Calcio

Bassano congeda Rastelli. In pole ora c'è Paganin

Fino a 24 ore fa il tecnico uscente vicino alla riconferma. Ma il colloquio col trainer della Berretti ha rovesciato le gerarchie: niente prolungamento,l'ex interista in rampa di lancio.

Pubblicato il 26 giu 2013
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All'ultima mano di carte esce Rastelli quando ormai pure lui si era convinto di andare a briscola. La rivoluzione silenziosa di Bassano va in scena tra martedì e mercoledì, negli istanti successivi il colloquio di Antonio Paganin in Diesel, dinanzi ai capi schierati in grande stile. E' in quel preciso momento che la famiglia Rosso e Roberto Masiero si convincono che è opportuno voltare pagina. Niente più Rastelli e il suo vice Turato. A nulla è servito al tecnico romano l'autoriduzione dell'ingaggio pur di conservare la panca. La proprietà ha fatto scattare il taglio sfruttando l'annuale in scadenza. A farle cambiare idea l'incontro con Paganin, quadrato, propositivo, a tratti trascinante, contagioso nell'entusiasmo. Abbastanza per rovesciare le gerarchie e indirizzare il borsino delle preferenze.
RIBALTONE: Così nel tardo pomeriggio di oggi, la decisione di accommiatarsi da Rastelli, che paga la falsa partenza in campionato, il doppio ko fatale con Casale e Savona ad aprile e il flop del playoff con 6 punti su 6 strappati dal Monza al primo turno, nonostante piazzamento e fattore campo a favore. A propria discolpa, il merito della mezza dozzina di giovani prospetti lanciati in prima squadre, una dote evidentemente insufficiente a conservare la divisa da head coach.
VOTA ANTONIO: Paganin col miglior tempo sul giro si guadagna adesso la pole per la chiamata: 47 anni, un curriculum pesante da calciatore, ai vertici europei con l'Inter, da allenatore un profilo apparentemente basso ma corposo, fatto di tanta sostanza. Lavoro di bottega e tanta gavetta consumata tra Montecchio in D (salvezze larghe con tanti diciottenni in squadra) e il vivaio virtussino (finali scudetto con gli Allievi, fase tricolore sfiorata con la Berretti), specializzato ad allevare talentini più o meno rigogliosi. Per nome e passato avrebbe potuto godere di una vetrina prestigiosa molto prima, ha preferito passare attraverso il solido apprendistato e ora ha una voglia matta di cimentarsi con la Lega Pro, carico a molla, quello che serve a una squadra da ridisegnare e ancora di più nella stanza dei bottoni. Un motivatore, un combattente, uno che riaccenda il sacro fuoco. In campo e fuori.

L'eliminazione playoff è costata la panchina a Claudio Rastelli (foto Roberto Bosca)

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