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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Hurrà liberatorio. Un bel Bassano da un calcio alla crisi
I giallorossi tornano al successo. Prova di grande intensità e figlia di un atteggiamento coraggioso. Decide un gol del guerriero Gasparello
Pubblicato il 16 ott 2011
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BASSANO CARRARESE 1-0
Bassano Virtus (4-4-2): Grillo 7; Lorenzini 6,5, Scaglia 6,5, Basso 7, Ghosheh 6,5; Caciagli 6,5, Mateos 6, Morosini 6,5 (st 36’ Maniero sv), Bonetto 6 (st 43’ Guariniello sv), Ferretti 7,5; Gasparello 7 (st 29’ Longobardi 6,5).
Il "Guerriero" abbraccia il "Bomber" (con la tuta nera ndr) dopo il gol. Gasparello si è battuto le mani sul cuore prima di correre a festeggiare con Longobardi (foto Roberto Bosca)
A disp.: Poli, Lazzarotto, Drudi, Baido. All.: Jaconi 7
Carrarese Calcio (4-2-3-1): Gazzoli 6,5; Piccini 6, Benassi 6, Anzalone 6, Vannucci 5,5; Tad,dei 6 (st 29’ Conti sv), Corrent 5,5 (st 1’ Pacciardi 6); Giovinco 6 (st 30’ Balcastro 5,5), Orlandi 6,5 Gaeta 6; Cori 6,5.
A disp.: Nocchi, Pasini, Ballardini, Trokar. All.: Sottili 6
ARBITRO: De Benedectis di Bari 5,5
RETI: pt 11’ Gasparello(BV)
NOTE: 1000 spettatori.
Ammoniti: Corrent, Caciagli, Mateos, Morosini, Ferretti, Orlandi
Espulsi:
Angoli: 5-3
Recupero: pt 1’; st. 5’.
Bassano del Grappa. È tornato il Bassano dal cuore grande così. È tornata la squadra vera, sulla città del Grappa torna a splendere un gioioso sole. Il gol del vantaggio, e che deciderà la partita, arriva presto, 10’, e porta la firma di Gasparello. Il centravanti rompe la maledizione del gol con un potente colpo di testa sugli sviluppi di un cross del rientrante Caciagli. E non sarà una situazione isolata, nel corso di primo tempo il Guerriero Gaspa avrà un altro paio d’occasioni, sempre di testa, che non si tramutano in gol per una questione di centimetri. Ma l’aspetto migliore della partita, che va ad aggiungere un altro mattoncino alla casa iniziata con la realizzazione delle fondamenta a Bolzano, è l’atteggiamento propositivo che i giallorossi hanno tenuto per tutta la ripresa nonostante il vantaggio acquisito. Nessuno si è accontento, nessuno ha avuto paura o ha perso coraggio, nessuno ha avuto paura di vincere. In campo si è vista solo grande determinazione. Una cosa non comune in una squadra che staziona nei bassissimi fondi della classifica. La Carrarese è sistemata ed ha saldato con la sua pelle il debito aperto nell’ultima di campionato della stagione Beghetto. La chiusura la lasciamo ad un allegro Gasparello: “Quest’anno mi è capitata una cosa che non avevo mai visto in carriera. Non so quante altre squadra che si fossero trovate nella nostra situazione avrebbero avuto la forza di rialzarsi in questo modo senza una scossa esterna. Giorno dopo giorno ho visto gente sputare sangue in allenamento e si avvertiva chiaramente una fiducia enorme nel poter far svoltare e cose”. Chapeau.
Le scelte. Domenica prossima il Bassano sfiderà il FeralpiSalò con molte più certezze in saccoccia e con un generale rafforzamento di convinzione e fiducia. Tutto è iniziato a Bolzano con il passaggio al 4-4-2 ma è Portogruaro a rappresentare la svolta. L’ottima prestazione con i granata è la base di partenza e trampolino di lancio per vincere con la Carrarese. Eppure la sorte non è stata benigna con formazione di Bassano del Grappa. Proprio ora che Osvaldo Jaconi stava trovando tutti gli effettivi e con essi nuova/vecchia solidità ecco che Sandro Porchia è costretto ad alzare bandiera bianca: per lui distorsione alla caviglia e almeno tre-quattro settimane di stop. Il pacchetto arretrato perde così un suo cardine. Il rischio è che si inneschi un effetto domino con ripercussioni su tutto il rendimento della squadra che fa, appunto della solidità difensiva la miglior garanzia di far punti. In realtà questo non succede per l’abnegazione e l’impegno del resto dei compagni. Anzi, forse proprio l’assenza di un mostro sacro come Porchia nel momento in cui tutti sentivano che era ora di dare una scossa al campionato ha rappresentato uno stimolo in più. Così l’unico effetto domino che dobbiamo annotare non sono problemi che partendo da dietro si diffondo su tutta la squadra bensì uno scalare vertiginoso di posizioni. A partire da Basso che si sposta al centro affiancato dal rientrante Scaglia. Tocca al capitano fungere da punto di riferimento per i giovani compagni di difesa. Lorenzini scende e torna terzino destro, tra l’altro proprio contro una formazione che punta molto sul gioco offensivo e sulla qualità dei suoi interpeti d’attacco. A tappare il buco lasciato da Lorenzini è Mateos che si posiziona sull’out destro di centrocampo. Così, alla fine, il sostituto nell’undici titolare di Porchia è niente meno che Matteo Caciagli. Questa è l’ennesima riprova che Jaconi sa di non poteri permettere di perdere nessuno dei suoi giocatori più importanti. Da annotare infine la conferma di Morosini in mezzo al campo che da tre settimane a questa parte ha cambiato ritmo negli allenamenti. Il centrocampista ex Prato a Portogruaro, dove ha avuto la prima chance di mettersi in mostra, si è rivelato positivo sia in fase di impostazione che di realizzazione: tocca a lui confermarsi, senza tuttavia caricarlo di eccessive responsabilità visto che non si può pretendere la luna da un ragazzo di 20anni alla seconda apparizione in C1.
Gaspa e Longo, un destino legato. La vera scelta tecnica di giornata, quella più difficile da prendere visto che Scaglia fin’ora si sta rivelando uno dei migliori acquisiti, riguardava il terminale offensivo. Longobardi sta faticando ad assorbire gli errori commessi in queste partite, è in difficoltà e a Portogruaro si è visto come si è spento a livello psicologico dopo la palla gol sciupata in avvio. Il mister concede dunque fiducia a Gasparello come punto di riferimento dell’attacco. Tanto lavoro sporco ma anche il dovere morale di trasformare in rete le rare occasioni che capitano. Ebbene, così responsabilizzato il Guerriero entra in campo con un piglio vincente, non molla nulla agli avversari e mette la firma sul successo del Soccer Team alla prima vera palla gol. In realtà poi si contano anche due errori pesanti su altrettanti colpi di testa ma la prestazione resta di spessore e per il momento va bene così. Di Longobardi parleremo in seguito. Qui non resta che sottolineare come il primo che Gasparello corre ad abbracciare dopo la rete che rompe il digiuno sia proprio Longobardi che a sua volta schizza dalla panchina per rispondere alla carineria del compagno/rivale. Schegge di uno spogliatoio sano ed unito.
Lampo di Gasparello. Doveva e voleva cambiare il meno possibile il tecnico giallorosso. Continuare nel solco tracciato a Portogruaro era la parola d’ordine. Invece l’infortunio del sultano Porchia gli ha fatto mischiare un po’ le carte. Il 4-4-1-1 mostrato per la prima volta al “Mecchia”, in precedenza Jaconi aveva sempre scelto le due punte, prevedeva un esterno propenso ad offendere (Bonetto) ed un altro più attento alla fase difensiva. Ebbene Mateos, tra l’altro non in perfetta forma, rileva i compiti di Lorenzini assecondando le sue caratteristiche di incursore da battaglia. L’iniziale fase di studio è bruscamente interrotta da un lampo. La saetta parte dal piede di Caciagli e trova la sua direzione definitiva dopo l’impatto con la testa di Gasparello, 10’. La Carrarese prova subito a reagire ma il Bassano è attento concentrato e reattivo. Giovinco, 20enne fratello dell’attaccante del Parma ma la vera formica atomica di Prima Divisione risiede a BdG e si chiama Ferretti, prova ad impressionare Lorenzini e Grillo ma, 18’, è ancora Gasparello e ancora sugli sviluppi di un corner di Caciagli ad andare vicino al gol. La deviazione dell’ex Padova è troppo tagliata e la palla si perde a pochi centimetri del palo alla destra dell’estremo difensore gialloblù. L’occasione per raddoppiare è colossale e può richiamare cattivi presagi. Anche perché la Carrarese prova a farsi vedere con le sponde aeree di Cori e le puntate offensive de suoi tre fantasisti ma Grillo è sempre molto attento sia nelle prese aeree che nelle conclusioni verso la sua porta. Inutile negare che la situazione tattica è quella preferita dagli jaconiani. Sul fuoco del pressing furioso sui portatori di palla avversari, che beneficia della riapparizione di Caciagli e della dedizione di tutti i centrocampisti, soffia anche Daniele Ferretti. L’indomito folletto invece di preoccuparsi della sola fase offensiva è una continua riserva di energia per i raddoppi giallorossi. Come al 30’ quando si fa 50 metri di sgroppata per andare a sradicare il pallone dai piedi di Gaeta in quel momento contrastato da Lorenzini. Uno scroscio di applausi accompagnano l’intervento del piccolo ma enorme giocatore. Ferretti sgroppa che è un piacere, punta gli avversari, si gira in un fazzoletto e serve assit. Come in chiusura di prima frazione quando crossa un pallone prelibato per Gasparello. L’ariete si coordina e piazza di testa. Qualcuno urla gol. Ma è solo un’impressione ottica, la sfera si perde a fil di palo. Questa è la seconda grande occasione per i giallorossi per mettere al sicuro, o quasi, il risultato. L’unica nota stonata di questo primo tempo è la condizione di Mateos. Il trascinatore giallorosso soffre, e si vede ad un miglio di distanza, e gioca praticamente al un terzo delle sue possibilità. Si tratta di calo fisiologico quindi niente di grave.
Ma che gran atteggiamento! Chi preventivava la sostituzione di Mateos per preservare l’integrità fisica di un uomo chiave resterà deluso. Alla ripresa dei giochi Mateos è al suo posto mentre è mister Sottili a cambiare il centrocampista Corrent con Pacciardi. Ma la cosa ancor più stupefacente è che è ancora il Bassano ad imprimere un ritmo poderoso alla gara. Bonetto a sinistra, Ferretti ovunque, Caciagli in mezzo al campo con il supporto delle sponde quasi sempre precise di Gasparello alzano i giri del motore giallorosso. Purtroppo però manca un po’ di cattiveria nel concludere le azioni e questo è un peccato non proprio veniale quando il risultato è ancora in bilico. Eppure bisogna sottolineare come il Soccer Team dimostri coraggio: non si accontenta, infatti, di fare la provinciale a difesa del risultato ma butta il cuore oltre l’ostacolo e carica a testa bassa come un toro. Al 19’ Bonetto in percussione centrale, disorienta l’avversario e conclude. Il portiere si respinge senza trattenere, Ferretti è il primo a giungere sulla palla ma stavolta il Gazzoli si riscatta e neutralizza il possibile raddoppio giallorosso. E la Carrarese? Si vede dalle parti di Grillo solo con i consueti traversoni a scavalcare il centrocampo per la testa del gigantesco Cori e al 28’ grazie ad una palla ciccata da Basso in area che lo stesso Cori spreca sopra la traversa. Il centravanti toscano è il chiavistello che usa la Carrarese per creare presupposti da rete: forte del suo fisico apre spazi che altrimenti i tre fantasisti gialloblù non potrebbero mai trovare.
3 punti ad ogni costo. Lo sforzo giallorosso è importante e allora Jaconi sostituisce Gasparello, che ha dato veramente tutto, e si gioca con grande pertinenza la carta Longobardi. Siamo al 29’. Il Bomber è conscio del suo compito e che riceverà poche palle giocabili perché, da lì a poco, la Carrarese dovrà inizia mettere in campo un forcing finale. Tant’è vero che anche mister Sottili mette in campo forze fresche appunto per iniettare convinzione ed energie per recuperare la partita. Per Longobardi si aspettano dunque venti minuti di botte, contrasti e sponde. Dovrà essere lui il primo difensore della squadra e tenere impegnata la retroguardia gialloblù. L’attaccante si cala subito nella parte con determinazione. Esattamente quello che gli chiedeva il mister. E proprio dare maggior sostanza e nerbo alla sua squadra Jaconi toglie Morosini per Maniero, Mateos passa in mezzo in coppia con Caciagli (che coppia!) e il neoentrato si piazza a destra davanti a Lorenzini. Poi è il turno di Guariniello per Bonetto con Ferretti che passa sulla linea dei centrocampisti. Insomma pochi fronzoli e tutti a remare nella stessa direzione. E così alla fine il Bassano subisce meno del giusto il ritorno degli ospiti. Grillo compie un paio di uscite importanti, i 5’ di recupero concessi dal direttore di gara sono ben controllati. Cosìe alla fine dal “Mercante” può levarsi un hurrà che sa di urlo liberatorio.
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