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C’è posta per Bassanonet.
Il mittente, questa volta, è il consigliere del direttivo dell'associazione Italia Nostra, sezione di Bassano del Grappa, Mario Baruchello.
E quando mi scrive il dottor Baruchello, c’è da giurare che partono - anche se in modo sottile e garbato - i fuochi d’artificio.
Foto Alessandro Tich
Lo spunto del suo intervento è un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, a firma di Giuseppe Barbera.
Barbera, per definirlo in due parole, è il guru italiano degli alberi.
Sintetico estratto dal suo curriculum: già professore ordinario di Colture arboree all’Università di Palermo, curatore per il FAI di giardini di importanza storica, membro del consiglio scientifico dell’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale e dell’Associazione Italiana Parchi e Giardini, socio emerito dell’Accademia nazionale di Scienze Forestali.
Tra i suoi libri, “Abbracciare gli alberi” (2017) è il manifesto del suo pensiero che ci sprona a guardare gli alberi con occhi nuovi.
Nell’articolo citato, intitolato “Piantare un albero per non dimenticare”, il professor Barbera affronta il tema del particolare rapporto tra gli alberi e la memoria storica.
E pone ad esempio, significativamente, i lecci del viale dei Martiri di Bassano del Grappa, testimonianza arborea della ferocia umana.
È il motivo che ha spinto il consigliere Baruchello a scrivermi le sue note.
Nelle quali, partendo dalla memoria di viale dei Martiri che a suo dire “dovrebbe essere oggetto ogni anno di un ricordo di grande significato etico e non oggetto di contese da parte di persone ed amministratori cui manca la voglia di rivedere e rivivere la propria storia per tramandarla alle giovani generazioni”, punta anche il dito - nelle righe e tra le righe - su altri problematici aspetti dell’amministrazione e dell’attualità cittadina.
In realtà, con la sua comunicazione il dottor Baruchello mi ha “fregato”.
Nel senso che invece di intitolare la sua mail “comunicato stampa” oppure “lettera al direttore” o cose del genere, l’ha intitolata “Spunto per Tuo commento”.
Ovvero un gentile ma indeclinabile invito a dire la mia sulle parole da lui espresse.
Sto scherzando, ovviamente: lo faccio molto volentieri.
SPUNTO PER UN COMMENTO
Caro Alessandro
sono stato colpito dalle ultime righe dell'articolo “Piantare un albero per non dimenticare” di Giuseppe Barbera ne “Il Sole 24 Ore” di domenica 3 settembre ’23, pag XVIII.
Su Viale dei Martiri hai scritto pagine di storia civica che sono a disposizione di ogni buon cittadino che volesse attingere al tuo Archivio di Bassanonet.it.
L'esempio dei lecci dedicati ai 31 singoli giovani partigiani trucidati dai nazi-fascisti in questo articolo viene elevato alla rilevanza nazionale come merita.
Dovrebbe essere oggetto ogni anno di un ricordo di grande significato etico e non oggetto di contese da parte di persone ed amministratori cui manca la voglia di rivedere e rivivere la propria storia per tramandarla alle giovani generazioni.
Ogni albero dovrebbe essere adottato da una classe, supportando i discendenti dei martiri.
Ma politici impegnati a mettere cubi di vetro nel più bel balcone cittadino, ascensori vicino alla salita delle vittime dell'odio e della persecuzione, ristoranti sopra le ex Scuole Mazzini non sembra possano essere della partita.
Più volte abbiamo piantato alberi come Italia Nostra in Giardino Parolini, e nelle scuole come Rotary (ultima la Bellavitis) e mai si voleva che fossero formule trite e ritrite a sottolinearne il valore che trascende tempi e generazioni.
Ma ci vuole cura e affido ai giovani virgulti altrimenti si finisce come l'area davanti a Palazzo Sturm violentata dai cani e dai loro padroni o alle strumentalizzazioni come il turpe mercato delle migliaia di alberi promessi a compensazione di ogni distruzione del territorio (ultima l'area di San Lazzaro).
Arbor aere perennius ...parafrasando Orazio.
Mario Baruchello
COMMENTO DEL DIRETTORE DI BASSANONET.IT
Caro Mario
Ti ringrazio per il tuo spunto di riflessione, come sempre molto arguto.
Anch’io ti do del tu come tu lo dai a me. Non lo si dovrebbe mai fare in un testo giornalistico ma noi ci conosciamo da tanti anni e i nostri lettori ci concederanno, eccezionalmente, questo spirito di “confidenza”.
Iniziamo intanto con alcune questioni di attualità e poi arriverò ai lecci del viale.
Non so se lo hai fatto apposta, ma nell’elencare alcune discutibili (= meritorie di discussione) scelte dell’amministrazione comunale hai scelto proprio alcuni interventi che non vedranno la luce o la vedranno, eventualmente, in tempi più lunghi e a costi più alti.
Il cubo di vetro all’esterno del Caffè Italia “nel più bel balcone cittadino” non esiste più. Annunciato, pompato a palla e poi eliminato dal progetto di ampliamento del locale, causa ulteriori e ancora più costose modifiche richieste dalla Soprintendenza.
Il locale di ristorazione sopra la ex Scuola Mazzini, inserito nel “concept” progettuale delle due società consulenti per lo studio di fattibilità del Polo Urbano dell’Innovazione, potrebbe ormai intitolarsi “Ristorante Chimera”. Desaparecido, come la stessa ex Scuola Mazzini di cui non si conosce ancora il destino e per il cui futuro il sindaco ha annunciato incredibilmente un nuovo studio di fattibilità.
L’ascensore vicino alla salita delle vittime eccetera, vale a dire in viale dei Martiri, rimane invece un grosso punto di domanda.
Come ho rivelato qualche giorno fa, l’appalto dei lavori è stato affidato ma il cantiere non può ancora partire, causa l’aumento dei prezzi delle materie di costruzione che ha imposto una pausa di riflessione (chiamiamola così) per rivedere i costi e di conseguenza anche il progetto esecutivo.
E per quanto riguarda, infine, il mercato delle “migliaia di alberi promessi a compensazione di ogni distruzione del territorio”, riferito in particolare all’area Pengo a San Lazzaro, sappiamo tutti come è andata a finire.
L’amministrazione Pavan è in forte debito di risultati, rispetto ai progetti annunciati nel corso del suo mandato.
Sarà per questo che la riapertura parziale del Ponte Nuovo ai soli veicoli motorizzati, a una sola corsia e a senso unico, è stata raccontata come la meraviglia del secolo e come tale è stata applaudita dai sostenitori social del sindaco.
Ma veniamo al dunque.
Riguardo ai lecci e alla memoria storica, parto da un concetto per me non negoziabile: viale dei Martiri è un altare urbano. Inviolabile nello spirito.
Per questo, come cittadino, vedo con sfavore qualsiasi intervento che ne possa alterare la sacralità, sia esso un ascensore inclinato o qualsiasi altra cosa.
Il problema è che se lo affermo pubblicamente, come in questo caso, potrei essere tacciato di partigianeria nel senso letterale del termine.
È il destino delle questioni legate ai fatti accaduti nella Guerra di Liberazione.
Preferisco chiamarla così, piuttosto che Resistenza. Quella grazie alla quale tu hai potuto liberamente esprimere le tue considerazioni e io posso liberamente commentarle.
Ma non tutti, su questa cosa, concordano.
Anche l’imminente commemorazione dell’eccidio del 26 settembre in viale dei Martiri a Bassano, per quanto meno divisiva del 25 aprile, è minacciata dalle frange della controcorrente del revisionismo storico, quella che riscrive la sceneggiatura del film con i buoni e i cattivi.
Per cui se io scrivo che il viale dei Martiri non si tocca, non vengo percepito come una voce critica della città ma finisco automaticamente nella lista dei filo-partigiani di sinistra, presunto sostenitore ideologico di una resistenza armata appartenente a un’epoca precedente alla mia nascita.
E non so davvero come potrebbe essere applicato nel concreto, ma il tuo appello a sensibilizzare le nuove generazioni o i “giovani virgulti” come li chiami tu, adottando in classe un leccio del viale e affidandone la cura, è senz’altro una interessante proposta affinché la memoria, quando loro saranno adulti e gli anni ’40 del secolo scorso ancora più lontani, non si trasformi in indifferenza e quindi in oblio.
Fine del mio pro memoria.
A proposito. In una tua seconda mail mi hai riportato la battuta di un altro notissimo esponente di Italia Nostra Bassano che ha sollecitato anch’egli il mio commento con le seguenti parole: “confido che A. Tich lo possa pubblicare in occasione del 26 settembre! Magari si potrebbe chiedere per provocazione un bosco urbano al posto del buco di Santa Chiara …. Visto che non ci sono idee chiare!".
Certo che voi di Italia Nostra siete sempre sul pezzo.
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