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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Gol su palla inattiva e il Bassano va ko
Sconfitta casalinga per gli uomini di Jaconi. Decide un gol su palla inattiva. Gubbio più organizzato e talentuoso
Pubblicato il 07-11-2010
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BASSANO - GUBBIO 0-1
Bassano Virtus (4-3-1-2): Grillo 6; Basso 6,5, Pellizzer 6,5, Porchia 6,5, Ghosheh 6; Lorenzini 5,5, Caciagli 6,5 (st 43’ Veronese sv), Niada 6 (st 7’ Beccia 6,5); Venitucci 6 (st 21’ Crocetti 6); La Grotteria 6, Guariniello 6.
La Grotteria viene placcato da Borghese ma l'arbitro lascia continuare (foto Roberto Bosca)
A disp.: Grosso, Martina, Vigo, Madiotto. All.: Jaconi 6.
Gubbio (4-3-3): Lamanna 6; Bartolucci 6,5, Borghese 6,5, Briganti 6,5, Farina 7 (st 38’ Montefusco sv); Sandreani 7, Boisfer 6,5, Raggio Garibaldi 6,5; Capogrosso 6 (st 24’ Caracciolo 6), Gomez 7, Galano 7 (st 40’ Gaggiotti sv).
A disp.: Farabbi, Perelli, Donnarumma, Parroccini. All.: Torrente 7.
ARBITRO: Penno da Nichelino.
RETI: pt 39’ Borghese (G)
NOTE: 1000 spettatori.
Ammoniti: Basso, Borghese, Pellizzer, Bartolucci
Espulsi: -.
Angoli: 4-5
Recupero: pt 2’; st. 4’.
Stavolta niente recupero, niente rimonta. Il Bassano sbatte contro la sua bestia nera Gubbio, tre sconfitte e un pareggio nei quattro incontri disputati al “Mercante”, e lascia punti preziosi ad una diretta concorrente per la salvezza. I giallorossi non riescono trovare continuità (da inizio stagione mai più di due risultati utili consecutivi) nonostante la partita sia abbastanza equilibrata. La differenza la fa un centrocampo, quello eugubino, dove Sandreani, Boisfer e Raggio Garibaldi coniugano dinamismo e tecnica, che prende ben presto in mano le redini dell’incontro e mette le ganasce a Venitucci, il più insidioso nel nuovo ruolo di trequartista. Il gol decisivo arriva, però, solo su calcio piazzato sul finire del primo tempo: il colosso Borghese svetta più in alto di tutti e di testa trafigge Grillo. Nella ripresa il Gubbio va vicino alla seconda marcatura mentre il Soccer Team fa una fatica boia a ritrovarsi e portare un degno assedio a Lamanna. A traguardo vicino, però, gli ospiti arretrano il proprio baricentro consentendo il ritorno di un Bassano ferito e che può contare sul tridente pesante La Grotteria-Guariniello-Crocetti. Il gol del pareggio resta, però, solo una pia intenzione. Adesso bisogna tirarsi su le maniche e trovare i giusti rimedi per mettere un freno a questa emorragia di risultati contro le formazioni sulla carta più abbordabili. Anche perché le notizie che giungono dagli altri fronti non sono molto positive: Come e Ravenna hanno battuto, rispettivamente, Cremonese e Reggiana accorciando di brutto la classifica. E il prossimo turno il Soccer Team sarà di scena proprio a Como in un test che si preannuncia particolarmente probante.
Le scelte. Fedele alla filosofia che ha scelto di percorrere mister Jaconi manda in campo una formazione, per così dire, più logica con innanzitutto Niada sveste l’abito da trequartista, dove non riusciva ad esprimere al meglio le sue qualità, per scalare come mezzala di centrocampo al posto dello squalificato Mateos. Ma per la sfida al Gubbio tutti gli occhi sono puntati su Dario Venitucci: il centrocampista scuola Juve deve, al più presto, diventare uno degli uomini cardini di questo Bassano che ha assoluto bisogno del contributo dei giocatori di maggior talento e che conoscono meglio la categoria.
Equilibrio e brio. Parte subito a mille la sfida tra giallorossi e rossoblù. Che nessuno dei due contendenti ci stia a tirare indietro la gamba è chiaro fino dai primi minuti. La partita è equilibrata le due squadre, pur con tutta la prudenza e attenzione del caso, sono propositive e non rattrappite da eccessivi timori. Da una parte un Soccer Team galvanizzato dai quattro punti ottenuti con Salernitana e Verona e che si esprime con più coraggio e sfrontatezza quando gioca sul campo del “Mercante”. Dall’altra la sorpresa del campionato Gubbio che vuole riscattare a tutti i costi le ultime due mal digerite sconfitte con Spal e PergoCrema. Il risultato è una partita ben più gradevole di un ordinario spettacolo fatta di agonismo estremo e ferrea applicazione tattica. Sulla sponda giallorossa le indicazioni migliori arrivano dalla novella coppia Venitucci e La Grotteria. Punta e trequartista si cercano, si studiano, flirtano come due amanti. Entrambi parlano la stessa lingua calcistica del pallone accarezzato e della qualità, si intuisce lontano un miglio che dal loro rapporto potrebbe nascere veramente tanta roba. Il possente attaccante argentino controlla palloni quasi impossibili, salta il diretto controllore e cerca Venitucci che, di contro, è abile a farsi trovare pronto e a concludere verso la porta di Lamanna con capacità balistiche e potenza. Non è un caso che nei primi 15 minuti sia proprio Venitucci ad essere l’elemento più pericoloso. La partita è apertissima a qualsiasi risultato. Colpisce osservare come i due portieri sono raramente chiamati in causa ma solo perché la precisione delle conclusioni dei rispettivi attaccanti difettano di precisione. Il presunto equilibrio si spezza improvvisamente al 39’ con il colpo di testa perentorio di Borghese ma da lì a un minuto è ancora il Gubbio a farsi minaccioso. Il gol, seppur figlio di un episodio, certifica che negli ultimi minuti gli uomini di Torrente stanno avendo il sopravvento in mezzo al campo dove l’immortale capitano Sandreani e Raggio Garibaldi abbinano grinta e dinamismo a ottime doti tecniche.
Partenza a rilento, reazione tardiva. Se il primo tempo si è chiuso in maniera dolorosa per i giallorossi, ad inizio ripresa gli ospiti legittimano il vantaggio con un atteggiamento, assatanato e con attacchi a folate, che genera tre occasioni insidiosissime dal 4’ al 7’. Jaconi non riesce a digerire la situazione e manda subito in campo Beccia per Niada per cercare di colmare il gap tecnico tattico del Gubbio in mezzo al campo. A questo proposito si deve registrare come Venitucci, con la scusante del rientro dopo l’infortunio, non fornisca adeguata assistenza in termini di dinamismo ai compagni di centrocampo che si trovano così in difficoltà a presidiare tutti gli spazi. Il suo contributo viene meno anche in fase di appoggio alla manovra offensiva perché Torrente, dopo aver assistito impietrito alle conclusioni dell’ex Arezzo fino alla mezz’ora del primo tempo, gli appiccica addosso la sostanziosa marcatura di Boisfer. Jaconi allora, al 21’, decide di toglierlo dar vita nuovamente, dopo il secondo tempo di Verona, al tridente pesante Guariniello, Crocetti, La Grotteria. Mossa e contromossa, mister torrente aspetta appena tre minuti per cambiare fisionomia, e anche filosofia, alla sua squadra. Dentro Caracciolo per Capogrosso e passaggio al 3-5-2 con Gomez e Galano in avanti e Farina e Bartolucci ai lati. A questo punto la situazione è ribaltata, i padroni di casa cercano di imbastire un’azione tambureggiante: è soprattutto Beccia a sinistra con i suoi traversoni sempre ben scodellati dalla fascia sinistra a creare i maggiori pericoli. Al 33’ grande ripartenza dei giallorossi con La Grotteria che apre per Beccia che aspetta il taglio di Guariniello per servirlo sulla fascia sinistra. L’attaccante entra in area tutto solo ma non calibra ad hoc il traversone e l’azione sfuma. A questo punto del Gubbio non c’è più nessuna traccia perchè si preoccupa solo di portare a casa con le unghie e con i denti il risultato. Gli ultimi minuti sono di attacco a testa bassa con i padroni di casa che premono sull’acceleratore e mettono in area numerosi cross. L’opportunità numero uno arriva al 46’ quando La Grotteria, di testa, manda fuori di un soffio con Lamanna battuto.
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