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Terremoti del Brenta
L'Associazione “Territori del Brenta” querela l'amministratore di marosticanotizie.it per “contenuti gravemente diffamatori”. E un gruppo Fb che ha rilanciato i suoi post a seguito della denuncia annuncia la chiusura
Pubblicato il 09 set 2017
Visto 10.415 volte
Occhio alle parole: possono fare male e possono costare tanto.
Lo sa benissimo chi svolge il mestiere di chi vi scrive, nel quale il dovere di cronaca deve sempre fare i conti col rispetto del resoconto oggettivo dei fatti e con l'appropriatezza delle valutazioni soggettive, oltrepassando i cui limiti si rischia di debordare nel danno gratuito alla dignità altrui e di pagarne le conseguenze.
È la legge sulla diffamazione, bellezza. La quale non esime il giornalista dal pubblicare notizie scomode nei confronti di persone con nomi e cognomi.
Fonte immagine: avolablog.it
Ma per farlo è necessario avere le prove di ciò che si scrive, e averle anche verificate: documenti nero su bianco da poter esibire, in caso di querela, al magistrato.
In altre parole, chi fa informazione può tirare fuori gli scheletri dagli armadi di Tizio o di Caio se ciò corrisponde a verità e se la notizia è ritenuta di pubblico interesse, ma bisogna assolutamente - per usare un elegantissimo francesismo - avere il culo ben parato.
Il vero problema di oggi è che il rischio di diffamazione - originariamente concepito per le testate giornalistiche, con chiamata in causa davanti al giudice dell'autore dell'articolo o del servizio contestato e del direttore responsabile - trova ampio spazio nelle nuove arene del web: siti di informazione o di controinformazione non iscritti agli appositi registri dei tribunali e pagine o gruppi Facebook dove chiunque può postare quello che vuole.
Salvo poi pubblicare contenuti passibili di querela e mettere potenzialmente nei guai l'amministratore del profilo social.
È quello che sta accadendo in queste ore nel composito e vivace mondo del socialismo bassanese. Ad agitare fortemente le acque, una comunicazione diffusa dall'Associazione “Territori del Brenta”, che si occupa come noto dell'omonimo progetto di marketing territoriale finalizzato all'emancipazione turistica del nostro territorio e all'istituzione del relativo Marchio d'Area.
“L'Associazione “Territori del Brenta” - afferma il comunicato trasmesso anche alla nostra redazione - informa, in nome del suo presidente, di aver provveduto in data 7 settembre 2017 a formalizzare atto di denuncia-querela avanti la Procura della Repubblica di Vicenza per i contenuti gravemente diffamatori inseriti nella pagina internet www.marosticanotizie.it e www.bassanonotizie.eu, poi ripresi sul social network Facebook nei gruppi “Sei di Bassano se...”, “Bassano senza censura”, “Bassano bella e brutta”, “Bassanesi nel mondo”, “Sei di Marostica se...”, “Romano senza censura” ed altri che saranno individuati dall'Autorità Giudiziaria.”
“L'Associazione - prosegue la nota - è disponibile al confronto ed attenta anche ad eventuali voci critiche quando utili e costruttive per il miglioramento della sua attività, ma non può accettare mistificazioni ed illazioni che oltrepassando la misura della libertà di espressione e critica sfociano in attacchi tanto pretestuosi quanto infondati.”
Il comunicato di “Territori del Brenta” non fa nomi e cognomi e non specifica la natura dei contenuti ritenuti diffamatori. E allora, per completezza di informazione, lo faccio io. L'obiettivo dell'atto legale è il responsabile e amministratore nonché autore dei contenuti dei siti marosticanotizie.it e bassanonotizie.eu Alessandro Morello.
Il quale, da alcuni mesi, ha preso pesantemente di mira il progetto promosso in origine dai “Tre Tenori” Roberto Astuni, Andrea Cunico Jegary e Massimo Vallotto e quindi portato avanti dall'Associazione “Territori del Brenta” di cui Andrea Cunico Jegary è il presidente.
Gli attacchi di Morello alle tre sopra citate persone e al loro Tavolo di Marketing Territoriale sono stati portati avanti tramite alcuni articoli pubblicati sui due siti e quindi ri-postati nelle pagine dei gruppi Facebook citati nell'atto legale.
All'origine della denuncia-querela: un articolo postato da “admin”, firmato da “Osservatorio Economico Sociale di Marostica”, pubblicato su marosticanotizie.it lo scorso 13 luglio e intitolato “Cunico anche a Fuerteventura con i nostri soldi!”.
Il riferimento è alla trasferta formativa a Fuerteventura dell'Associazione “Territori del Brenta”, di cui Bassanonet aveva già scritto il 9 luglio 2016 (www.bassanonet.it/territorio/24697-territori_del_brenta_in_formazione_.html), finalizzata alla conoscenza delle buone pratiche della cultura dell'accoglienza in destinazioni turistiche emergenti e rivolta alle 16 società che hanno aderito al progetto formativo "Essere Competenti per Essere Accoglienti", presentato dall'ente accreditato Across Srl di Bassano del Grappa con DGR 855/16 e finanziato dalla Regione Veneto grazie alle risorse del Fondo Sociale Europeo e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.
Nel contenuto pubblicato da marosticanotizie.it, si lancia di fatto la grave accusa di un “viaggio turistico” ovvero di piacere del presidente Cunico Jegary assieme a un gruppo di “amici” a Fuerteventura “con i soldi ottenuti dalla Regione per il progetto Tavolo di Marketing Territoriale - Marchio d'Area”. Un concetto - quello dei presunti “interessi personali” dei promotori del progetto - reiterato da Morello anche nei suoi successivi post, l'ultimo dei quali ispirato dal recente articolo di Bassanonet “Marchio d'Aria” e recante il roboante titolo (che mi costringe persino all'auto-citazione): “Tich ha paura delle querele: informazione censurata”.
Spetterà al giudice, ovviamente, valutare la fondatezza delle accuse contenute nell'atto di denuncia-querela presentato da Andrea Cunico Jegary a nome dell'associazione che presiede. Ma intanto l'azione legale dei “Territori del Brenta” ha provocato delle conseguenze immediate. Il gruppo pubblico Facebook “Bassano bella e brutta” - che annovera 2938 iscritti ed è amministrato dell'ex consigliere comunale bassanese della Lega Nord Luciano Todaro - a seguito della querela, e seppure non oggetto diretto della medesima, sta per chiudere i battenti.
“Comunico - scrive un avviso postato ieri mattina da Todaro - che a seguito di esposto-denuncia presentato per presunti “contenuti gravemente diffamatori” dal sig. Andrea Cunico Jegary di “Territori del Brenta” contro vari siti e pagine social, tra cui “Bassano bella e brutta”, la pagina “Bassano bella e brutta” verrà definitivamente chiusa entro 15 giorni da oggi.” “Ritengo - comunica ancora l'amministratore - sia un peccato perdere un veicolo di promozione della nostra Città, come questa pagina, e spero che qualcuno raccolga l'idea e si faccia promotore di una nuova iniziativa simile.”
Uno degli amministratori del gruppo “Marostica senza censura” Luigi Crestani, dal canto suo, ha pubblicato invece un post nel quale informa che “dopo una riflessione fra gli amministratori si è concordato di bloccare il sig. Morello per tentata calunnia e pubblicazione di fatti non corretta al vero” in quanto “dopo varie richieste dal personale interessato e admin, non portava a conoscenza di prove dei fatti realmente accaduti”. Ulteriori veementi discussioni, sul caso “Territori del Brenta”, si stanno sviluppando negli altri spazi social bassanesi.
E così, mentre la giustizia farà il suo corso e riterrà di accogliere la denuncia-querela oppure di destinarla ad archiviazione, nel mare magnum del web locale, come normalmente accade, si è già scatenato un irrefrenabile moto ondoso.
Il tema del rischio di diffamazione online si rivela più attuale che mai e non si tratta proprio di un argomento da salotto.
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