavorando bene in Comune a Bassano, senza proclami e deliri in rete.”
“Fino ad oggi - conclude la lettera alla Pavan - avevamo evitato polemiche politiche e l'avevamo anche difesa da chi l’accusava di non comunicare coi cittadini, che si sentivano sempre più abbandonati. Se comunicare con i cittadini è dire falsità e storpiare il nome del presidente del Consiglio era meglio non comunicare. Il momento non è facile per nessuno: bambini, famiglie, anziani, lavoratori e imprese, e aumentare la rabbia sociale non aiuta, anzi. Stiamo uniti, e ne usciremo prima.”

Fin qui, egregi lettori, il resoconto di una querelle significativa del mondo della politica, che sta annaspando verso la gestione dell'immediato futuro post-emergenza sanitaria. Facciamocene una ragione. Perché per tutta la “fase 2”, sia a livello nazionale che locale, sarà così.

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