Ultimora
Attualità
05 ago 2026
Bassano-Bardolino per la Cultura 2029: i dati del turismo aprono il confronto veneto
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
4 Aug 2026 18:16
Raccoglie patate in un campo e muore per il caldo
4 Aug 2026 14:31
Bimbo di 5 anni rischia di annegare a Bibione, salvato dal bagnino
5 Aug 2026 00:25
Ucraina: Kiev sotto attacco russo con missili balistici
5 Aug 2026 00:27
Ancora ori per l'Italia, Pellacani fa poker dal trampolino 3 metri e Taddeucci nella 10 km
4 Aug 2026 22:51
Altri due ori per l'Italia, Pellacani fa poker dal trampolino 3 metri e Taddeucci nella 10 km
4 Aug 2026 22:04
Schlein e Conte a pranzo per chiarirsi, ma restano le distanze
4 Aug 2026 21:49
Ventaglio, mai più senza l'accessorio che ci salva dall'afa
La stretta dell'ANAConda
L'ANAC avvia un'istruttoria nei confronti del Comune di Bassano sull'appalto del Ponte. “Al di là delle inadempienze della ditta appaltatrice rilevate dall'Amministrazione, si riscontrano elementi di criticità per il prosieguo dei lavori”
Pubblicato il 05 nov 2018
Visto 4.528 volte
Sostiene un mio carissimo amico - nei confronti della cui tesi all'inizio ero scettico, ma sulla quale mi sto ricredendo sempre di più - che nulla accade mai per caso.
E proprio oggi, nel giorno delle trionfali dichiarazioni del sindaco Poletto e del vicesindaco Campagnolo sulla “bontà del progetto e bontà dell'operato dell'Amministrazione” a riguardo del soffertissimo restauro del Ponte, nonché sullo sviluppo degli eventi che “mette a posto la lettura della realtà” (si legga il nostro articolo precedente), arriva a gamba tesa una nuova, clamorosa notizia.
L'Ufficio Vigilanza Lavori dell'ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, ha comunicato all'Amministrazione comunale di Bassano del Grappa (nelle figure del Responsabile Unico del Procedimento Diego Pozza e del dirigente Area Lavori Pubblici Walter Stocco), e per conoscenza al segretario generale del Comune Antonello Accadia e alla ditta Vardanega Costruzioni Srl, l'avvio del procedimento istruttorio in merito all'appalto di restauro del Ponte Vecchio. In particolare, l'avvio dell'istruttoria è finalizzato alla verifica di tre specifici aspetti: la concreta disponibilità delle aree di proprietà della ditta Nardini necessarie per l'esecuzione dei lavori; la concreta reperibilità dei materiali da costruzione con caratteristiche aderenti alle specifiche di progetto e le ulteriori diverse problematiche progettuali e/o esecutive venute in rilievo. La verifica dell'Anticorruzione è scaturita a seguito degli esposti presentati nel maggio e nel novembre dello scorso anno rispettivamente dalla ditta Vardanega Costruzioni Srl e dal Comitato Amici del Ponte di Bassano ed è stata disposta considerato che, come si legge nella comunicazione di avvio dell'istruttoria, “al di là delle inadempienze della ditta appaltatrice rilevate dall'Amministrazione e che hanno portato al provvedimento di risoluzione contrattuale, si riscontrano elementi di criticità che possono riverberarsi sul prosieguo dei lavori in oggetto”.
Foto di Dario Vanin
Al primo punto del documento, l'Ufficio Vigilanza Lavori dell'ANAC nomina quello che per l'Amministrazione comunale bassanese è l'innominabile: la questione della concreta disponibilità delle aree di cantiere, ovvero della spalla sinistra del Ponte di proprietà Nardini nella fattispecie. L'Autorità prende a riferimento una nota esplicativa del Comune, la quale riferisce che il Responsabile Unico del Procedimento e l'esecutore dei lavori “hanno concordemente dato atto, con verbale sottoscritto da entrambi il 16/01/2017, senza riserva alcuna, del permanere delle condizioni che consentivano l'immediata esecuzione dei lavori”. Sempre il Comune ha specificato all'Autorità di vigilanza che a quel verbale era anche allegata, e sottoscritta dall'esecutore, la convenzione di “Costituzione di servitù perpetua e consenso all'occupazione temporanea delle aree necessarie a realizzare il progetto”: vale a dire il famosissimo (per noi) accordo sottoscritto tra il Comune di Bassano e la Ditta Bortolo Nardini Spa il 3 marzo 2016.
Ebbene: l'ANAC cita i due fondamentali articoli della convenzione, su cui abbiamo già scritto brentane di inchiostro, che fissano i paletti per l'esecutività dei lavori nella proprietà Nardini. E cioè, innanzitutto, l'articolo 15 (“immissione in possesso”) che impone al Comune di “procedere, a propria cura e spese, prima dell'inizio dei lavori e a mezzo di tecnico abilitato, alla redazione, a propria cura e spese, di una perizia statica asseverata e giurata, predisposta in contraddittorio con i proprietari, degli immobili (nella loro interezza) siti in destra e in sinistra idrografica”. E poi il successivo e oramai leggendario articolo 16 (“condizioni particolari”) che dispone obbligatoriamente che “prima dell'inizio dei lavori sulla spalla in sinistra il Comune, tramite un ingegnere abilitato, provvederà ad un'ulteriore verifica strutturale su di essa, sulla sua risposta, anche in riferimento al sovrastante edificio, nonché sulla fattibilità e sostenibilità dell'intervento sul Ponte e sulla proprietà concedente...”.
Trattasi della mitologica vicenda della cosiddetta “relazione Rizzo” che, come noto, è tuttora in corso e i cui sviluppi sono ancora contornati da un velo di “mistero”. Mentre la perizia statica di cui all'articolo 15 non è stata mai ancora eseguita.
L'Autorità informa che è agli atti la nota del 20 aprile 2018 con la quale la ditta Nardini aveva negato alla Vardanega l'accesso ai propri locali “sia perché nessun rapporto diretto sussiste tra la sottoscritta Società e detta impresa, sia perché non sussistono le condizioni per alcun accesso/intervento”.
“Si chiede all'Amministrazione - contesta l'ANAC - di chiarire i motivi che hanno impedito il concreto accesso ai locali della ditta Nardini da parte della ditta esecutrice specificando se essi siano in qualche modo riconducibili al non adeguato conformarsi agli obblighi prescritti dai sopracitati articoli 15 e 16 della convenzione.”
In relazione invece al punto 2, la Vardanega ha segnalato che “il progetto prevede delle forniture che non sono disponibili sul mercato”, riferendosi a legname massiccio di grosse dimensioni, dagli specifici requisiti richiesti dal progetto stesso.
Il documento dell'Autorità riprende un parere della Federlegno di Rovereto che conferma che “la richiesta di ottenere elementi conformi alla specifica tecnica menzionata non può essere soddisfatta vista la geometria circolare richiesta dal committente”. In altre parole: di legno così come richiesto dal progetto non ce n'è.
Seguono interessanti, ma anche fin troppo tecniche argomentazioni in merito alla qualità del legno richiesta e di fatto irreperibile (classificazioni, norme UNI-EN eccetera) che in questa sede vi risparmio. “Il problema venuto dunque in rilievo in corso d'opera - osserva l'Autorità - non parrebbe tanto quello della difficoltà del reperimento del materiale, quanto la presunta inesistenza del materiale come richiesto in progetto.” Si chiede pertanto al Comune “di fornire chiarimenti inviando, se esistenti, verbali e/o note di interlocuzione tra Direzione dei Lavori e impresa”.
Il punto 3 dell'istruttoria avviata prende infine di petto la questione delle famose puntellazioni di sicurezza installate di sua sponte da Vardanega, e tuttora esistenti, sulle stilate 1 e 2. Per il Comune sono emerse “difficoltà operative per la messa in opera delle travi di fondazione a causa di un'opera provvisionale di sostegno delle strutture del ponte realizzata, in piena autonomia dall'appaltatore, troppo a ridosso dei pali delle stilate”. Replica l'ANAC: “Posto che la realizzazione di un'opera di siffatta tipologia prevede una certa tempistica di realizzazione (...) si chiede di riferire se l'ufficio Direzione Lavori abbia effettuato, al verificarsi delle lamentate circostanze, rilievi in merito impartendo ordini e/o disposizioni all'impresa e quali iniziative siano state poste in essere da quest'ultima.” Insomma: caro Comune, non vorrai mica dirmi che i puntelli sulle due stilate siano spuntati dalla sera alla mattina. In conclusione - ed è questo un punto focale - si chiede all'Amministrazione comunale di fornire chiarimenti sugli “adempimenti connessi e successivi alla risoluzione del contratto (...) segnalando, in particolare, l'intervenuto affidamento delle opere di completamento, con trasmissione del contratto formalizzato con il nuovo affidatario ed il relativo verbale di consegna dei lavori”.
Chiedendo anche di riferire “se, a valle dello stato di consistenza operato, siano state apportate modifiche all'originario progetto dei lavori posto in gara, con produzione dei correlati elementi documentali maggiormente significativi”.
Riuscirà l'Amministrazione bassanese a divincolarsi dalla stretta dell'ANAConda?
I “competenti uffici” hanno venti giorni di tempo per fornire all'Autorità Nazionale Anticorruzione le risposte richieste, peraltro in contemporanea con l'ultima effettiva “finestra utile” - per motivi di organizzazione del cantiere, di costruzione delle ture e di reperimento dei materiali, in vista dell'annunciata ripresa dei lavori a gennaio - per la firma del nuovo contratto di appalto con la Inco. Contratto che - in quanto specificatamente richiesto dall'istituzione di vigilanza - non solo dovrebbe essere firmato entro tale termine, ma anche corredato del verbale di consegna dei lavori che comprende, come noto, anche la dichiarazione di disponibilità delle aree di cantiere.
Davvero il guazzabuglio perfetto.
Non è questo il momento e non è questa la sede per esprimere congetture in prospettiva: il Comune darà le sue risposte e l'Autorità valuterà come agire di conseguenza.
Ma non posso non sottolineare - alla luce di quanto dichiarato questa mattina da sindaco e vicesindaco - che le contestazioni rilevate e il riscontro di “elementi di criticità che possono riverberarsi sul prosieguo dei lavori” non sono scaturite da voci di piazza, da post sui gruppi social o dagli articoli di qualche giornalista non allineato, ma dall'Autorità Nazionale presieduta da Raffaele Cantone e da una comunicazione di avvio di procedimento istruttorio firmata non dall'ultimo dei Mohicani, ma dal dirigente dell'Ufficio Vigilanza Lavori arch. Alessandro Pierdominici.
Concludo citando il vicesindaco Campagnolo: “Questa è la realtà.”
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Geopolitica
29 lug 2026
Iran: "Le basi britanniche usate dagli Stati Uniti sono obiettivi legittimi"
Visto 20.079 volte
Attualità
30 lug 2026
Ex Caserma Fincato, lavori in corso: il Comune punta al completamento entro fine anno
Visto 19.110 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 13.088 volte
Attualità
01 ago 2026
Scuola di Marostica e rotta balcanica: per il Ministero è tutto in regola
Visto 12.272 volte
Geopolitica
02 ago 2026
La Corea del Nord verso un nuovo invio di truppe in Russia
Visto 10.040 volte
Politica
02 ago 2026
Scuola di Marostica, Giovine e Donazzan replicano alle opposizioni
Visto 10.036 volte
Musica
29 lug 2026
Oltre 8mila spettatori per Sting: la città è pronta per il tutto esaurito
Visto 9.932 volte
Incontri
31 lug 2026
A casa Parolini-Vanin-Costenaro, protagonista il libro di Marco Lazzarotto
Visto 8.771 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.299 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 22.294 volte
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 21.965 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.700 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 21.443 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.342 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 21.246 volte
Attualità
10 lug 2026
Pfas nel Bassanese, Retinò: «Valori sotto i limiti non significano che il problema non esista»
Visto 21.017 volte
Politica
22 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: «Alcuni sindaci non possono riscrivere la storia»
Visto 20.986 volte