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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Contro il Porto sarà sfida totale
Correa in regia, De Gasperi suggeritore, Drudi difesa, Bonetto in fascia: Jaconi vara un Bassano di qualità. Ma sarà decisivo l’approccio e i nervi saldi
Pubblicato il 23 feb 2012
Visto 1.718 volte
Diciamolo subito, il Bassano affronterà il Portogruaro come un gladiatore che entra nell’arena: in lotta per sopravvivere. In questo caso in palio c’è la vita calcistica, c’è una C1 costruita con lacrime e sangue in tanti anni di C2. Beh a livello di motivazioni e di gusto non c’è avversario migliore del Portogruaro per tornare alla vittoria. Non tanto perché si tratta comunque di un derby veneto ma per il passato giallorosso, passato che s’incrocia brutalmente con le vicende granata. Dalle sfide in serie D fino a quelle nei professionisti, dove il Soccer Team ha sempre preceduto in classifica i prossimi avversari con un picco di 15 punti di distacco anche nell’annata della famosa sconfitta nella finale playoff 2007/08. Lo ricordiamo anche memori dei sentimenti dei molti supporters giallorossi che ciclicamente ci chiedono dove sarebbe il Bassano Calcio adesso se l’esito di quella finale, in cui tra andata e ritorno si contarono due papere dell’allora portiere, una doppia ammonizione (e conseguente espulsione) da pirla, un rigore sbagliato e ben quattro titolari infortunati nella sfida di ritorno, fosse stato diverso. Quel match ha effettivamente cambiato il destino delle due squadre. Il Porto, lavorando bene, si è proiettato fino a toccare il paradiso della serie B mentre la formazione di Bassano del Grappa si è autocondannato all’inferno di stagioni simil mediocri in C2. Insomma per i bassanesi ci sarebbe un gusto particolare tornare al successo proprio contro il Portogruaro di quei tifosi che nella gara d’andata cantarono a squarciagola “8 giugno 2008” spargendo sale su una ferita mai chiusa.
Senza Cunico. Di quei due squadroni sono rimasti solo capitan Basso e capitan Cunico. Peccato che i due non potranno affrontarsi visto che il vicentino (Cunico è nativo di Thiene), ex trequartista e attuale organizzatore di gioco granata, è squalificato. Ad onor del vero Andrea Basso ha sofferto dalla tribuna come un tifoso qualunque in quel periodo complice la rottura del crociato del ginocchio nella trasferta dicembrina di Gubbio. Ma forse la sua sofferenza, impossibilitato a dare il suo contributo, è stata ancora più grande. Altro particolare: mai come in questo momento l’esperienza e la saggezza del capitano sarà indispensabile prima e durante l’incontro per infondere tranquillità e sicurezza nei compagni, utile a prevenire eventuali attacchi di nervosismo. Un richiamo ad un compagno troppo agitato, un consiglio ad un altro un po’ timoroso. La posta in palio è alta, non ci sarebbe da stupirsi se si manifestassero certe emozioni. Infine un dato sul Porto: ultimamente ha abbandonato il modulo che prevedeva difesa a 4 e il rombo a centrocampo per buttarsi sulla difesa a 3. Guarda caso l’ideale, giocando da esterno come Maggio al Napoli, Lichtsteiner, alla Juve e Basta all’Udinese, per un ex dal dente avvelenatissimo come Lorenzini, dato per sicuro titolare. Per prepararsi al meglio nella partitella settimanale Jaconi, pur mischiando le carte, ha schierato la formazione senza casacca proprio con il 3-4-3 e ordinato a Martina di spingere parecchio sull’out in modo da preparare Bonetto a quello che lo attenderà sabato. In ogni caso la predisposizione offensiva del Porto, che verrà a giocare senza fare le barricate, dovrebbe agevolare anche la manovra giallorossa. Sentite De Gasperi: “Sono convinto che verranno qui a giocarsela e questo comporta che potremmo correre qualche rischio in più ma anche che troveremo più spazi per mettere in campo le nostre qualità”.
Jaconi e il suo staff sono in religioso silenzio. Il Soccer Team proverà a risorgere contro il Porto (foto Roberto Bosca)
Un Bassano motivato. “Siamo in un momento di crescita, vedo maggiore consapevolezza”. Parla così Osvaldo Jaconi nell’antivigilia della gara più decisiva della stagione. E non è un’impressione solo del tecnico, sarà sufficiente osservare con attenzione anche un singolo allenamento di un Bassano mai così al completo per rendersi conto come le qualità di questo gruppo sono importanti. Basterà tenere sotto controllo i nervi e ragionare con testa lucida e priva di scorie: in questo modo i punti non tarderanno ad arrivare. “Di allenamento in allenamento sto cogliendo dei segnali dai ragazzi. Anche certe arrabbiature, certe reazioni, sono il sintomo che nessuno si accontenta. Non possiamo più rinviare la svolta, lo sappiamo perfettamente. D’altro canto non dobbiamo nemmeno caricare i ragazzi di eccessive responsabilità, toccherà al sottoscritto prepararli al meglio”. E chi meglio di Jaconi da questo punto di vista?
In cantiere un nuovo Bassano. Non solo lavoro psicologico. Anche da un punto di vista tattico si prospetta qualche novità. Se vogliamo il nuovo modello di gioco ricalca un po’ i movimenti della Juve di Conte dove Pirlo illumina come nessuno e i vari Marchisio e Vidal si inseriscono senza palla. Qui il compito del miglior regista mondiale degli ultimi 20 anni lo ricopre Lucas Correa: palla a lui e vedrete tutta una serie di inserimenti e corse senza palla. Caciagli, Bonetto, lo stesso Giacobbe se dovesse esser preferito a Morosini, De Gasperi. Tutti a catapultarsi verso l’area altrui. Il messaggio che la squadra sta recependo è che se si vogliono raggiungere certi risultati bisogna dimostrare coraggio. Importantissimo sarà anche il movimento delle due punte centrali: Galabinov e Gasparello non dovranno farsi trovare statici e appisolati al limite dell’area ma continuare a spremersi, dettare il passaggio di Correa o De Gasperi, tagliare. “Stiamo cercando di sviluppare delle nuove idee tattiche per riuscire a migliorare la nostra manovra offensiva – continua Jaconi –. Stiamo lavorando, ovviamente provare certe cose in partita consente di ottenere molti più risultati e, in ogni caso, dobbiamo essere attenti a non perdere l’equilibrio. L’idea di base è offendere un po’ più alti, evitando allo stesso modo di subire delle ripartenze che si preannunciano pericolose visto le qualità dei nostri avversari. E voglio vedere un Galabinov più coinvolto nella manovra, quando parte palla serve il bazooka per abbatterlo”.
Parla il Prof. L’altro grande aspetto chiave di un finale di stagione che si preannuncia torrido è la tenuta atletica. Gambe toniche e reattive: in questo campo il Soccer Team di Osvaldo Jaconi si è sempre distinto in positivo. Proprio una condizione fisica su alti livelli ha consentito spesso volentieri ai giallorossi di tenere alti ritmi ed alta intensità di gioco per gran parte della passata stagione ma anche per una parte del campionato in corso (a partire guarda caso dalla gara d’andata contro il Portogruaro). Poi il calo influenzato pesantemente da un tourbillon di infortuni e giocatori come Mateos o Ghosheh costretti a stringere i denti nonostante qualche acciacco di troppo. Ovviamente poi per trovar la miglior brillantezza, oltre allo specifico e talvolta massacrante lavoro fisico settimanale seguito dal prof. Rinaldi, risulta indispensabile il riscontro del campo. Anche questa continuità d’impiego in parte non è stata possibile e ci riferiamo in particolare ai casi di Correa, De Gasperi, Giacobbe. Orbene come sappiamo tutti il momento è solenne, il Bassano è chiamato a cambiare radicalmente marcia, la sosta è stata sfruttata al meglio delle possibilità. Ora ci chiediamo: come sta la squadra? Giriamo la domanda al preparatore atletico Longhi: “Purtroppo non abbiamo potuto lavorare con carichi maggiori con il gruppo al completo a causa delle note assenze. Ma d’altra parte ho visto diversi ragazzi in netto progresso, sia di tenuta che di brillantezza. Se devo essere sincero, però, quello che mi rincuora di più in questo periodo in cui siamo tenuti a non sbagliare più nulla è che in ogni allenamento vedo uno spirito e una voglia di rivalsa importante. Se di testa stiamo bene poi si lavora meglio anche sul fisico e in campo si vede una notevole differenza”.
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