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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
“Voglio un Bassano granitico e tambureggiante”
Osvaldo Jaconi: “Salernitana un team fortissimo ma ce la dobbiamo giocare”. Però è emergenza infortunati. Caciagli torna titolare, Venitucci trequartista?
Pubblicato il 22 ott 2010
Visto 1.857 volte
Fermare l’armata Salernitana ha il sapore della sfida impossibile. Eppure Jaconi è chiaro: “E’ innegabile che la squadra campana sia favorita e che noi abbiamo diversi elementi fuori uso però non si è mai persa una partita prima di averla giocata. Il calcio è bello anche per questo”. Ma aggiunge subito: “Dobbiamo assolutamente levitare il nostro rendimento. Voglio un Bassano tambureggiante, quadrato, coeso, cattivo. Una squadra meno sofisticata e con una particolare vena artistica bensì operaia e avvelenata. Dobbiamo riscattare l’uscita a vuoto con l’Alto Adige e mandare un segnale al nostro pubblico che vada aldilà del risultato. Si può vincere o perdere ma possiamo lasciare il terreno di gioco solo con la coscienza pulita di chi ha lottato fino allo spasimo”.
Per poter vedere in campo una formazione del genere anche le scelte tecniche hanno un peso specifico. Su queste colonne l’avevamo invocata in tempi non sospetti, si è materializzata per la prima volta a Bolzano e gli esiti sono stati più che lusinghieri. Il riferimento è al pacchetto arretrato giallorosso e all’impiego simultaneo di Basso, esterno destro, Pellizzer e Porchia coppia centrale. Solidità difensiva, anche grazie alla crescita del difensore cresciuto ai piedi del Grappa, come marchio di fabbrica indispensabile per regalare la giusta sicurezza anche ai giocatori che operano dalla cintola in su: “Penso che Pellizzer, oltre alle qualità che è impossibili misconoscerli, possa solo trarre beneficio dalla presenza di Porchia da una parte e del capitano Basso dall’altra. In questo modo, tra l’altro, può impostare l’azione con maggiore tranquillità. Gli stessi compagni di reparto sono rimasti favorevolmente impressionati. Riallargando il discorso posso dire che vorremmo dare un maggior contributo di nerbo e tonicità in tutti i reparti. Lo schieramento difensivo visto domenica consente maggior sicurezza e solidità quindi, se posso, lo manterrò così fino a fine campionato”.
Lo stesso discorso vale per il centrocampo. Sembra proprio sia scoccata l’ora di Matteo Caciagli. Il centrocampista, che ha morso il freno finora, è pronto: “Il test con il Salò è stato superato brillantemente – continua il tecnico – ritengo che sia giunto il momento che Caciagli dia il suo contributo alla causa”. E questo ingresso lascia aperta la porta a delle novità particolarmente sostanziose per quanto riguarda Dario Venitucci. L’ex Juventus, infatti, verrebbe sgravato da pesanti compiti di interdizione e si risparmierebbe il trattamento speciale che gli riservano i centrocampisti avversari ogni maledetta domenica. Da mezz’ala, o addirittura da trequartista, potrebbe inoltre far valere fantasia e dribbling del quale sembra quasi non possa farne a meno. “Se non fosse infortunato potrebbe essere una cosa fattibile. Venitucci ha abbastanza personalità per andare a far male tre le linee, non ha paura delle botte, può ottenere diversi calci di punizione ed andare lui stesso al tiro”.
Guariniello e Caciagli saranno del match contro la Salernitana (foto Bosca)
La capolista. Dici Salernitana e la mente corre ad una decina d’anni fa quando la formazione granata, allenata da Delio Rossi militava in serie A. Dei giocatori di quella rosa uno è diventato campione del mondo (Gattuso) mentre gli altri son partiti da lì per disputare gran parte della carriera in serie A (Di Vaio, Di Michele, Vannucchi, Tedesco). 15 anni e mille vicissitudini dopo un’altra Salernitana è pronta a riprendersi la ribalta della cadetteria grazie ad una rosa che non ha paragoni in Prima Divisione. Eppure le premesse non erano così buone: l’estate è stata particolarmente turbolenta e condizionata da una pesante contestazione, la proprietà, in difficoltà economica, voleva liberarsi dei contratti più onerosi varando una campagna incentrata sui giovani. Tutto ciò non è avvenuto: Peccarisi, Polito, Balestri, Montervino, Pestrin, Fava e altri sono rimasti e sono stati del tutto reintegrati alla corte dell’ex capitano Breda. Ed ora, con una tale struttura tecnica la Salernitana ha ben pochi rivali: “E’ da più di un mese che vado dicendo che se a Salerno superano alcuni problemini “di contorno” poi diventerebbero la candidata principale per distacco al salto di categoria – conferma il direttore generale giallorosso Braghin –. Mi sembra che molti tasselli siano già andati al loro posto tanto che è stato appena ingaggiato il centrocampista Carrus, un lusso assoluto per questa categoria”.
La formazione. Un po’ per gli indisponibili, un po’ per le idee che stanno frullando in testa a mister Jaconi, la formazione anti-Salernitana è un rebus. Partiamo dai dubbi di natura fisica: Crocetti è alle prese con un piccolo stiramento all’adduttore e quasi certamente non marcherà la sfida. Iocolano è out per un mese, Basso soffre per un’infiammazione al piede destro e Venitucci soffre per una contrattura al quadricipite. La viva speranza è di poter rimettere in piedi almeno questi ultimi due e poter limitare così lo stato d’emergenza al solo reparto offensivo. Tra mille dubbi una certezza c’è ed è il ritorno dal primo minuto di Matteo Caciagli. Il centrocampista sta lavorando con grande serietà e il mister sembra convinto a puntare su di lui per conferire più dinamismo, aggressività e sostanza ad un centrocampo spesso messo sotto sul piano puramente fisico.
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