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Mara Bizzotto: “La Germania inizia a stampare marchi in Svizzera”

L'eurodeputata leghista presenta un'interrogazione urgente alla Commissione Europea. “Il fallimento dell'euro è ormai sotto gli occhi di tutti. La Commissione deve riferire se davvero alcuni Stati stiano pensando all'uscita dall'euro"

Pubblicato il 30-11-2011
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"Il fallimento dell’euro è ormai sotto gli occhi di tutti, e la cosa che stupisce di più è che un Paese come la Germania, vero pilastro della moneta unica, stia già pensando di scaricare l’Unione Europea. Secondo economisti e addetti ai lavori, infatti, Berlino avrebbe già incaricato due aziende svizzere di stampare marchi in quantità consistenti".
Queste le dichiarazioni dell’europarlamentare della Lega Nord Mara Bizzotto che ha presentato un’interrogazione urgente alla Commissione Europea "affinché sia fatta chiarezza al più presto sull'argomento".
"Secondo indiscrezioni giornalistiche, sinora mai smentite - continua l'eurodeputata leghista -, la Banca centrale tedesca e il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble avrebbero affidato la stampa alla ditta Sicpa di Losanna, società leader negli inchiostri per banconote, e ad un'altra azienda di Zurigo, di cui non viene fatto il nome.”

"Perfino alcuni Governi, tra cui quello guidato dal professor Monti, pare ne siano già a conoscenza - aggiunge l'on. Bizzotto - ma nessuno dice nulla, nessuno dice se siano stati effettivamente condotti degli studi di fattibilità per valutare un possibile crollo dell’euro e un ritorno alla vecchia moneta. Come al solito i massoni dell’alta finanza agiscono nell'ombra fregandosene dei cittadini”.
"La Commissione deve riferire al più presto se è a conoscenza di questi fatti e se davvero alcuni Stati stiano concretamente pensando all'uscita dall'euro - dichiara ancora l'eurodeputata del Carroccio -. I cittadini hanno il sacrosanto diritto di sapere”.
"Noi sin dall’inizio abbiamo pensato che l’euro si sarebbe rivelato una gran fregatura - conclude Mara Bizzotto -. Adesso, oltre al danno, ci becchiamo pure la beffa di essere tenuti all'oscuro di tutto. E’ giunto il momento che chi ha fortemente voluto e sostenuto l’euro ne ammetta pubblicamente il fallimento e pensi concretamente ad un’exit strategy che non danneggi ulteriormente i cittadini”.

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