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La scuola del vino. Mercati, giovani e nuove sfide enologiche
Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Dalla linea Maginot alla banda del buco
Troppi gol subiti in questo avvio di campionato, proprio come all’inizio della scorsa stagione. Confortanti i progressi in fase offensiva, ma l’attacco cambia ancora?
Pubblicato il 19 set 2011
Visto 1.808 volte
Uno, due e quattro. Non stiamo dando i numeri bensì contando i palloni che Vincenzo Grillo ha dovuto raccogliere all’interno della propria porta nelle prime 3 partite di questo campionato. Sette gol subiti nelle prime tre giornate di campionato sono il bilancio, preoccupante, di partite giocate con avversarie che in questo momento stanno benissimo, Lanciano, PergoCrema e Cremonese finora hanno collezionato solo vittorie, ma che con troppa facilità sono arrivate in rete.
Un gol dal Lanciano più per mancanza di esperienza del duo Lorenzini-Scaglia che per merito di una giocata strepitosa della punta Improta. Due gol dal PergoCrema e anche qui la difesa si è trovata in forte imbarazzo nel gol di Guidetti che ha portato in vantaggio la squadra di mister Brini, mentre il rigore commesso da Grillo poteva, forse, essere evitato. Infine ben quattro sono le reti firmate Cremonese che sono così freschi nella memoria che evitiamo di descriverli di nuovo. Troppi per il Bassano, che aveva fatto della compattezza difensiva il suo punto di forza lo scorso campionato. Andando ad analizzare i gol emerge che c’è di tutto: l’inesperienza di Edoardo Lorenzini, la scarsa abitudine, o forse meglio dire attitudine, al ruolo di Christian Lucca, la mancanza di brillantezza di Sandro Porchia che deve ancora rintracciare la condizione migliore dopo i lunghi lavori personalizzati di quest’estate, le assenze di Basso e Ghosheh che hanno privato di esperienza e qualità difensive il pacchetto arretrato, la “strana sbadataggine” di Riccardo Bonetto nel match dello “Zini”. L’altra grossa componente vede coinvolto un centrocampo che in pratica ha spalancato i portoni del paradiso alle azioni d’attacco degli avversari proteggendo pochissimo proprio la tanto bistrattata difesa. Di sicuro il Soccer Team è apparso più equilibrato con la Cremonese e dunque la strada intrapresa dal tecnico giallorosso è quella che potrebbe dare più soddisfazioni ma, dulcis in fundo, in questo momento incide anche una condizione atletica che al momento non appare supportare al meglio i ragazzi di Jaconi. Mateos e Drudi, tanto per citarne un paio, nella ripresa di Cremona boccheggiavano pesantemente. Detto questo, oltre a ricordare le analogie con le reti subite in maniera sciagurata all’alba della scorsa stagione, restiamo convinti che non passerà poi così tanto tempo prima che la situazione si assesti: la cucagna per gli attacchi avversari è destinata a durare poco.
Bonetto in ginocchio. In difficoltà in difesa a Cremona, migliore in campo con il Lanciano a centrocampo. Per lui un futuro in attacco? (foto Roberto Bosca)
In vista del Latina. Nella plancia dello “Zini” Stefano Braghin diceva una cosa interessante: “Ho visto dei miglioramenti, ora non conta parlare ma lavorare ripartendo da quanto di buono abbiamo fatto vedere oggi”. In pratica da un maggior presidio del centrocampo, schierato a rombo, utile sia in fase di contenimento che nell’impostare azioni d’attacco, da un atteggiamento, come sottolineato dallo stesso mister, più cazzuto e battagliero e, perché no, dalla conferma di Guerrino Gasparello come partner d’attacco di Longobardi. Il Gaspa ha dimostrato di stare piuttosto bene in allenamento e si è confermato in partita, utile sia come finalizzatore che come lavoro sporco e scambi nello stretto. A meno che, con il quasi certo recupero di Ghosheh, il mister non opti per un tridente puro per impiegare Bonetto più avanti. A quel punto gli esclusi sarebbero proprio Gasparello e Drudi, altro elemento che meriterebbe una riconferma, anche per vedere cosa può effettivamente dare alla squadra. In compenso potrebbe tornare in auge l’alternativa Iocolano che si sta allenando bene e parso finalmente prossimo ai livelli di due anni fa, soprattutto se Guariniello non dovesse recuperare dalla botta infertagli da Pestrin.
Ancora Braghin. “Ho visto una squadra che lotterà senza dubbio per il vertice. Una squadra forte in tutti i reparti e con un attacco fortissimo. Voglio vedere alla fine quanti saranno in grado di batterla”. Non usa certo giri di parole Stefano Braghin per riconoscere i meriti dei grigiorossi di Cremona. E di conseguenza il rammarico di una situazione non positiva, tre sconfitte consecutive e zero punti assieme al Prato, non può derivare dall’ultima partita: “Il nostro rammarico – continua il dg – è non aver raccolto quanto si avrebbe potuto contro avversari alla nostra altezza come Lanciano e PergoCrema, anche se tutte e due stanno vivendo un periodo particolarmente brillante. Voglio comunque sottolineare i progressi che ci sono stati in particolare in attacco dove siamo stati più pericolosi. Mentre dispiace per alcune ingenuità ed, in particolare, sulla non corretta lettura della partita dopo il nostro 3 a 2. Lì dovevamo aspettare, tenere la gara in bilico e provare a sfruttare l’episodio giusto. Invece ci siamo fatti beffare in contropiede”.
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