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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Si è compiuta la vendetta. Il Bassano vola
I giallorossi demoliscono il Porto con la miglior prova stagionale. De Gasperi decide l’incontro. Riaperta la corsa salvezza
Pubblicato il 25 feb 2012
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BASSANO – PORTOGRUARO 1-0
Bassano Virtus (4-3-1-2): Grillo; Toninelli, Basso, Drudi, Bonetto; Caciagli, Correa, Giacobbe (st 43’ Morosini); De Gasperi (st 12’ Ferretti); Galabinov, Gasparello (st 28’ Guariniello).
De Gasperi è sommerso dai compagni. E' il gol della svolta (foto Roberto Bosca)
A disp.: Poli, Maniero, Tabacco, Porchia . All.: Jaconi
PortogruaroSummaga (3-5-2): Bavena; Altobello, Cristante, Radi; Lorenzini, Liccardo, Coppola, Herzan (st 10’ Salzano), Pondaco; Luppi (st 10’ Corazza), De Sena (16’ Della Rocca).
A disp.: Mion, Bognanini, Balduit, Fedi. All.: Rastelli
ARBITRO: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto
RETI: pt 35’ De Gasperi (BV)
NOTE: 1000 spettatori.
Ammoniti: Bonetto, Basso, Giacobbe, Galabinov
Espulsi:
Angoli: 2-3
Recupero: pt 0’; st. 3’.
Bassano del Grappa. La grande rivincita, 4 anni dopo. Bassano e Portogruaro, di nuovo sul terreno del “Mercante”. L’ultima volta Emanuele Berrettoni e Matteo Nichele uscirono in lacrime. Questa volta a piangere è solo un tifoso della tribuna est. Lacrime di felicità per aver visto una squadra che i risultati condannavano ad una realistica retrocessione travolgere, per gioco e occasioni, la formazione che nel 2008 strappò un grande sogno ad un’intera città. Sentite un altro tifoso, geniale il suo commento. “Il Bassano ha battuto il Porto, per tutto il resto c’è mastercard”. Partiamo da qui, partiamo da uno stato d’animo condiviso da oltre un migliaio di spettatori presenti sugli spalti per raccontare della più dolce delle vendette . Risorgere dalle ceneri nelle quali sei immerso da quasi tre mesi, riaprire una stagione che poteva sembrare compromessa, contro il nemico di sempre non ha prezzo.
Gara della svolta. Doveva essere la gara della svolta. Mai più imperativo fu usato correttamente, dopo non ci sarebbe stato più tempo per rimediare. Le condizioni erano le migliori: quasi tutti disponibili, quasi tutti in buone condizioni. C’era “solo” da tenere a bada la tensione. A questo ci ha pensato un maestro-psicologo come Osvaldo Jaconi. Risultato? Dopo una ventina di minuti condizionati dall’assenza di serenità, caratterizzata da grande voglia ma poca precisione, il Soccer Team si è messo a giocare a calcio come non capitava da troppi anni. La più dolce delle vendette si consuma con un gol, due traverse, due clamorose palle gol. Correa un sultano in mezzo al campo, visione di gioco voto 10, fenomenale anche nel penetrare centralmente, puntare l’uomo e andare alla conclusione. È venuta così la traversa ad inizio ripresa. De Gasperi, libero di ispirare e scambiarsi la posizione con il regista argentino è stato decisivo, oltre che per il gol. Infine Andrej Galabinov: un mostro capace di portarsi via sempre almeno due uomini. Intorno a loro un gruppo, dove ogni giocatore è messo nel posto giusto, che gira come un ingranaggio. Per carità insieme alle rose ci sono anche le spine. In questo caso la prestazione è stata agevolata da un Portogruaro (formazione in lotta per i playoff) che si è prestato a giocare senza fare le barricate e l’errore madornale di tenere in vita l’avversario (l’1 a 0 è un risultato molto pericoloso) quando bisognava affondare il colpo con meno leziosità per chiudere la contesa. Ma il messaggio che vien lanciato forte e chiaro dal “Mercante” è che la squadra è viva, è competitiva e che la salvezza diretta è tutt’altro che una chimera.
Le scelte. Nell’anno della grande strage contare “solo” due infortunati e uno squalificato in vista de “La Partita” è abbastanza consolante. I tre in questione sono Ghosheh, Longobardi mentre per Mateos l’assenza è dovuta a squalifica. Questo significa che per la prima volta da tempo immemorabile Osvaldo Jaconi può mandare in campo un 11 che ha tutto: qualità, esperienza, fisicità e una buona condizione fisica. La fonte di gioco sarà Lucas Correa: spetta a lui dettare i temi della manovra, con la sua visione periferica, innescare di volta in volta le avanzate dalla retrovia di Bonetto, gli inserimenti di Giacobbe o Caciagli, i tagli delle punte. Sulla sua verticale l’altro crack del mercato invernale. Jack De Gasperi è il rifinitore che deve accarezzare la palla prima di mandare in rete un compagno o saltare l’uomo e andare lui stesso alla conclusione. Rispetto alla trasferta di Barletta rientra sull’out difensivo destro Dario Toninelli, con lui assieme a Basso e Drudi, la difesa ritrova la sua peculiare solidità. L’unica incognita rimane l’approccio alla partita: in parte per una classifica che non può non generare tensioni, un po’ perché si tratta pur sempre di un match che arriva dopo una sosta e i bisognerà ritrovare il ritmo partita.
Prima la tensione. Non nasce sotto i migliori presagi il derby veneto. Al 2’ un affondo di De Sena dovuto ad un errato disimpegno della retroguardia giallorossa fa venire i cattivi pensieri ai supporters del Bassano Calcio. I ritmi sono altissimi, la partita è sentitissima, si respira aria di sfida vera. L’approccio dicevamo. Quello del Soccer Team è all’altezza, sul piano della corse e della concentrazione i ragazzi di Jaconi sono tutti piccoli leoni. Ma mai come questa volta a contare di più è la testa. Le gambe non sembrano tremare ma c’è quel pizzico di tensione che fa sbagliare qualche appoggio di troppo. Tensione che al contrario non ha il Portogruaro, che colleziona pericolosi calci da fermo, forte di una classifica più che positiva e della consapevolezza di essere una squadra giovane, spensierata e ricca di talento. E difatti i granata risultano più brillanti e più incisivi. In questo frangente colpisce la predisposizione al sacrificio di uno come De Gasperi che, schierato da trequartista, che sovente si sobbarca corse a perdifiato per rincorrere gli avversari fino al limite della propria area di rigore. Un esempio non da poco. Il Bassano c’è, ha solo bisogno di scrollarsi di dosso la fuliggine che ne ha incatramato l’anima e annebbiato le idee in questo periodo. E a recitare da spazzacamino ci pensa al 21’ Giacobbe che impegna Bavena con un gran tiro dopo una splendida e per nulla facile percussione per vie orizzontali.
Sprazzi di gran calcio. Si, a volte basta poco. È questo il segnale che serviva, il rintocco tonfo della campana. Il centrocampo assume forti tinte giallorosse, Correa e De Gasperi sfornano un asse centrale interscambiabile da paura, Caciagli e Giacobbe percorrono km di lucidità e dinamismo. Il Porto all’inizio tenta alzare la difesa per accorciare la squadra e aumentare i ritmi in mezzo al campo ma poi tende a schiacciarsi per rubar palla al limite dell’area e ripartire in contropiede. Ma qui c’è la maestria di capitan Basso, magari non brillante come al solito, ma deciso, cattivo e condottiero nel tenere la difesa altissima. L’altro passaggio chiave di questa rinascita, anche di personalità, è la grande prova messa in campo da Correa e De Gasperi. Il primo fa girare la palla, inventa corridoi impossibili, sa alternare la verticalizzazione alla gestione in orizzontale della sfera. E si sapeva. Quello che non si sapeva è che, una volta che il Porto abbassa il baricentro per chiudere gli spazi, De Gasperi lascia la sua posizione di trequartista, con un movimento ad elastico, che porta fuori un centrocampista granata e si pone come alternativa a Correa in regia. Un continuo scambio dentro e fuori che funziona a meraviglia come fosse applicato da anni. Invece si tratta del primo vero test dei due insieme. Ora mettiamoci, accanto a questi geni, due elementi di grande corsa ma pure personalità e tecnica come l’inossidabile Caciagli e la sorpresona Giacobbe. L’abbiamo invocato per tutta la settimana questo ragazzino, le risposte sono importantissime. Ebbene le due mezzali si inseriscono, tamponano, si propongono come continue alternative grazie ad un continuo movimento senza palla. Senza contare la fondamentale alternativa di Bonetto, ligio a spingere senza lasciar troppo scoperta la corsia di competenza. Ne vien fuori una seconda parte di primo tempo come non se ne vedevano da tempo immemore.
Che gol, che azione. La rete che deciderà l’incontro è il figlia legittimoadi questo grande gioco e nasce da una splendida azione prolungata partita con una verticalizzazione di Correa per Galabinov che riapre, Toninelli crossa nel mezzo la difesa granata respinge ma dall’altra parte Bonetto è lestissimo a crossare un’altra volta in the box. Il traversone non è proprio speciale perché giunge dalla trequarti ma la retroguardia veneziana non ha fatto i conti con Andrej Galabinov. Il corazziere giallorosso può controllare anche il pallone più difficile e contorto. Ebbene il numero 11 stoppa di petto e la mette dietro al limite della lunetta dove Jack lascia partire un tiro a giro che manda in delirio lo stadio “Mercante”. Siamo al 35’, la rete è proprio la medicina migliore, la tenaglia che trancia di netto la zavorra psicologica che impediva alla truppa giallorossa di esprimere in tutto e per tutto il suo potenziale. In questo quadro manca da rimarcare la forza d’urto di Galabinov. Il centravanti è tutt’altro che un palo piantato in mezzo all’area: svaria su tutto il fronte, mette in costante soggezione i difensori avversari, conquista metri e quando parte palla al piede è quasi impossibile da fermare. Al 41’ ecco un tiro di Gasparello che termina a fil di palo mentre al 45’ una punizione di Correa sbatte sulla traversa.
Unico limite: non chiudere la contesa. Alla ripresa dei giochi ecco un’altra azione da urlo. Percussione di Correa, scambio nello stretto con De Gasperi ma il successivo filtrante per Galabinov viene intercettato. Ma il bulgaro di potenza (!) si riprende la palla la restituisce a Correa che tira scheggiando la traversa. L’argentino si ripete al 9’ con una conclusione al volo che Bavena è super a deviare in corner. Il Porto non riesce a reagire e se lo fa è solo in maniera estemporanea e raramente pericolosa. Il reparto nevralgico del campo è saldamente in mano giallorossa, Drudi e Basso fanno buona guardia centralmente nonostante mister Rastelli sostituisca entrambe le punte. Jaconi inserirà Ferretti e Guariniello per De Gasperi (solito dolorino al ginocchio) e Gasparello ma la sfida rimarrà negli stessi binari. Il Porto va vicino al pareggio con Corazza al 39’ favorito da uno scontro tra Correa e Basso. L’attaccante, in fuorigioco non segnalato, conclude comunque male. Ma risponde subito il Bassano con un contropiede 2 contro 1 non portato a termine perchè Guariniello all’ultimo passa a Galabinov consentendo a Cristante di intervenire e salvare un gol fatto. E in chiusura lo stesso bulgaro si divorerà l’occasione più importante del match a tu per tu con Bavena. Ok, il portiere ha fatto un gran intervento ma questi sono gol da segnare.
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