Calcio

Basso al passo d'addio. Grazie capitano

Il veterano giallorosso a 37 anni lascia il campo. Per lui pronto un incarico in società. Intanto la proprietà resta nel pensatoio, ma se rimane, si va avanti con Seeber digì. Per la panchina c'è Cusatis.

Pubblicato il 14 giu 2013
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Capitano o mio capitano. Andrea Basso saluta nel preciso momento in cui era opportuno farlo. Non un minuto prima, non un minuto dopo, che è molto peggio.
Si congeda quando avrebbe potuto disputare tranquillamente un'altra stagione, solo che la china declinante compare di colpo e senza preavviso e Andrea questo subdolo tranello l'ha schivato in tempo, perché il confine tra essere modello vigoroso o figurina sbiadita e bollita è una linea labile e sottile. Invece Andrea ha azzeccato modi e tempistica anche stavolta. A 37 anni esce dal campo e potrebbe imboccare la strada della sede, oppure tornare a cambiarsi nello stanzone dello spogliatoio per pilotare un drappello di ragazzini. E' solo un arrivederci, perché uno così non lo mollano facilmente. Mai per nessuno prima di lui il Bassano aveva allestito una cerimonia d'addìo con l'intero stato maggiore del club schierato quasi in parata. Fosse stato il basket avrebbero ritirato la maglia, nel pallone di serie C non è usanza. "Non avrei potuto giocare ancora - ci scherza su il diretto interessato - se passa la regola dei 23 o 24 anni di età media in Lega Pro, per schierare me avrebbero dovuto mettere dieci adolescenti in campo... No, ci pensavo da qualche mese, adesso mi
è sembrato il frangente giusto per staccare. Anche perché da anni promettevo a mia moglie che sarebbe stata l'ultima stagione e invece la tiravo avanti lunga.

Andrea Basso stacca la spina dopo 213 presenze e 6 reti col Bassano

Un'altra promessa mancata e a casa passavo per cazzaro...". Il resto sono dediche, ma non di rito. "Ringrazio una società meravigliosa che mi ha fatto sentire in famiglia sempre e alla quale mi sono legato fuori di misura.
Ringrazio i compagni di viaggio che hanno condiviso con me gare, emozioni e amarezze e tifosi speciali che mi hanno supportato nei giorni difficili pure fuori dal campo. Non so cosa farò da grande, per ora mi godo la famiglia, i figli e una piccola vacanzina, ma spero di restare nell'ambiente. Soprattutto conto di essere utile in altre vesti al Bassano. Sperando che la proprietà non molli proprio ora". Un primo colloquio informale coi capi c'è già stato, Basso continuerà a indossare il giallorosso. "Mio figlio maggiore, 5 anni, ha appena iniziato a giocare a pallone - confida Andrea - e l'altro giorno mi ha detto: papà, proprio adesso che ho appena cominciato, smetti tu.... Già, ma è la vita...".

SEEBER E CUSATIS: Fase di stallo non significa mica immobilismo. Aspettando il verdetto finale dalla stanza dei bottoni (atteso indicativamente per la fine della prossima settimana), in via Piave non stanno con le mani in mano: il digì Werner Seeber ha ricevuto mandato per operare ancora sul mercato, davanti ha
una straordinaria doppia opportunità da far tesaurizzare: un campionato con 9 promozioni (e 9 retrocessioni) su 18, in proiezione della C unica del 2014 e un organico con 17 giocatori in scadenza da poter ridisegnare ex novo.
Ma se Renzo e Stefano Rosso partecipano anche al prossimo giro, il nocchiero precettato è Giovanni Cusatis, 46 anni, milanese, l'anno scorso autore di un campionatone con la Pro Patria e quest'anno al comando eppoi in lizza playoff con l'Alessandria, prima di essere sollevato a due mesi dalla fine dalla nuova società insediatasi in Piemonte. Lui è il prescelto da Seeber, tutti gli altri (Rastelli compreso) sono in seconda e terza fila. Ma intanto, senza l'imprescindibile rilancio dei Rosso, si fa solo della gran flanella.

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