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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Fermato il Verona. Pareggio al “Bentegodi”
Punto che profuma d’impresa. La predominanza scaligera si esaurisce nella ripresa. Al 90’Crocetti mette in ginocchio il “Bentegodi”
Pubblicato il 03-11-2010
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HELLAS VERONA - BASSANO 1-1
Hellas Verona (4-3-3): Rafael 6; Ceccarelli 6,5, Abbate 6, Vergini 7, Scaglia 7; Emerson 6, Hallfredsson 6,5, Russo sv (pt 16’ Garzon 6); Le Noci 6 (st 40’ Malomo 6), Selva 6,5 (st 20’ Vriz 6), Pichlmann 7.
Il Bassano pareggia alla sua prima al "Bentegodi" di Verona.
A disp.: Caroppo, Ferrari, Anderson, Hhadrejnane. All.: Giannini 5.
Bassano Virtus (4-3-1-2): Grillo 7; Martina 6 (st 30’ Crocetti 7), Pellizzer 5,5, Porchia 6, Ghosheh 6; Lorenzini 6,5, Caciagli 6,5, Mateos 7; Niada 5 (st 7’ Beccia 6); Guariniello 5,5 (st 91’ Veronese sv), La Grotteria 6.
A disp.: Grosso, Criaco, Lovato, Vigo. All.: Jaconi 6,5.
ARBITRO: Mangialardi di Pistoia.
RETI: pt 8’ Vergini (V), st 45’ Crocetti (BV)
NOTE: spettatori 17.000
Ammoniti: Ghosheh, Mateos
Espulsi: -.
Angoli: 3-3
Recupero: pt 1’; st. 4’.
Verona. Sotto agli occhi dell’indimenticato Berrettoni, e ad una cornice di pubblico da stropicciarsi gli occhi, il Soccer Team porta a casa un punto che è oro colato sulla strada che porta alla salvezza. Il primo derby tra bassanesi e veronesi termina dunque in parità grazie all’intuizione di Crocetti al 90’ spaccato che ha indirizzato in rete un cross basso di Beccia. Hellas che ha però molto da rimproverarsi per l’esito del match: in vantaggio di un gol e con un Bassano incapace di imbastire serie occasioni da gol ha tirato i remi in barca troppo presto consentendo il ritorno e il pareggio dei giallorossi. Con questo risultato il team Diesel resta agganciato al treno salvezza con in più la consapevolezza di aver raccolto la bellezza di quattro punti contro avversari del calibro di Salernitana e Verona.
Le scelte. Il Bassano progettato per affrontare l’Hellas è una squadra da combattimento che lascia poco spazio alla fantasia per consegnare le chiavi della sua anima al pragmatismo e alla concretezza. La defezione dell’ultimo minuto di Raffaele Baido non cambia i piani di Jaconi che gli avrebbe comunque preferito Niada. L’unico dubbio del tecnico era sulla posizione di Lorenzini. Ebbene il fluidificante viene confermato nei tre di centrocampo quindi a presidiare la corsia di destra, al posto di Basso squalificato, ci va Giovanni Martina. La fascia di capitano è sul braccio destro di Christian La Grotteria.
Strapotere Hellas, attenzione Bassano. In realtà il primo tempo è un trionfo di colori gialloblù. Per carità la manovra non è particolarmente fluida me la qualità diffusa nei giocatori del Verona è talmente elevata che basta e avanza per mettere sotto un Bassano che lontano dalle mura amiche del “Mercante” non riesce a tirar fuori lo stesso carattere e orgoglio. Il gol è nell’aria e arriva abbastanza presto: corre l’8’ Scaglia batte velocemente una punizione, Vergini tutto solo indirizza di testa alle spalle di Grillo. La rete non placa il furore della formazione scaligera che continua a produrre football rischiando pure il 2 a 0 in contropiede. Al 15’ Ghosheh in anticipo sbaglia su Le Noci e Grillo è costretto a due super parate per evitare la marcatura. Qualcosa non funziona, La Grotteria prima e Porchia poi si portano in panchina per confrontarsi con il mister e ben presto il rombo di partenza si trasforma in un 4-4-2 con Niada al fianco di Caciagli in mediana e Lorenzini largo a destra. Le cose vanno meglio, l'Hellas non produce più opportunitàda rete ma non c’è niente da fare il Bassano rimane a presidiare la propria metà campo ad eseguire quanto richiesto dal suo tecnico.
La chiave. Ma non basta dominare, pur senza creare grosse occasioni a dir la verità, per vincere. I gialloblù commettono l’errore madornale di non cercare il secondo gol che avrebbe scritto la parola fine sull’inedito derby. E si sa l’ 1 a 0 è il peggiore dei buoni risultati perché ti dà l’illusione di avere i 3 punti in tasca, soprattutto se l’avversario è abbastanza inconsistente come il Bassano del primo tempo, quando in realtà basta un qualsiasi episodio per quanto stupido ed estemporaneo per cambiare completamente l’esito di una gara. E difatti i bassanesi mantengono la calma preoccupandosi di non prestare il fianco alle accelerazioni e contropiedi dei solisti veronesi ma attendendo piuttosto l’ultimo quarto d’ora per provare ad osare di più e ribaltare le sorti del match. Il tutto con la spinta decisiva di Jaconi che attende il 30’ della ripresa per dar vita all’inedito tridente La Grotteria – Guariniello – Crocetti. E così ecco, al 90’ spaccato, che nel tempio del “Bentegodi” va in scena qualcosa che ha dell’irreale, una specie di furbata pazzesca: Lorenzini fugge sull’out destro e premia, nella prateria di fronte a sé, l’inserimento di Beccia. Il laterale ha il tempo di prepararsi la sfera sul sinistro e mettere in mezzo un rasoterra potente sul primo palo sul quale il piedone di bomber Crocetti è il primo ad arrivare. Deviazione vincente, palla nel sacco e 16.950 persone ammutolite. Si 16.950 perché le rimanenti cinquanta anime palpitano per i colori giallorossi e alla rete del loro centravanti vengono travolti da un incontenibile delirio.
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