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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Rincorsa interrotta. Vince il Siracusa
La doppietta di Mancosu su palla inattiva punisce il Bassano. Grande reazione ma i giallorossi sbattono addosso all’arbitro e ai loro limiti offensivi
Pubblicato il 30 ott 2011
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BASSANO – SIRCUSA 1-2
Bassano Virtus (4-4-1-1): Grillo 6,5; Martina 7 (st 27’ Baido 6), Basso 6, Scaglia 5,5, Ghosheh 6,5; Lorenzini 5,5, Caciagli 6,5, Morosini 6,5 (st 31’ Lazzarotto 6), Bonetto 6,5 (st 16’ Guariniello 6,5); Ferretti 6; Gasparello 6,5.
Mani in testa per Osvaldo Jaconi. Al tecnico l'arbitraggio non è proprio andato giù (foto Roberto Bosca)
A disp.: Poli, Iocolano,Proietti, Maniero. All.: Jaconi 6,5
Siracusa (4-2-3-1): P. Baiocco 6,5; Strigari 6,5, Moi 6,5, Fernandez 6,5, Capocchiano 6; D. Baiocco 7, L. Calabrese 6; Pepe 6,5, Mancosu 7 (st 31’ F. Calabrese 6,5), Longoni 6,5 (st 13’ Petta 6); Zizzari 6 (st 23’ Fofanà 5).
A disp.: Fornoni, Pippa, Bongiovanni, Montalto. All.: Sottil 6,5
ARBITRO: Brasi di Seregno 4
RETI: pt 30’ Mancosu rig (S), pt 35’ Mancosu (S), pt 36’ Gasparello rig (BV)
NOTE: 1100 spettatori.
Ammoniti: Morosini, Calabrese L., Martina, Longoni, Scaglia, Fernandez, Gasparello, Bonetto
Espulsi:
Angoli: 1-6
Recupero: pt 2’; st 4’.
“Oggi non è stato il Siracusa a batterci” – il commento a caldo del tecnico giallorosso descrive bene il clima che si respira nello spogliatoio giallorosso. Il riferimento è all’arbitro e il pensiero, peraltro, è condiviso da buona parte della tribuna. Il Bassano recrimina su tutta una lista di episodi che sembrano usciti dalla testa di qualche regista horror. Inutile soffermarsi su ciascuno di essi, non è nel nostro stile, non ci piace nemmeno parlare di arbitri, ma per dovere di cronaca vi riportiamo al minuto 93 di Bassano - Siracusa. L’estremo difensore ospite perde in malo modo un pallone che sembrava aver fatto suo. Gasparello s’avventa, viene sgambettato prima che riescano a rubargli il pallone. Un cacchiata quella dei difensori biancazzurri ma una cacchiata che doveva costare un sacrosanto rigore. Il 2 a 2 sarebbe stato il risultato più giusto per quanto visto in campo e notato che i gol siciliani sono arrivati entrambi sugli sviluppi di calci da fermo. A legittimare un possibile pareggio e a dare voce ai rimpianti è la ripresa giallorossa. Il coraggio di alzare la retroguardia per avanzare il baricentro e rendere più consistenti e continui gli attacchi. Accettare, come dirà in seguito Braghin, costantemente l’uno contro uno in difesa è un segnale di grande forza e personalità. Gli ospiti non passeranno quasi più la linea di metà campo ma non basta. Il Siracusa si è difeso con ordine e grinta in questo frangente della gara, 10 uomini sotto la linea della palla e assoluta dedizione alla causa. In questo modo diventa difficile per chiunque trovare spazio. Il problema è che la forbice con la quint’ultima si è allargata a 5 punti e che gli avversari domenica dopo domenica sono quasi sempre più attrezzati. Da quanto visto finora le uniche squadre del livello del Bassano sono Lanciano, Latina, Südtirol, FeralpiSalò e Prato. Il fatto è che le prime due hanno già accumulato un discreto vantaggio. Lo stesso Andria, prossimo avversario, è una squadra pericolosa soprattutto in casa dove ha un ruolino di marcia molto diverso che in trasferta (a proposito ecco la sconfitta sul campo del Latina). Insomma la situazione potrebbe farsi ancor più difficile se Jaconi non recupererà al più presto tutti i giocatori più importanti. Tanto più che all’orizzonte si profila il filotto da brividi Triestina e Spezia in casa e Frosinone fuori.
Le scelte. Un solo innesto nell’undici martoriato dalle assenze di domenica scorsa a Salò. Un solo innesto ma pesante. Matteo Caciagli torna per fungere da guida della mediana, nerbo e ferocia a disposizione dei compagni. La presenza del mediano riempie il serbatoio giallorosso di quella solidità e personalità nel reparto nevralgico del campo necessarie a schermare la difesa e diminuire drasticamente gli spazi per gli avversari. E, altrettanto importante, recuperare palloni su palloni da recapitare nei piede delle due frecce più avvelenate presenti nella faretra di Osvaldo Jaconi: Daniele Ferretti e Riccardo Bonetto. In panchina, dopo due settimane con il gruppo, si rivede un Guariniello che può dire la sua.
Partita maschia. Parte forte il Siracusa. Parte forte per andare a riprendersi immediatamente i punti tolti dalla penalizzazione e dal beffardo blitz dell’Alto Adige di domenica scorsa. La squadra caricata a dovere in settimana dal suo tecnico Sottil entra in campo determinata e convinta di poter fare risultato. Baiocco è l’anima della squadra sia che si tratti di interdire che di portar palla con grande, grandissima, personalità. Ma quello che forse non si aspettava la formazione biancoazzurra è di trovarsi un Bassano tanto reattivo, combattivo e ficcante. Gasparello ha le gambe cariche: detta i passaggi, difende bene la palla e prende fallo o chiude l’uno-due con i compagni. Bonetto, Morosini e Ferretti sono i primi a supportare le azioni della punta giallorossa. Ne viene fuori una partita dagli spunti davvero interessanti anche se è evidente che il Siracusa dispone di maggior talento e fisicità dei bassanesi. Sono numerosi gli interventi al limite del regolamento tanto che alla mezzora sono già ben cinque gli ammoniti. Il segnale è entrambi i contendenti non hanno nessuna intenzione di farsi superare. Con le buone ma anche con le cattive.
Se son inattive son dolori. Il Bassano dimostra di soffrire fuori da ogni logica le palle inattive calciate dal Siracusa. In realtà una logica la troviamo guardando la differente statura media dei siciliani rispetto alla banda di Jaconi. Martina, Bonetto, Ferretti e anche Lorenzini cedono diversi centimetri a quasi tutti gli avversari. Ogni situazione da palla inattiva si tramuta immediatamente in un grosso pericolo per la porta di Grillo. Ed è così che l’equilibrio si spezza improvvisamente al 29’. In area di rigore Zizzari trattiene Scaglia per primo ma è il difensore a commettere il fallo in maniera plateale tanto che l’arbitro è costretto a fischiare il calcio di rigore. Sulla palla Mancosu, il tiro è angolato e va nel sacco con Grillo che riesce solo a deviarlo. Passano appena 5 minuti e il Siracusa raddoppia, guarda caso ancora sugli sviluppi di una palla inattiva (nata da un grossolano errore di Basso). Il corner è tagliato e a sbucare è la testa di Mancosu, Grillo smanaccia sulla traversa, la palla torna in campo e lo stesso fantasista ribadisce in rete per la sua personale doppietta. Il doppio colpo è tremendo ma il Bassano ha la prontezza di reagire subito: cross in area di Bonetto, Fernandez interviene con il braccio. L’arbitro non vede (!) ma stavolta in suo soccorso viene il guardialinee che segnala l’irregolarità. Il penalty di Gasparello è preciso e la gara è riaperta. Anzi ci sarebbe una grossa chance per pareggiare. Tanto per rimanere in tema di calci piazzati lo specialista Morosini indirizza all’incrocio dei pali ma è bravo Baiocco a sventare in corner. Il Siracusa va al riposo con una rete in vantaggio ma avendo dato una grossa dimostrazione di personalità, capacità di affrontare le difficoltà e di trovare la chiave giusta per scardinare una squadra per niente facile da affrontare come il Bassano Virtus.
Monologo giallorosso. C’è da recuperare un gol, spesso volentieri il Soccer Team si è giustamente preoccupato di mantenere in bilico la partita per provare poi a spiazzare la zampata vincente. Perché? È presto detto, contro avversari dotati di giocatori di talento lo sbaglio più grande è quello di scoprirsi eccessivamente e prestare il fianco a ripartenze che possono chiudere definitivamente la partita. Spesso volentieri dicevamo, ma non stavolta. Il Bassano torna in campo con il sangue agli occhi e determinato a schiacciare gli avversari dalla loro metàcampo. La difesa rimane altissima, la squadra così è corta e aggressiva per supportare la fase d’attacco. Bonetto spinge come un ossesso, è carico e offre sempre uno sbocco offensivo ai compagni. Alla prima percussione della ripresa l’esterno entra in area ma accentua eccessivamente un lieve contatto con Strigari. Poteva fare di più, concludere l’azione in altro modo. Invece si becca il giallo che gli farà saltare Andria. La pressione giallorossa è costante e Jaconi soffia sulle braci ardenti inserendo Guariniello per lo stesso Bonetto. L’attaccante si posizione proprio sulla corsia di sinistra con il compito di dar un occhio alla difesa ma soprattutto quello di aumentare il potenziale offensivo giallorosso. E proprio il suo primo affondo potrebbe condurre al pareggio se non fosse che il suo tiro cross risulta a metà tra lo specchio della porta e l’accorrente Gasparello. Il Siracusa non è un avversario facile, neanche quando è costretto sulla difensiva. Fatto positivo è che i siciliani nonostante un potenziale offensivo di primordine per la categoria faticano a proporsi in avanti pur potendo giocare di rimessa.
Coraggio non premiato. Il pareggio non è una chimera, la formazione siciliana è barricata in dieci dietro la linea della palla il che renderebbe difficile la vita a chiunque. Jaconi immette energie fresche e energia solida per trovare lo spunto giusto. Tocca al redivivo Baido ricomparire sul terreno del “Mercante” al posto dell’ottimo Martina, Lorenzini indietreggia terzino e Ferretti sulla fascia. Tocca a Domenico Lazzarotto (ancora una volta preferito a Proietti) sostituire un affaticato Morosini. Il Bassano attacca a testa bassa e al 34’ ancora Guariniello penetra sul lato destro dell’area e crossa sul palo opposto. Il portiere è scavalcato ma nessuno si getta a rimorchio per ribadire in rete! Ma se alla fine il gusto amaro della beffa rimane nell’ambiente giallorosso è anche perché molte avanzate sono sprecate da insulsi cross dalla trequarti. Insulsi perché mettono i difensori in netto vantaggio rispetto all’unico attaccante. Tanto varrebbe far ripartire l’azione e tentare di aggirare la retroguardia sul lato opposto. E proprio da un’azione nata da un inutile cross lento, 42’, il Siracusa si getta dalle parti di Grillo per la prima volta in tutta la ripresa (palo di Fabio Calabrese) ma è ancora il Bassano a riproporsi velocemente sul versante opposto. Prima Lorenzini conclude in maniera sciagurata una splendida discesa dentro l’area di rigore (cross troppo lungo) e poi Gasparello viene atterrato in area come detto all’inizio. Già ma cosa volete, di rigori l’arbitro ne aveva già fischiati due ed evidentemente il bonus è finito.
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