Politica

Dagli attacchi al bilancio allo strappo: Giunta fuori dalla maggioranza Finco

La sequenza di episodi dall'ottobre 2024 porta all'esclusione del consigliere. Nessun giudizio sul partito, ma linea dura sui comportamenti

La maggioranza mette il veto politico a Stefano Giunta.
Il consigliere comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia non è più considerato parte del perimetro politico della maggioranza che sostiene il sindaco Nicola Finco.
La maggioranza scarica Stefano Giunta, ma salva l'alleanza con Fratelli d’Italia.
La maggioranza scarica Stefano Giunta, ma salva l'alleanza con Fratelli d’Italia.

A firmare la presa di posizione sono Arianna Lunardon per la Lega, Chiara Tessarollo per Forza Italia, Giulia Bindella per Impegno per Bassano, Luca Faccio per Finco Sindaco e Pietrosante Gianluca per il Gruppo Misto.
È una rottura politica netta in quanto la maggioranza prende le distanze da Giunta, ma evita di dichiarare aperta una crisi con Fratelli d’Italia. Anzi, al partito rinnova la disponibilità al confronto. Resta ora da capire come Fratelli d’Italia reagirà a una decisione che riguarda direttamente il suo capogruppo consiliare.
La decisione, spiegano i cinque capigruppo, non nasce da un singolo voto o da una singola dichiarazione. È il punto di arrivo di una successione di episodi che, secondo la maggioranza, ha progressivamente compromesso il rapporto fiduciario necessario per governare insieme.

La ricostruzione parte dall’ottobre 2024. Giunta aveva sottoscritto un documento nel quale la permanenza di Fratelli d’Italia nella maggioranza veniva collegata alla presenza di Elena Pavan, allora neo iscritta al partito. Mettere in discussione la sua collocazione, secondo il documento richiamato dai capigruppo, avrebbe significato mettere in discussione la stessa presenza di Fratelli d’Italia nella coalizione.

Poi arriva il marzo 2025, con la riorganizzazione della Polizia Locale. Giunta si oppone alla scelta dell’Amministrazione e, secondo la maggioranza, la accompagna con accuse pubbliche di mancato confronto e mancata trasparenza nei confronti del sindaco e della maggioranza.

Il confronto si fa ancora più duro nel gennaio 2026. Giunta chiede pubblicamente le dimissioni o la revoca delle deleghe dell’assessore Alessandro Campagnolo. Una richiesta che, sottolineano i capigruppo, non era stata preventivamente discussa o condivisa nelle sedi politiche di confronto. Le altre componenti della maggioranza esprimono immediatamente una forte opposizione.

Poi c’è il 23 luglio 2026, con il Consiglio comunale. Giunta si astiene sull’assestamento e sulla verifica degli equilibri generali di bilancio. Nella stessa seduta chiede il rinvio della deliberazione relativa all’area di via Pusterla.
Anche questi episodi, presi singolarmente, avrebbero potuto rientrare nella normale dialettica di una coalizione. È la stessa maggioranza a riconoscerlo.

Il salto di livello arriva dopo. Nelle settimane successive, nell’intervista rilasciata al nostro giornale Giunta afferma che Fratelli d’Italia sarebbe stato «tenuto sostanzialmente in un angolo» dagli alleati. E si chiede «se al sindaco Nicola Finco interessasse ancora l’appoggio di Fratelli d’Italia».
Per i capigruppo è questo il passaggio in cui la questione supera la singola scelta amministrativa e investe direttamente il rapporto fiduciario con il sindaco e con le altre forze della coalizione.
Il dissenso, precisano i firmatari, non è il problema. In una coalizione il confronto può essere anche acceso. Nessuno pretende uniformità di pensiero.
A essere contestata è invece la successione di prese di posizione pubbliche che, secondo i capigruppo, ha progressivamente messo in discussione quella corresponsabilità che dovrebbe accompagnare una maggioranza di governo.
Il comunicato affronta poi direttamente una delle contestazioni sollevate da Giunta.
La maggioranza respinge la rappresentazione di Fratelli d’Italia come forza politica sistematicamente esclusa dal confronto.
E ricorda due elementi: Fratelli d’Italia ha un assessore in Giunta comunale e ricopre il ruolo cardine di presidente del Consiglio comunale.
Le riunioni di maggioranza, sostengono i firmatari, si sono svolte con regolarità. Il confronto, sostengono i firmatari, non è mai mancato, anche in presenza di sensibilità differenti.
Numerosi e importanti provvedimenti per la città, aggiungono, sono stati discussi, condivisi e valutati insieme.
Da qui anche il riferimento alle «ricostruzioni e allusioni politiche» che, nelle ultime settimane, avrebbero ulteriormente alimentato il clima di contrapposizione.
La posizione dei capigruppo è chiara: le differenze politiche devono essere affrontate sulla base dei fatti e nelle sedi nelle quali una coalizione costruisce le proprie decisioni.
I capigruppo prendono atto del «venir meno del rapporto fiduciario con il consigliere Stefano Giunta» e, da questo momento, «non è più considerato parte del perimetro politico della maggioranza che sostiene il sindaco Nicola Finco».
Il passaggio successivo chiarisce però la distinzione che la maggioranza intende tracciare: «Non si tratta di una decisione contro Fratelli d’Italia».
La maggioranza separa dunque la posizione politica di Giunta dal rapporto con il partito.
Un rapporto che, nel comunicato, viene rivendicato e difeso. Fratelli d’Italia ha contribuito alla costruzione della coalizione e al risultato elettorale che ha affidato all’Amministrazione Finco la guida della città. La formula scelta è «un confronto serio, leale e costruttivo».
La maggioranza, insomma, chiude una porta a Giunta e ne lascia aperta un’altra a Fratelli d’Italia.
La maggioranza non rivendica di voler dividere il centrodestra. E non attribuisce la decisione all’incapacità di accettare opinioni diverse.
La motivazione dichiarata è un’altra: proteggere «il rapporto di fiducia, la correttezza dei comportamenti e la stabilità» dell’Amministrazione.
Chi governa, sostengono i capigruppo, deve confrontarsi, discutere, trovare mediazioni e poi assumersi insieme la responsabilità delle decisioni.
I firmatari precisano inoltre di non voler alimentare ulteriori polemiche né esprimere giudizi personali su Giunta. Il suo mandato di consigliere comunale viene rispettato, così come la libertà di continuare a esercitarlo.
Ma sul piano politico il dato è tratto. Stefano Giunta è fuori dal perimetro politico della maggioranza. Fratelli d’Italia, invece, resta interlocutore. La maggioranza guidata da Nicola Finco sceglie così di consumare lo strappo senza trasformarlo, almeno nelle intenzioni dichiarate, in una rottura con il partito.
È una distinzione che ora dovrà essere misurata sul piano politico.
Perché una cosa è certa: dopo mesi di contrapposizioni, la maggioranza ha formalizzato una decisione che apre ora un nuovo passaggio politico.
La porta del dialogo, dice la maggioranza, resta aperta. Ora bisognerà capire quanto lo sarà davvero, a quali condizioni e, soprattutto, se Fratelli d’Italia sarà disposto ad accettarle, dopo la decisione di escludere Giunta dal perimetro politico della maggioranza.
La vera partita politica comincia ora.

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