Pubblicità

Rinascimento in bianco e nero

Pubblicità

Rinascimento in bianco e nero

Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

Attualità

Alla ricerca della dignità perduta

In Piazza Libertà l'appuntamento bassanese di “Se non ora, quando?”, la giornata di mobilitazione nazionale per la dignità delle donne. La gente si riappropria della piazza per un moto di civile indignazione

Pubblicato il 13-02-2011
Visto 3.895 volte

Pubblicità

Rinascimento in bianco e nero

Suona un fischietto: è il segnale convenzionato. Segue un minuto di generale silenzio.
Poi la speaker, al microfono, intona la frase “Se non ora, quando?” e tutti rispondono “Adesso!”.
E' il momento clou di “Se non ora, quando?”, la giornata di mobilitazione popolare che vede anche Piazza Libertà a Bassano tra le oltre 230 piazze italiane coinvolte nella grande kermesse “per la dignità delle donne”, promossa a livello nazionale dal movimento spontaneo dei comitati per alzare la voce e soprattutto la testa contro il “modello Ruby” che sta degradando la vita pubblica, e non solo politica, del Paese.

Uno dei tanti interventi dei partecipanti a "Se non ora, quando?" a Bassano

E' una sorta - anche se sui generis - di “freeze flash mob”: azione collettiva preordinata che si svolge nello stesso momento in più località. Lo stesso minuto di silenzio e le stesse frasi, anche se in momenti diversi, saranno ripetute in tutte le altre piazze italiane coinvolte nell'evento.
Nel gazebo del Comitato Bassanese “Se non ora quando” i partecipanti firmano la petizione a sostegno dell'iniziativa. Gli organizzatori ritagliano dai volantini il logo della manifestazione, che con un po' di nastro adesivo si trasforma in pin da attaccare sulla giacca o sul cappotto. Tutt'attorno è steso un doppio filo da bucato, dove sono appesi dei fogli con pensieri, frasi e aforismi ispirati ai temi della giornata.
Ci sono anche dei fogli A4 con su scritto “cercasi rispetto” e “cercasi dignità”. In molte - e in molti - se li appendono attorno al collo per diffondere il messaggio in modo ancora più evidente.
“In Italia - leggiamo nel volantino della manifestazione - la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.”
“Tante - afferma ancora il manifesto - sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che - va ricordato nel 150esimo dell'unità d'Italia - hanno costruito la nazione democratica.”
“Questa ricca e varia esperienza di vita - è ancora un passo del testo diffuso per l'occasione - è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.”
Per tutta la mattinata, dalle 10.30 fino a circa mezzogiorno, il basamento della colonna col Leone di San Marco diventa un frequentato “speakers' corner”.
Donne e uomini - di diverse età, professione ed estrazione sociale - salgono sul primo gradino del monumento e leggono poesie, brani letterari, riflessioni, testimonianze personali. Un fiume in piena di pensieri che prende spunto dagli scandali dell'“Italia del Rubygate” ma si allarga molto spesso a considerazioni più profonde sui problemi della condizione femminile - dal mondo del lavoro fino all'immagine della donna imposta in televisione - che fanno gridare “basta” a chi ha ancora un briciolo di orgoglio per la dignità di questo Paese.
Gli interventi, sottolineati da frequenti applausi, si susseguono in un clima di civile e partecipata indignazione. Nessun eccesso, nessun incidente e - soprattutto - nessuna bandiera, se non quella tricolore. La manifestazione trasversale doveva essere, e trasversale è stata.
Era da tempo, a Bassano, che la gente comune non parlava apertamente e pubblicamente in strada. E Piazza Libertà, oggi, ha fatto onore al suo nome.

Più visti

1

Politica

27-02-2024

Marinweek

Visto 10.213 volte

2

Attualità

25-02-2024

The Sound of Silence

Visto 10.066 volte

3

Attualità

25-02-2024

Robe di Tappa

Visto 9.993 volte

4

Cronaca

26-02-2024

Centro Schei

Visto 9.860 volte

5

Attualità

29-02-2024

Tar Wash

Visto 9.686 volte

6

Attualità

28-02-2024

L’uovo alla C.U.C.

Visto 9.635 volte

7

Attualità

26-02-2024

Eau de Toilette

Visto 9.559 volte

8

Politica

29-02-2024

Giovine e sbadato

Visto 9.493 volte

9

Politica

28-02-2024

Si Salvini chi può

Visto 9.277 volte

10

Attualità

26-02-2024

DG La7

Visto 9.255 volte

1

Politica

20-02-2024

Sant’Elena

Visto 20.759 volte

2

Politica

10-02-2024

Il grande momento

Visto 13.772 volte

3

Attualità

03-02-2024

Da Bassano con Furore

Visto 12.925 volte

4

Attualità

06-02-2024

Piani Baxi

Visto 11.728 volte

5

Politica

03-02-2024

Campagnolo elettorale

Visto 11.582 volte

6

Politica

04-02-2024

Giunta comunale

Visto 11.468 volte

7

Attualità

07-02-2024

Sarò lapidario

Visto 11.393 volte

8

Attualità

04-02-2024

Vota Antonio, Vota Antonio bis

Visto 11.163 volte

9

Politica

18-02-2024

A Brunei

Visto 10.971 volte

10

Attualità

02-02-2024

Il sig. Francesco

Visto 10.910 volte