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Il Dopo-Infart

Manuel Pablo Pace ci racconta successi e soddisfazioni della quinta edizione di INFART

Pubblicato il 23-09-2011
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Ad ogni show che si rispetti, gli si riserva un momento dedicato alle riflessioni, ai successi, alle aspettative e ai progetti futuri. A distanza di 20 giorni, abbiamo incontrato Manuel Pablo Pace, artista, pilastro di Infart Collective e curatore di Ortobotanix, per farci raccontare aneddoti e soddisfazioni della quinta edizione di Infart, il festival di urban art che nel primo week end di settembre ha risvegliato Bassano.

Con un afflusso di 10.000 persone, 4 location, 3 giorni di eventi, 70 artisti, 2 mostre indoor e 2 outdoor, più di 10 tra dj e musicisti che si sono alternati sul main stage e un sabato sera dove Bassano è rinata fino a tarda notte, di certo non si può parlare di piccoli successi.

il vero Dopo-Infart. Foto di Antonio Campanella


Ma quali erano le reali aspettative di Infart?
Infart voleva essere un caleidoscopio emozionale, con questo evento volevamo dare la possibilità al pubblico di girare per la città, viverne l'atmosfera seguire un percorso che portasse a visitare alcuni tra i più suggestivi posti che Bassano possiede come il Castello degli Ezzelini ed il museo civico. Per noi era fondamentale fonderci con la città e ricreare delle situazioni che nel resto del mondo e in Italia sono già sdoganate, insomma dimostrare che contemporaneità e storia antica possono convivere anche in Veneto..a Bassano del grappa.

Vulpes Pilum Mutare, la mostra allestita all’interno del Museo Civico, ha raccolto molti artisti italiani che sconfinano dal pop-surrealismo, fotografia, iperrealismo, scultura ecc.. Che riscontro ha avuto sul pubblico? E in generale com’è stato l’afflusso?
La mostra Vulpes Pilum Mutare ha segnato una svolta definitiva nel campo di ricerca artistica del collettivo: la collaborazione con la curatrice Carolina Lio ne è la riprova.
Vogliamo confrontarci non solo con la street-art punto di partenza del collettivo, ma con le più disparate forme di espressione esistenti, e con istituzioni ed addetti al settore.
Abbiamo avuto un afflusso in linea con le aspettative, più di 10.000 persone nelle 4 location, peccato per la pioggia della domenica che ha visto comunqueuna serie di affezionati che hanno affrontato l'acqua ugualmente.

Appunto, quest’anno vi siete affiancati ad una curatrice per la prima volta, Carolina Lio. Com’è andata?
Carolina Lio è stata molto contenta del risultato finale, siamo riusciti in stretta collaborazione con lei a ricreare l'idea iniziale del progetto, ed in qualche modo provocare in diversi ambiti dell'arte un profondo dialogo e confronto. Artisti dalle più disparate provenienze si sono conosciuti, generando un movimento molto interessante. Abbiamo abbattuto frontiere di catalogazione e mischiato i movimenti.

Arriviamo a Sabato 3 settembre: la vera festa di Infart come la conosciamo.
Il party al Cimberle è stato uno dei momenti più significativi del Festival. Si sono alternati sul palco Ackeejuice Rockers, Nic Sarno, Deepsession soundsystem e Savage Skulls con speciale partecipazione del londinese Jammer, il portavoce del “grime” che si era già esibito al Castello il venerdì.
I dj internazionali accorsi hanno dato vita ad un momento indimenticabile, che migliaia di persone hanno potuto apprezzare. Sembrava di essere in un grande capitale europea.

Secondo te, come l’ha presa Bassano?
Penso che l'intera popolazione Bassanese si sia divertita molto, penso che oramai più nessuno identifichi la nostra attività ad atti di vandalismo. Vedo curiosità negli occhi delle persone,e necessità di vivere una 3 giorni fuori dal tempo.
X esempio, durante gli allestimenti abbiamo conosciuto una vecchietta molto dolce in quel degli Ex Garage Nardini, che ci ha offerto caffè, acqua e qualsiasi aiuto da parte sua, e come lei moltissime altre persone, che in un momento ti passavano un cacciavite, un pennello, o una bella stretta di mano.

Devo esser sincera: una cosa che mi ha davvero emozionato sabato, è stato vedere molti genitori che hanno portato i loro figli piccolissimi sotto il palco a ballare e poco distante ragazzi di tutte le età si divertivano altrettanto. Ogni tanto passava qualche signorotta accompagnata dal marito, e incuriositi si fermavano. C’è stata qualche comparsa molto “senior”, ho visto un vecchietto con ciabatte e maglioncino che attraversava l’arena. Fantastico! Un meltin’pot di età radunate in un unico posto, che parlava la lingua dei giovani.
Ma torniamo a noi! Il Comune di Bassano è stato soddisfatto? E gli artisti?

Il rapporto di fiducia con le istituzioni sta crescendo, vi è una notevole soddisfazione dalla loro parte come dalla nostra.
Gli artisti come tutti gli altri anni sono stati molto contenti, altri che non avevano mai vissuto questa esperienza gli ho visti estasiati ed increduli. Molti accorsi da una capitale dell'arte come Milano, si sono complimentati, ed hanno apprezzato molto il lavoro svolto e le location molto suggestive.

Dove vi troveremo in attesa di Infart 6?
Grosse novità per l'anno prossimo, sia per quanto riguarda l'arte che per quanto riguarda il festival musicale.
Per quanto riguarda gli impegni più impellenti: saremo ad Art-Verona nel circuito Independents curato da Cristiano Seganfreddo direttore di Fuoribiennale dal 6 al 10 ottobre.
Dal 28 ottbre al 1 novembre saremo a Blooom in Colonia, in una delle più importanti fiere d'arte addette al settore.

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