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Laura Vicenzi

Laura Vicenzi
Giornalista
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Il futuro in gioco

Un territorio per capitale e la sua valorizzazione nel Festival Città Impresa

Pubblicato il 25 apr 2010
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Si conclude il Festival Città Impresa, una manifestazione a rete che ha portato sul territorio nei giorni dal 21 al 25 aprile una serie di appuntamenti con grandi ospiti nazionali ed internazionali chiamati a contribuire, con la ricchezza del loro pensiero o le loro performance artistiche, alla costruzione e al confronto sui concreti progetti di sviluppo imprenditoriale e culturale del territorio.
Città Impresa protagoniste del Festival, e simbolo della trasformazione del tessuto economico e sociale del Nordest, sono state Schio, Rovereto, Montebelluna-Asolo, i Comuni del Camposampierese, Vittorio Veneto, e poi Maniago e alcuni Comuni del hinterland friulano. Bassano, pur non facendo parte del pool di luoghi del programma, ha dato il proprio contributo con un convegno in sala Martinovich. E’ stato quindi appena delineato, come candidato a capitale europea della cultura 2019, un territorio che presenta forti e differenti identità, ma che ha in progetto di fare nascere una nuova “città metropolitana”, ed esistono già le linee dell’underground che dovrebbe connettere “stazioni” del territorio con “soste” dedicate alla cultura. L’obiettivo ulteriore è quello di mettere in connessione in un’ottica di progresso l’area delle 3 Venezie (sarebbe di fatto difficile parlare di “Nordest” in un ambito di confronto europeo e mondiale). E’ormai chiaro che i grandi eventi, pur con tutte le difficoltà che incontrano nelle fasi preparatorie, sono diventati i principali motori per accelerare processi già in atto, sia sul piano infrastrutturale che su quello culturale. La scommessa sta nel fatto che le istituzioni, il mondo imprenditoriale, quello culturale e la coscienza dei cittadini, imparino a fare i conti con la nuova dimensione "metropolitana" e ad immaginare nuovi equilibri ambientali e di relazioni umane per il futuro. Ieri ad Asolo in un incontro dedicato a “Il Design a servizio della sostenibilità”, si è avuto un contributo alto al Festival: tra gli altri bellissimi gli interventi di Aldo Cibic, grandissimo designer dai natali scledensi, che ha parlato di progetti che mettono al centro la relazione luoghi e persone, di Medardo Chiapponi, dello IUAV Venezia, che ha ricordato che siamo in un momento storico di grande novità e possibilità, poiché è dall’epoca della rivoluzione industriale che non c’era l’opportunità di creare oggetti nuovi per i quali la sostenibilità dovrebbe tornare ad essere quasi un’aggettivazione prevista a monte; del design manager Bruno Lizotte, che ha portato l’esempio di un gruppo industriale che da trent’anni lavora investendo in sostenibilità e infine di Isao Hosoe, uno dei più famosi designer mondiali, con in curriculum tra l’altro una laurea in ingegneria aerospaziale, che ha incantato tutti con le sue immagini semplici, tratte dall’osservazione della natura, della realtà e del comportamento umano, e che si è lasciato accompagnare per qualche passo nel viaggio che dallo stupore puro dà poi origine all’invenzione, per poi prendere il largo, decollando irraggiungibile, ha consentito a tutti però di intravedere, per qualche attimo, come lavora la mente di uno scienziato.

Isao Hosoe alla Play Factory

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