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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Il Bassano si arrende allo Spezia
Giallorossi ridotti in 9 pagano la forza dello Spezia, un calo fisico e un direttore di gara troppo “casalingo”. Salvezza comunque più vicina
Pubblicato il 23 apr 2011
Visto 2.118 volte
SPEZIA - BASSANO 1-0
Spezia 1906 (4-4-2): Conti sv; Bianchi 6,5, Comazzi 7, Buscaroli 7, Pedrelli 6,5; Basso 6,5 (st 23’ Padoin 6), Buzzegoli 7, Marchini 7,5, Herzan x; Chianese 7 (st 39’ Casoli x), Cesarin 8 (st 23’ Musetti 5,5).
Marcelo Mateos, 29 anni. La sua espulsione ha privato i compagni del principale condottiero di tante rimonte
A disp.: Fiorillo, Musto, Loussaief, Ferrarese. All.: D’Adderio 7.
Bassano Virtus (4-3-1-2): Grillo 6; Basso 6, Pellizzer 6-, Porchia 6-, Ghosheh 6; Mateos 6,5, Caciagli 6,5, Lorenzini 5,5; Venitucci 5, (st 39’ Beccia sv); Guariniello 6 (st 6’ Veronese 5), Longobardi 6.
A disp.: Grosso, Zamuner, Vigo, Lazzarotto, Madiotto. All.: Jaconi 6.
ARBITRO: Sguizzato di Verona.
RETI: pt 14’ Cesarin (S)
NOTE: spettatori 2000.
Ammoniti: Pellizzer, Mateos, Porchia, Marchini
Espulsi: -.
Angoli: 2-1
Recupero: pt 1’; st. 4’.
La Spezia. E il Soccer Team ci lascia le penne anche se la sconfitta del Pavia, che avvicina i giallorossi al traguardo salvezza, rende il boccone decisamente meno amaro. Onore alla prestazione della vita squadernata dallo Spezia. Ma diventa impossibile non sottolineare le zavorre che il Soccer Team ha dovuto trascinarsi appresso. Innanzitutto una condizione atletica che fisiologicamente non può essere più quella dei mesi scorsi. Poi nell’ordine: l’assenza di pendine importanti come La Grotteria e Rodriguez (forfait che risultano ancor più decisivi vista la ristrettezza della rosa voluta da Jaconi), l’impossibilità di cambiare la gara in corso con degli innesti all’altezza dei titolari, il secondo giallo a Mateos al 38’ della prima frazione di gara, l’infortunio di Guariniello al 5’ della ripresa (frattura ad una mano per lui), il rosso diretto a Veronese al tramonto del match e, in generale, un arbitraggio fin troppo casalingo (fatto talmente evidente da essere ammesso persino dagli addetti ai lavori spezzini). La formazione bianconera, atleticamente più fresca dei giallorossi e scesa in campo per giocarsi la propria personalissima ultima spiaggia (prima del match si trovava a due soli punti dai playout) va in vantaggio al 14’complice un intuizione del giovane Cesarini, classe ’89 e spezzino doc e vicinissimo al Soccer Team nel mercato di gennaio, che è abile a stoppare un lancio in verticale spalle alla porta, Basso gli si scaraventa addosso ma la punta beffa sia il capitano che Pellizzer, si gira e insacca. E il Soccer Team? È lì con le unghie e con i denti aggrappato alla possibilità di recuperare il risultato. Con sforzo indicibile e incrollabile perseveranza si avvicina a piccoli sporadici passi verso la porta difesa da Conti alla ricerca della palla da fermo o della mischia giusta per mettere a segno la zampata decisiva. Ma l’inferiorità numerica e le suddette zavorre sono fin troppo pesanti. Anche per questo fiero Bassano Virtus.
Le scelte. Stavolta Jaconi ha potuto ben poco in fatto di scelte. Con La Grotteria e Rodriguez inutilizzabili, l’unico piccolo dubbio poteva riguardare chi tra Venitucci e Beccia (esattamente come 15 giorni fa a Gubbio) sarebbe stato designato per accompagnare Guariniello e Longobardi in prima linea. Ma stavolta il dubbio non deve aver assillato parecchio il mister giallorosso. Già in settimana si era capito che sarebbe stato il centrocampista scuola Juve a vestire una casacca da titolare. Una grande chance di rilancio per lui dopo l’exploit di sette giorni fa, valso il fondamentale pareggio casalingo con il Como. Chance, ahinoi, non sfruttata in un contesto oltremodo rude dove il ragazzo, pur applicandosi, fa la figura del don Abbondio nella celebre definizione manzoniana: “è un po’ come un vaso di terracotta fra tanti vasi di ferro”.
Spezia, partenza sparata. E’ carico l’ambiente spezzino. Non è un caso che sulle sponde del Mar Ligure da inizio settimana si stia parlando di “spareggio” o “gara decisiva”. I due punti sulla quint’ultima sono un’ombra che preoccupa la società e che fa infuriare i tifosi. Urge la vittoria, i bianconeri schiumano rabbia e hanno la ferma intenzione di gettarla addosso al Soccer Team. L’idea tattica di Jaconi è anche quella di sfruttare il momento delicato degli avversari, insabbiarne gli ingranaggi, far passare i minuti per far salire il livello di nervosismo in casa altrui. Purtroppo i ragazzi di D’Adderio trovano il gol del vantaggio abbastanza presto, 14’, ma anche in precedenza avevano creato qualche grattacapo ad una retroguardia giallorossa che sta tornando sulla terra dopo mesi e mesi inarrivabile lassù. Dopo il gol il Bassano sembra accusare il colpo, sono grandi le difficoltà di impostazione ma anche nei duelli fisici (!) e sul piano dell’attenzione si notano delle crepe. Crepe nelle quali il furioso Spezia si getta a capofitto, come un leone affamato su una zebra ferita. Così, con il vento in poppa rappresentato dal vantaggio, i padroni di casa aggiungono l’entusiasmo alla rabbia, aspettando i giallorossi con il baricentro abbastanza basso ma concentratissimi nel massacrare sul nascere le velleità bassanesi nonché ripartire con cattiveria verso la porta difesa da Grillo. A pagarne le conseguenze sono Pellizzer, Mateos e Porchia ben presto finiti sul libretto dei cartellini dell’arbitro. E al 38’ le cose si mettono ulteriormente male quando proprio Mateos, l’ultimo ad arrendersi anche oggi, si becca il secondo giallo per un intervento a gamba tesa a centrocampo. Una punizione che a ben guardarla può starci se non fosse che l’azione è viziata da un fallo di Marchini su Venitucci. A questo punto vorremmo toglierci la curiosità di capire se a parti invertite il direttore di gara avrebbe preso la medesima decisione. Lo stesso Mateos a fine partita non le manderà certo a dire commentando con rabbia che ogni contatto dubbio alla fin fine va a penalizzare i giallorossi. Il dato di fatto è che il Bassano rimane in dieci con quasi sessanta minuti da giocare e senza il principale condottiero di tante battaglie.
Provarci con la forza dell’orgoglio. Se la prima notizia della ripresa è che Guariniello, 5’, si scontra con un avversario ed è costretto a chiedere il cambio è facile capire che il vento marino che spira su La Spezia è ostile alla formazione di Bassano del Grappa. Osvaldo Jaconi è in “braghe di tela”, dalla panchina non può pescare granché ed è costretto a rispolverare Veronese, che rispetto a Beccia e Madiotto non dovrebbe patire il pesante clima del “Picco”. Il terzino si piazza sul centrosinistra di metacarpo. Al 9’ c’è una grande occasione per Longobardi che per un nonnulla non riesce ad indirizzare in porta di testa una punizione al solito perfetta di Caciagli. Un gol che potrebbe avere un effetto dirompente nei confronti di uno Spezia che, pur non creando tantissimo, dà l’impressione di tenere il match in pugno. Il Bassano non molla,ci mette il solito ardore, si sbatte per mantenere in bilico il risultato e trovare la soluzione estemporanea ma vincente. Al 26’ Chianese sbaglia un gol fatto convito (e a ragione) di trovarsi in posizione irregolare. Come non bastasse al 37’ il direttore di gara sceglie di candidarsi come attore protagonista del prossimo festival del cinema di Venezia. Prima asseconda il guardalinee nel fischiare un fallo contro Veronese poi lo stesso terzino mestrino proferisce una parola di troppo e la paga a caro prezzo con il rosso diretto. Scelta che invece non farà con Marchini a parti invertite alcuni minuti più tardi. Bassano che finisce così addirittura in 9. Al 39’ entra Beccia per Venitucci ma la gara non ha più niente da dire se non per lo Spezia che scaccia le ombre di una possibile retrocessione.
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