La ceramica fa squadra: 999 ciotole e un pulmino per la comunità di Nove
La Festa della Ceramica – Portoni Aperti torna per la sua 29ª edizione. L’evento valorizza quattro secoli di storia artigiana e raccoglie 25 mila euro per il trasporto di anziani e disabili
Saranno oltre 100 gli espositori presenti. Un risultato che il sindaco Luca Rebellato legge come un segnale importante per una Festa che torna a esercitare il proprio richiamo. «Stiamo tornando verso quelli che erano gli anni migliori della Festa», ha osservato il primo cittadino, evidenziando come la ripresa non riguardi soltanto la produzione commerciale ma valorizzi soprattutto l'eccellenza artistica e artigianale. «Nove ha oltre quattro secoli di storia e di identità legata alla ceramica. Oggi vediamo che l'artigianato e l'arte stanno tornando a correre alla grande, e questo dimostra che la nostra tradizione non è solo memoria, ma un motore vivo per il futuro».
Il vicesindaco Remo Zaminato, delegato alla manifestazione, fotografa il cambio di passo con un sorriso: «Gli altri anni dovevamo quasi andarli a chiamare a casa gli espositori. Quest’anno, invece, sono arrivati tutti da soli, tanto che abbiamo superato quota cento». Un risultato che, secondo Zaminato, è il frutto del lavoro costruito negli ultimi anni e della partecipazione di «un sacco di volontari che ci credono e vogliono essere partecipi».
Ed è proprio il volontariato a sostenere alcuni dei progetti più significativi della tre giorni. A partire dalle 999 ciotole “Il Cuore di Nove”, realizzate dai tornianti e dagli artisti locali e decorate attraverso momenti collettivi che hanno coinvolto cittadini, appassionati e bambini. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Nove Terra di Ceramica, Sbittarte e nove+, con la cottura affidata a Zanolli Ceramiche Artistiche e Ceramiche Elios.
Le ciotole, abbinate a un piatto di riso, trasformano così la creatività in un aiuto concreto. «Il Cuore di Nove rappresenta bene il contributo sociale che il nostro paese sa dare», ha sottolineato l’assessore al Welfare e alle Politiche Sociali Zeudi Marini, evidenziando il contributo degli artisti, dei tornianti e delle realtà associative.
Il risultato più tangibile di questa rete è il nuovo pulmino attrezzato per il trasporto di anziani, persone con disabilità e cittadini in difficoltà. Il mezzo, acquistato alla fine dello scorso anno in sostituzione del precedente, è costato 31 mila euro ed è già operativo, con una media di circa 12 servizi al giorno tra esigenze sanitarie e sociali.
A renderne possibile l’acquisto sono stati 25 mila euro raccolti attraverso la Festa e le donazioni di una rete di associazioni e gruppi del paese: Circolo 9 Alpini e Donatori APS, CIF – Centro Italiano Femminile, Comitato Festa Capitello Madonna Addolorata, Pro Loco di Nove, Genitori Scuola Materna Danieli di Nove APS e i volontari delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria.
Dalla vendita delle sole ciotole sono arrivati circa 8 mila euro, mentre l’amministrazione comunale ha coperto la quota restante con un contributo di 6 mila euro. Anche per l’edizione 2026 il ricavato delle ciotole sarà destinato a finalità sociali per la comunità.
L’energia della manifestazione passa anche attraverso i giovani. Ragazze e ragazzi tra i 16 e i 29 anni, in gran parte legati alla Consulta dei Giovani, si occuperanno di alcuni servizi fondamentali: infopoint, supporto a espositori e visitatori, servizio biciclette e gestione delle prenotazioni dei pasti.
Il presidente di Nove Terra di Ceramica, Daniele Sartori, ha ribadito con orgoglio il ruolo dell’associazione e il valore della manifestazione: «La Festa è il cuore di Nove», sottolineando la soddisfazione di essere tornati protagonisti nella progettazione e nella realizzazione degli appuntamenti.
Tre giorni nei quali Nove, capitale della ceramica, tornerà a raccontare la propria storia attraverso le botteghe, gli artisti e le nuove generazioni. Ma soprattutto attraverso una comunità che, mettendo insieme energie diverse, ha scelto di fare squadra.
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