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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Spezia spietato, Bassano orgoglioso ma piegato
Risultato pesante ma la prestazione non è mancata. Spezia troppo forte e un pizzico fortunato. Un autogol, un rigore e una rete oltre il 90’ hanno deciso il match
Pubblicato il 04 apr 2012
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SPEZIA – BASSANO 3-0
Spezia Calcio (4-3-1-2): Russo; Madonna, Murolo, Bianchi, Mora (st 24’ Ricci); Casoli, Bianco (st 15’ Ferrini), Buzzegoli (st 34’ Iunco); Vannucchi; Marotta, Evacuo.
Morosini dal 1' minuto
A disp.: Conti, Lucioni, Testini, Guerra. All.: Serena
Bassano Virtus (4-3-1-2): Grillo; Basso, Scaglia, Porchia, Bonetto; Caciagli (st 26’ De Gasperi), Morosini (st 34’ Proietti), Mateos; Ferretti; Galabinov (st 7’ Longobardi), Guariniello.
A disp.: Poli, Toninelli, Ghosheh, Drudi. All.: Brucato
ARBITRO: La Penna di Roma 6
RETI: pt 32’ Porchia aut (S), st 24’Evacuo rig (S), st 47’ Marotta (S)
NOTE: 2800 spettatori.
Ammoniti: Madonna, Bianchi, Buzzegoli, Ferrini, Mateos
Espulsi:
Angoli: 1-7
Recupero: pt 2’; st. 4’.
La Spezia. Lo Spezia non dà scampo al Bassano Virtus ma non c’è niente di cui scandalizzarsi. I giallorossi devono subire la dura legge del “Picco” contro la regina delle regine. Questo rappresenta lo Spezia in questo momento, non ci sarebbe stata storia per nessuno. Non era quella ligure la trasferta da vincere a tutti i costi, lo ribadirà a fine gara anche un realista Stefano Rosso. Eppure c’è anche spazio per un filo di rammarico. Rammarico che sta tutto rinchiuso nelle modalità con le quali il Bassano è stato superato: un autogol di Porchia nel primo tempo e un rigore provocato da un goffo ed ingenuo intervento di Morosini in area su Vannucchi a metà ripresa hanno di fatto calare il sipario sul match . Eppure la partita finchè è stato in bilico a livello di risultato è stata piacevole, combattuta, equilibrata e dove i superiori valori tecnici dei padroni di casa non sono riusciti ad affondare un gruppo, quello giallorosso, compatto e battagliero a tutto campo. Il 3 a 0 ad un passo dal gong finale con il Bassano tutto proteso in avanti non fa altro che ampliare esageratamente le proporzioni di una sconfitta che alla vigilia era più che plausibile. Eh già i soliti episodi che ormai non stupiscono neanche più. Stupisce al contrario come una formazione data per spacciata se non per un residuo 5% di possibilità riesca a non mollare un centimetro. Scivolone con l’Andria escluso bisogna ammettere che mister Brucato ha realmente rigenerato le cellule nervose di questo gruppo, aiutato in parte dal recupero di alcuni elementi importanti. Al mister giallorosso, che ha avuto l’ardire di imbarcarsi in quest’avventura semi-disperata, vanno fatti i complimenti. Ai ragazzi che ne stanno seguendo i dettami anche. Sembra strano leggere certe argomentazioni dopo un 3 a 0 che sa quasi di condanna definitiva perché apre ulteriormente la forbice con le formazioni che stanno davanti? Probabilmente sarebbe più facile ricercar consensi buttando la croce addosso a Basso e compagni. Ma qui non cerchiamo consensi bensì raccontare con la massima professionalità possibile, senza la presunzione di aver la verità in tasca, l’epilogo di un campionato che è certamente un boccone atroce per la gente giallorossa. L’ultima riflessione, imposta dalla cronaca, riguarda il mercato di riparazione. In questo caso i conti non tornano del tutto perché a Trieste tra gli undici titolari degli ultimi arrivati c’era il solo Correa. A La Spezia con l’argentino fuori uso, solo Galabinov (al posto di Longobardi) e con il senno di poi è stata pure una scelta sbagliata.
Arrivo a La Spezia. La prima domanda che ci viene rivolta una volta messo piede al “Picco” di La Spezia da un osservatore della formazione locale è stata: “Ma come cacchio (in realtà l’espressione è un tantino più colorista) fate ad essere laggiù in fondo alla classifica. L’ultima volta che vi ho visti, nel girone d’andata, ci avete fatto passare una gran brutta domenica e meritavate senza dubbio di vincere. Il calcio è strano”. Che il calcio sia strano lo sanno perfettamente i tifosi bassanesi e dunque chiudiamo qui questo piccolo siparietto che rende perfettamente l’idea. L’ultimo commento del nostro interlocutore è il seguente: “So che avete avuto diversi infortunati, proprio oggi dovevate presentarsi al completo?”. Come non detto.
Le scelte. Già perché la prima annotazione negativa arriva prima del fischio d’inizio del match tra la formazione di Bassano del Grappa e bianconeri liguri. Lucas Correa patisce un piccolo risentimento all’inguine. Il giocatore ha dato la sua disponibilità a scendere comunque in campo ma mister Brucato si è opposto fermamente in parte per dare un segnale di fiducia a tutto il gruppo, in parte per non pregiudicare l’impiego del fortissimo play argentino per le prossime uscite. Cade dunque a pennello lo sconto del giudice sportivo nei confronti di Mateos che ritrova il campo dopo la madre di tutte disgrazie: la gara con la FeralpiSalò. Stando ai nomi il centrocampo è il medesimo di quello titolare di Jaconi da ottobre in avanti (Mateos, Caciagli, Morosini) ma a ben guardare è toccato al giovane bergamasco rilevare i compiti di Correa davanti alla difesa. Ruolo nel quale farà pure una discreta figura e probabilmente più congeniale alle sue caratteristiche.
Mamma che Spezia. Lo Spezia ha fame. Ha fame di punti, ha tanta voglia di rispondere alla vittoria del Lanciano sul campo della Carrarese. E la fame diventa il carburante migliore per uno squadrone come quello bianconero. L’azione ligure è tambureggiante fin dai primi minuti e son ben 3 i calci d’angolo collezionati dai padroni di casa in rapida successione. Peccato che di fronte non ci sia un Bassano molle e tenerone, come l’ultima posizione in classifica potrebbe far presumere. Anzi è giallorossa la prima vera minaccia del match: Guariniello al 2’ penetra centralmente e scarica per due volte il suo proverbiale destro verso la porta spezzina impegnando Russo.
La partita è vibrante, piacevolissima, lo Spazia quando sale fa paura ma il Soccer Team estrae gli artigli ed è coriaceo a placcare gli avversari, con interventi spesso anche al limite, ma anche molto agguerrito quando si presenta anche il minimo pertugio per affondare il colpo. Il migliore ad interpretare queste ripartenze è Guariniello: sgusciante, cattivo, feroce nel portare a temine l’azione. Come al 27’ quando un bello scambio tra Galabinov e Ferretti gli permette di penetrare in area dalla sinistra ma non trova lo sbocco giusto. Bene anche Bonetto, reattivo, propositivo e anche piuttosto preciso. Ma a condurre le danze sono i liguri di Michele Serena: brivido al 31’ quando un’uscita a vuoto di Grillo non spalanca per poco a Casoli il gol del vantaggio. Vantaggio che arriva subito dopo per merito di una penetrazione di Vannucchi sulla quale c’è una sfortunata deviazione di Porchia. Autogol dunque. E lo Spezia rischia pure di raddoppiare un minuto più tardi: sul corner di Vannucchi svetta Evacuo che scheggia la parte alta della traversa. Di positivo c’è che il Soccer Team continua a giocare incurante dell’accaduto e potrebbe addirittura pareggiare se Galabinov al 35’ non sbagliasse la semplice apertura che avrebbe messo Ferretti davanti alla porta. In ogni caso la produzione offensiva dei padroni di casa è di gran fattura, calcio di qualità, interpeti di prim’ordine. E di fronte ad un pubblico meraviglioso. Come al 40’ quando Vannucchi trasforma un disimpegno difensivo in un’autostrada per Marotta. Fortuna che Grillo costringe l’ex attaccante di Gubbio e Lucchese ad allargarsi e quindi a non inquadrare lo specchio della porta. Che Vannucchi sia uno spreco per la C1 lo si nota al 45’ quando il buon Igli centra in pieno l’incrocio dei pali direttamente su punizione. Eppure nell’ultimo minuto di recupero Guariniello mette in mezzo un pallone pericoloso allontanato da Murolo al limite dell’area. Arriva come un falco Mateos ma il suo piattone è angolato ma non troppo potente. In ogni caso la risposta di Russo è da applausi. Si chiude così con un grosso rammarico la prima frazione di gioco.
Il Bassano è vivo, il rigore chiude la contesa. Bisogna recuperare un gol. Non ci sono più seconde possibilità ma il centravanti titolare è troppo impreciso. Non a concludere, per Galabinov sta diventando un’impresa anche solo presentarsi in una chiara occasione da gol, ma anche a lavorare palloni precisi per i compagni. E allora ecco che Brucato attende solo 7 minuti per togliere un Galabinov nemmeno tanto volitivo per un attaccante che invece in quanto a sbattimento non è secondo a nessuno e che sta pure vivendo un ottimo momento di forma: Christian Longobardi. Appena entrato il centravanti campano fa subito sentire il suo peso: contrasti, “botte”, fisico e tanto movimento al servizio dei compagni. La partita rimane in bilico, il Bassano attacca ma con criterio perché è consapevole che un eventuale raddoppio bianconero comprometterebbe del tutto la contesa. Il giochino riesce almeno fino al 22’ quando Vannucchi difende con astuzia palla sulla riga dell’area di rigore e Morosini ingenuamente (!!!!!!!!) affonda l’ex trequartista dell’Empoli. Rigore sacrosanto (anche se dalla tribuna giallorossa spergiurano che sia stata una decisione affrettata ndr). Dal dischetto Evacuo non perdona. Spezia 2 Bassano 0. A questo punto Brucato è costretto a rompere gli indugi e al 26’ sostituisce Caciagli con De Gasperi per un Bassano a forte trazione anteriore, sfornando un 4-2-3-1 dove Guariniello e Ferretti giocano larghi con De Gasperi dietro a Longoobardi. Uno schieramento così offensivo, ed in parte sbilanciato, lascia allo Spezia talune interessanti praterie che diventano micidiali se sfruttate da giocatori talentuosi come Vannucchi ma anche Marotta, Iunco. Ma al contempo produce una punizione insidiosa di Porchia, un tiro di Mateos fuori di poco e una bella girata di Guariniello che si perde a pochi cm dall’incrocio. Ma proprio allo scadere, sfruttando le inevitabili praterie lasciate dai giallorossi, Marotta insacca il definitivo 3 a 0.
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