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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
L'arte dell'impresa: due viaggiatori, due epoche, lo stesso spirito
Venerdì 14 novembre, le Distillerie Poli di Schiavon hanno ospitato un incontro dedicato al viaggio con ospiti Cesare Gerolimetto e pieroad
Pubblicato il 16-11-2025
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Nella penombra calda e tra i profumi intensi della barricaia delle Distillerie Poli, a Schiavon, venerdì 14 novembre un uditorio di trecento persone ha incontrato due uomini che il mondo lo hanno non solo girato, ma letteralmente attraversato, a cinquant’anni di distanza l’uno dall’altro.
L’occasione è stata la sesta edizione di “Spirito d’Impresa”, l’incontro annuale che Poli Distillerie dedica, dal 2019, allo stesso slancio di avventura che cinquecento anni fa mosse Ferdinando Magellano e con lui il vicentino Antonio Pigafetta verso la prima circumnavigazione del globo. Un evento gratuito, aperto al pubblico, inserito nella XXIV Settimana della Cultura d’Impresa di Museimpresa e Confindustria nazionale, che quest’anno ha posto al centro due viaggiatori vicentini accomunati dalla stessa, ostinata voglia di partire: Cesare Gerolimetto e Nicolò Guarrera, in arte pieroad.
Cesare Gerolimetto e pieroad (Nicolò Guarrera) con Jacopo Poli, alle Distillerie Poli di Schiavon
A introdurre la serata è stata Laura Dalla Vecchia, presidente onorario di Confindustria Vicenza, ricordando come l’esperienza di Pigafetta sia “un messaggio che guarda al passato ma parla al futuro”, un invito a coltivare quello spirito esplorativo che ancora oggi – nelle imprese, nel lavoro, nella vita – continua a muovere le persone. E il suo messaggio ha preso forma nelle parole di Cesare Gerolimetto, viaggiatore e fotografo bassanese, di Rosà, 87 anni, sguardo lucidissimo e una memoria impeccabile, nell’offrire didascalie e aneddoti riguardanti la sua grande avventura. Nel 1976 partì da Vicenza a bordo del camion “Antonio Pigafetta” per compiere il giro dei cinque continenti: due anni e sette mesi di viaggio, 184mila chilometri, un’Italia lontana e irraggiungibile se non a mezzo lettera e corrispondenze di fortuna, quando ancora non esistevano la rete, i cellulari, le mappe digitali.
Un’impresa entrata nel Guinness dei primati, e oggi una testimonianza preziosa di un’epoca vicina ma lontana in cui la meraviglia e la scoperta erano ancora possibili, non minate dai progressi velocissimi della tecnologia, e di tanti paesaggi che non esistono più. I mezzi con cui Gerolimetto ha attraversato continenti e deserti fin da giovane – perché «l’importante è partire» – sono ora custoditi al Museo dell’Automobile di Romano d’Ezzelino, monumenti a una curiosità che non si è mai spenta.
Se Gerolimetto ha mostrato con una carrellata di incantevoli e suggestive immagini rare il mondo di ieri, Nicolò Guarrera ha portato sul palco nei suoi racconti quello odierno: rientrato a Malo il 13 settembre 2025, dopo cinque anni trascorsi a camminare per il pianeta insieme al suo inseparabile carretto “Ezio”, Guarrera ha percorso 36mila chilometri in solitaria, sostenuto da incontri reali con abitanti di tante terre e dalla presenza costante della sua community da quasi mezzo milione di follower. Un’avventura umana prima ancora che geografica, fatta di incroci casuali, ospitalità inattese, ma anche di accoglienza della solitudine e della nostalgia di casa. Il suo viaggio è stato guidato anche da piccoli rituali, degli “aggregatori”, li ha definiti, che sono diventati compagni di viaggio: sopra a tutto i tè, il mate, il chai, il matcha… e rientrato in Italia naturalmente un sorso di grappa, simbolo di appartenenza e radici che si portano con sé anche quando il mondo sembra impossibile da abbracciare tutto intero. L’India, il luogo che l’ha messo più alla prova.
A condurre la serata è stato Jacopo Poli, moderatore e padrone di casa, che al termine dell’incontro ha offerto al pubblico un’ultima riflessione: «Forse la verità è che ogni vita, qualunque vita, è un’impresa eroica. E che la sfida più grande consiste nel trovare lo straordinario nel nostro ordinario: nell’andare in ufficio ogni giorno, nel servire una pizza, nel rifare un letto, nel varcare la soglia di casa, dando a tutto questo una direzione, un senso. Il senso che, con le nostre azioni, vogliamo dare alla nostra vita». Una chiusura che ha ricondotto ciascuno dei presenti alla propria personale rotta, ricordando che il viaggio non è solo movimento, ma scelta, visione, prospettiva.
Come dimostrato dalle parole di Gerolimetto e pieroad (il nome per un gioco di parole, tra pie’, piero, road…) la vita è un viaggio continuo e ognuno di noi è, in fondo, un territorio sempre da esplorare.
Dopo l’applauso finale, un brindisi ha suggellato lo spirito dell’incontro: unire passato e futuro, impresa e avventura, in un unico, condiviso desiderio di partire.
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