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Teatro

Valeria Valeri e Milena Vukotic in fuga a Bassano

Martedì 22 e mercoledì 23 febbraio ore 21.00 al Teatro Remondini di Bassano due attrici tra le più poliedriche dello spettacolo italiano in una storia che appassiona, commuove e diverte. “Le fuggitive” di Pierre Palmare e Christophe Duthuron

Pubblicato il 21 feb 2011
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Si rionnova l’appuntamento con la Stagione Teatrale Città di Bassano 2010/2011 promossa dall'Assessorato allo Spettacolo in collaborazione con la Regione del Veneto, il Teatro Stabile di Verona e la Banca di Romano e Santa Caterina.
"Le fuggitive" è un testo francese di Pierre Palmade e Christophe Duthuron che arriva sui palcoscenici italiani dopo aver avuto un enorme successo in Francia. Narra con apparente leggera ironia l'incontro tra due donne che per motivi diversi stanno fuggendo dalla loro vita per trovare un altrove.
Il loro, casuale, punto di incontro è una strada nel bel mezzo della notte. Claude (Valeria Valeri) è una donna di una certa età, ma ancora piena di vita, costretta suo malgrado, da suo figlio ultra cinquantenne a vivere nella casa di riposo da cui è scappata in pigiama e cappotto. Margot (Milena Vukotic) una signora più giovane, sta scappando dalla festa dei diciotto anni di sua figlia, vuole essere sè stessa non sempre la madre di, la moglie di.

un momento dello spettacolo

Le due si incontrano sul ciglio di una strada, dove stanno facendo autostop. Si studiano, si annusano e decidono di salire sulla stessa macchina, sarà l'inizio di un'avventura che le porterà a vivere situazioni rocambolesche e fuori dal comune, ma le porterà anche a conoscersi, ad accettarsi a vivere esperienze a loro sconosciute.
"Le fuggitive" è uno spettacolo da non perdere, un esempio di teatro fatto in modo quasi artigianale, la dimostrazione concreta di come anche una commedia apparentemente poco impegnata si possa rivelare un piccolo gioiello prezioso.
Nicasio Anselmo firma la regia di questa commedia, e lo fa con estrema delicatezza, offrendo allo spettatore uno spazio che si limita a suggerire, non a rappresentare, il viaggio delle due protagoniste, viaggio reale che, nel racconto teatrale, si carica al contempo di un valore evocativo, quasi viaggio immaginario di due donne alla ricerca di se stesse. Le scene di Antonella Luberti si limitano a pochi piccoli oggetti (un segnale stradale, un ponte, una mucca, un divano) che possano ricreare, insieme alle videoproiezioni, la suggestione dei diversi luoghi attraversati dalle due protagoniste. In tal modo, l'attenzione viene catalizzata proprio sulle due fuggitive e sul loro lento ma progressivo aprirsi l'una all'altra.

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