Il Danieli vince a Roma: Bassano festeggia la doppietta agli RBS Awards
Lo storico locale di piazza Garibaldi conquista il “Best Caffè & Bar Storici”. Elisa Favaron, bar manager del Cucù, è la miglior bartender italiana
Tre candidature complessive per il gruppo bassanese, due premi.
Un risultato che porta Bassano del Grappa sul palcoscenico nazionale della bar industry.
Arrivare tra i tre finalisti era già considerato un traguardo importante. In finale, insieme al locale bassanese, c'erano altre due realtà storiche molto importanti del panorama italiano, Bar Bareta e Caffè Concerto Paszkowski. Ed è qui che la vittoria prende ancora più valore.
«Eravamo già felicissimi di essere arrivati tra i tre finalisti. Guardando gli altri locali, con storie importanti alle spalle, sinceramente non pensavamo di poter vincere», racconta Edoardo Miotti. «Quando hanno pronunciato il nome del Danieli è stato uno sbigottimento totale, seguito da un'esplosione di gioia insieme a tutti i ragazzi del nostro gruppo presenti a Roma».
Un premio che arriva per un locale con oltre un secolo di storia alle spalle, gestito dalla famiglia Miotti dal 1962, oggi alla terza generazione. Al banco del Danieli si sono succeduti infatti i nonni Leone e Teresa, i genitori Achille e Susanna e, oggi, i fratelli Leone ed Edoardo Miotti.
Il Danieli, nel corso della sua lunga storia, ha cambiato più volte volto, fino ad arrivare alla formula attuale di all day long bar, con caffetteria, bar e cucina capaci di accompagnare il cliente durante l'intera giornata.
Una trasformazione che non ha significato mettere da parte le proprie origini.
«Essere un locale storico non significa rimanere fermi», spiegano. «Il Danieli ha una storia importante, ma negli anni abbiamo cercato di accompagnarla verso una proposta contemporanea, senza perdere la nostra identità. È un equilibrio che richiede tempo, lavoro e attenzione».
Un percorso che ha avuto un passaggio significativo anche nel 2013, quando il Danieli ha scelto di strutturare maggiormente la propria proposta gastronomica, andando oltre il tradizionale concetto di bar e ampliando le occasioni di consumo nell'arco della giornata.
«La sfida, allora come oggi, è quella di rinnovarsi senza perdere riconoscibilità e il legame con la tradizione a cui siamo molto legati», sottolinea Leone Miotti.
Ma dietro questa evoluzione c'è soprattutto il lavoro di una squadra. Quella del Danieli è una proposta costruita quotidianamente da persone che condividono la stessa attenzione per il locale, per il servizio e per la qualità.
«Quello che ci rende più orgogliosi è vedere quanto tutta la squadra si dedichi al Danieli», sottolinea Leone. «Ognuno, nel proprio ruolo, mette passione, attenzione e voglia di migliorarsi. Cerchiamo continuamente di alzare il livello della proposta, di curare i dettagli e di fare in modo che chi entra al Danieli trovi sempre qualcosa in più. Questo premio è anche il riconoscimento del lavoro di tutte queste persone».
La serata romana ha regalato però alla famiglia Miotti un'altra grande soddisfazione.
Elisa Favaron, bar manager del Cucù, era tra le tre finaliste nella categoria dedicata ai bartender italiani. Alla fine è stato il suo nome a essere proclamato vincitore.
Per Elisa, però, il riconoscimento non è soltanto un risultato personale. Nelle sue parole c'è soprattutto la dimensione umana di un traguardo costruito giorno dopo giorno insieme alle persone che lavorano con lei.
«Un sentito ringraziamento al Roma Bar Show per questa sesta edizione così speciale per la nostra azienda, segnata da due riconoscimenti significativi. Un momento che sembrava eterno fino all’istante della proclamazione. Un misto tra mille emozioni, curiosità e sana tensione».
Poi il pensiero va agli abbracci, ai sorrisi e alle persone che hanno condiviso quel momento.
«Quello che mi ha riempito di più il cuore è stato tutto l’affetto ricevuto prima, durante e dopo l’annuncio. Sul palco con noi sono venuti tutti quegli abbracci e sorrisi ricevuti, l’immagine dell’impegno che ogni giorno mettiamo nel nostro lavoro, la voglia di farcela, la voglia di migliorare ogni giorno senza fermarsi. Perché salire sul podio è bello solo quando c’è tutto questo».
Per Edoardo Miotti, il significato della doppia vittoria va oltre i confini delle singole attività.
«Eravamo presenti con tre candidature e abbiamo portato a casa due premi. Per una realtà come Bassano significa dimostrare che anche dalla provincia si può competere a livello nazionale».
È un aspetto al quale la famiglia tiene particolarmente. Il risultato del Danieli e quello di Elisa Favaron si inseriscono infatti in una città che negli ultimi anni ha visto crescere e differenziare la propria offerta nel settore dell'ospitalità. «Pensiamo che avere locali validi intorno sia un'opportunità, non un problema», racconta Leone. «Ogni locale può avere la propria identità e rivolgersi a momenti diversi della giornata e a clienti diversi. Se tutti lavorano bene e alzano il livello, alla fine ne beneficia tutta Bassano».
Una filosofia sintetizzata da una frase che il padre Achille ripete da sempre: «Più luce c'è, meglio è».
Dietro il premio del Danieli c'è dunque anche una storia familiare.
Quella di tre generazioni che hanno attraversato epoche diverse della città, accompagnando il locale nei suoi cambiamenti.
«Il primo pensiero va a chi è venuto prima di noi», raccontano Edoardo e Leone. «Senza i nostri nonni, i nostri genitori e tutte le persone che hanno lavorato in questi anni, oggi non saremmo qui. Io e mio fratello abbiamo avuto la responsabilità e la fortuna di raccogliere questa storia e provare a portarla avanti».
È una continuità che non significa ripetere ciò che è stato, ma provare ogni volta a trovare una forma nuova per una storia che continua.
Dopo la festa, gli abbracci e una notte trascorsa a celebrare il doppio riconoscimento, resta la quotidianità.
«Siamo praticamente senza voce perché abbiamo festeggiato fino a tardi», raccontano. «Ma adesso torniamo al lavoro con tantissima benzina».
Ed è proprio qui che il cerchio si chiude.
Roma ha rappresentato il palcoscenico, ma il luogo in cui tutto questo lavoro continua a prendere forma è Bassano.
E forse non c’è frase migliore, una vera e propria dichiarazione d’amore per la propria terra, per racchiudere il senso di questa avventura: «Bassano non è soltanto il luogo in cui lavoriamo; è la nostra città, il posto dove tutto è iniziato e dove batte il nostro cuore», raccontano i fratelli Miotti.
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