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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Il primo passaggio per un grande futuro
Meglio i giallorossi ma vince l’Alessandria. Celebrazione per la salvezza e un nodo alla gola: La Grotteria finisce qui. Si pensa già alla prossima stagione
Pubblicato il 15 mag 2011
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BASSANO - ALESSANDRIA 0-1
Bassano Virtus (4-3-1-2): Grillo 6,5; Lorenzini 6,5, Porchia 6,5, Basso 6, Ghosheh 7 (st 36’ Iocolano sv); Mateos 6,5, Caciagli 6, Beccia 6,5 (st 27’ Rodriguez sv), Niada 7 (st 13’ Venitucci 6,5); La Grotteria 6,5, Longobardi 6,5.
Giù il cappello e tutti in piedi. Lascia l'immenso La Grotteria (foto Bosca)
A disp.: Grosso, Baido, Madiotto, Zamuner. All.: Jaconi 6,5.
Alessandria (4-4-2): Servili 7; Pulcino 6,5, Ghinassi 6,5, Cammaroto 6,5, Barbagli 6; Croce ,5 (st 44’ Ciancio sv), Dalmonte 6,5, Segarelli 6, Bondi 6 (st 23’ Negrini sv); Artico 6, Martini 6 (st 36’ Cuneaz sv).
A disp.: De Marco, Menassi, Marchesetti, , Scappini. All.: Sarri 6,5.
ARBITRO: Bellutti di Trento 6,5.
RETI:
NOTE: spettatori 900.
Ammoniti:
Espulsi: -.
Angoli: 6-2
Recupero: pt 1’; st. 4’.
È il giorno delle celebrazioni, il giorno della festa per una salvezza conquistata in carrozza, facendosi spallucce degli sfavori del pronostico. È questo il Bassano Virtus targato Osvaldo Jaconi-Stefano Braghin, la squadra di giallorosso vestita più caratterialmente cazzuta mai esistita. Ma è anche il giorno dell’addio al calcio del protagonista più grande, forse il simbolo, della straordinaria cavalcata del Soccer Team in Prima Divisione: Christian La Grotteria. Dopo tre mesi di ininterrotta siccità anche il cielo ha ritenuto doveroso esprimere il proprio dissenso per la decisione del Gaucho di appendere le scarpe al chiodo “piangendo” per un giorno e mezzo ininterrottamente. È invece tutto terreno lo striscione appeso dietro la porta est che recita “un abbraccio a La Grotteria campione di classe, cuore e fantasia”. Alla festa manca il principino di casa, Michele Pellizzer, appiedato dal Giudice Sportivo e appetito da numerosi club di categoria superiore. Per lui le trattative inizieranno a breve ma il Soccer Team non è costretto a vendere nessuno, al contrario di molte società che si trovano con l’acqua alla gola, e da cui è più facile ottenere sconti importanti, e non si schioderà dalla congrua richiesta di mezzo milione per la comproprietà. Ma è il momento di santificare quello che Stefano Braghin definisce “lo scudetto del Bassano” e non c’è nulla che può offuscare l’Impresa. La presenza in tribuna di patròn Renzo Rosso è indicativa di quanto ai piani alti di via Piave fosse atteso questo risultato, anche se la fiammella della speranza di acciuffare il settimo posto buono per partecipare alla prossima Tim Cup, meglio nota come Coppa Italia, non si era mai spenta del tutto. Ma, probabilmente, meglio loro che chiunque altro son consapevoli di che genere di miracolo si è resa protagonista questa squadra. Un gruppo di calciatori per i quali alla voce “costo del cartellino” si può contemplare un bello zero, un gruppo di uomini che per raggiungere 42 punti e lasciarsi alla spalle ben sette squadre ha dovuto mettere in campo il 110% delle energie fisiche e nervose per i nove mesi di campionato. Uno sforzo che si è pagato negli ultimi due mesi quando i ragazzi di Jaconi hanno raschiato, avendo a che fare anche con un calendario difficilissimo, ben oltre al fondo del famoso barile. Lo stesso mister a fine gara, con il sorriso sulla labbra ha espresso il seguente concetto: “Il fondo del nostro barile è praticamente trasparente, è rimasta solo una pellicola finissima. Quello che è stato fatto da questi ragazzi va ben oltre le nostre reali possibilità. Ciò significa che è inverosimile che molti di loro possano riuscire ad esprimersi su questi livelli anche l’anno venturo”. E qui entra in campo il mercato e i rinforzi che Braghin saprà/potrà mettere a disposizione del suo allenatore. Solo così si riuscirà a mettere in cassaforte un bis così importante come questa salvezza. Ma l’aspetto fondamentale, sul quale innestare il progetto Bassano è il seguente: un gruppo vero, una mentalità operaia e vincente, uno spirito guerriero e mai domo. Un qualcosa che fa la differenza e che, cosa più importante, gli avversari del Soccer Team non potranno mai acquistare, in nessun mercato. Innesti di qualità e un gruppo coeso come la roccia dove far maturare giovani di grande prospettiva. La strada è tracciata. Continua Jaconi: “Ci serve qualità, è lì che dovremmo aggiustare il tiro. Senza sarebbe impossibile salvarci anche l’anno venturo. Abbiamo le idee chiare e provvederemo”.
La partita. Il “Mercante” cade dopo oltre sette mesi (ultimo blitz a Bassano del Grappa è stato ad opera della capolista Gubbio). Ma il campo dice che sono i giallorossi a strameritare, con una serie infinita di palle gol, il successo. Sebbene senza l’assillo dei tre punti Bassano e Alessandria danno vita ad un match che è tutt’altro che un’amichevole. Mentre la formazione grigia è combattuta tra il consolidamento del terzo posto, utile in chiave playoff, e la preoccupazione di non ricorrere in disdicevoli infortuni, il Soccer Team vagheggia l’impresa sospinto dall’indomabile desiderio di rendere onore al suo immenso trascinatore, Christian La Grotteria. Il risultato è una gara molto piacevole, caratterizzata da diverse occasioni da gol da una parte e dall’altra. Si vede lontano un miglio che i giallorossi possono finalmente scendere in campo con la matematica salvezza in tasca. Ma chi pensa ad una squadra remissiva non ha capito niente, al contrario privati del peso dei punti, i portabandiera bassanesi si disimpegnano in scioltezza e attaccando con un numero maggiore di uomini. Emblematica al 28’ la penetrazione centrale di Caciagli, uno-due con La Grotteria, fermata al limite dell’area con le cattive da Damonte, la palla giunge a Mateos che la mette in mezzo dove Beccia conclude di prima chiamando Servili al miracolo. Ma non è finita visto che sempre Beccia ha sui piedi il tap-in con la porta spalancata, il suo tiro è fuori misura ma si tramuta in assist per Caciagli, lesto a ribadire sul palo. In realtà il regista pisano viene pescato in fuorigioco ma l’azione è troppo tambureggiante e bella per essere descritta solo per metà. Rileggendo l’azione appena descritta un attento lettore coglierà un altro aspetto di straordinaria importanza da sottolineare: i protagonisti sono proprio quei centrocampisti dai quali Jaconi si aspetterà il salto di qualità in zona gol e di assistenza alle punte. E non si tratta di una situazione estemporanea visto che il duo Mateos-Beccia si ripropone con grande pericolosità in avanti anche al 40’. Sorniona sorniona sarà invece l’Alessandria a passare in vantaggio al 7’ della ripresa quando Basso viene tradito dal terreno(e forse spinto), perde palla a favore di Croce che si presenta davanti a Grillo per poi realizzare una rete, gran tiro a giro, di pregevolissima fattura. Un’ingiustizia per quanto visto in campo fino a quel momento, una situazione di risultato che porterà il Soccer Team ad alzare ulteriormente il proprio baricentro, condurre le danze con grande capacità rinfocolato dagli ingressi di Venitucci e Rodriguez per Niada e Beccia. Purtroppo la concretezza non è quella del periodo d’oro gennaio-febbraio ma l’onore, quello si, è salvo.
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