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Terexit
L'uscita di scena di Teresa Cadore, presidente mandamentale uscente di Confcommercio Bassano. Lunedì l'elezione dei nuovi vertici categoriali. Lei non si ricandiderà: “Continuità e nuova linfa, no a presidenze a vita”
Pubblicato il 18 nov 2016
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Non c'è solo la Brexit. C'è anche la Terexit.
Teresa Cadore, presidente mandamentale della Confcommercio di Bassano del Grappa, lascia l'incarico ed esce di scena in concomitanza con l'assemblea che lunedì prossimo 21 novembre eleggerà i nuovi vertici dell'associazione di categoria. Un appuntamento nel quale non si ricandiderà.
“Ho ricevuto nell'ultimo periodo innumerevoli ed affettuose richieste per un'ulteriore candidatura - rivela la diretta interessata -, ma non ho voluto accettare perché ritengo fondamentale ed indispensabile un ricambio alla guida delle Associazioni di categoria, dove continuità e formazione di giovani imprenditori per le cariche sindacali possono apportare nuova linfa per la soluzione dei problemi di tutti i nostri associati.”
La presidente uscente del Mandamento di Bassano del Grappa di Confcommercio Teresa Cadore (foto Alessandro Tich)
“Lunedì - anticipa, senza fare nomi - si presenterà una nuova proposta che contempla il meglio delle esperienze sindacali.”
È dunque davvero una “conferenza stampa di fine mandato” quella che la presidente uscente convoca per tracciare un bilancio dell'attività svolta negli ultimi due anni e mezzo. Ovvero dall'aprile 2014, quando aveva ripreso le redini dell'associazione subentrando all'allora presidente Luca Maria Chenet, dimissionario a seguito del suo tentativo di entrare in politica.
Ma la carriera associativa della Cadore, in realtà, parte da più lontano: nientemeno che dal 1993, quando l'esponente della nota famiglia di commercianti del centro storico entrò come consigliere aggiunto nella compagine del presidente dell'epoca di quella che ancora si chiamava UMCE Giuseppe Milani. Dal 1995 al 2005 è stata ancora consigliere nelle due giunte di Gianni Menegon e Adriano Loss e quindi vicepresidente con Bruna Facchinello, alla quale nel 2007 è dovuta subentrare per la sua prematura scomparsa. “Bruna la ricordo sempre - dichiara con riconoscenza - per quello che mi ha insegnato.” Quindi Teresa Cadore è stata presidente nella giunta successiva e dal 2011 vice del presidente Chenet, la cui esperienza si concluse in campagna elettorale come abbiamo già ricordato sopra.
Insomma: 23 anni, e a vario titolo, ininterrottamente trascorsi nelle stanze dei bottoni. Ce n'è abbastanza per tirare i remi in barca. “No alle presidenze a vita - ribadisce Terexit -. Continuità e nuova linfa, questa è la ricetta.”
“Non voglio dilungarmi su tutta l'attività sindacale che abbiamo affrontato - afferma -. Ci avete visti sempre protagonisti ed in prima persona nel supportare in maniera responsabile gli interessi e le necessità dei nostri associati. L'impegno sindacale di un'associazione come la nostra è difficilmente immaginabile perché abbiamo un territorio estremamente vasto, con esigenze differenziate.” “Comprendiamo 36 categorie distributive in 16 Comuni - prosegue - e i nostri associati, con le loro diversificate attività, sono a servizio di una popolazione di 132.000 abitanti.”
L'aspetto sindacale è quello che ha maggiormente contraddistinto l'impegno della presidenza uscente. Teresa Cadore è considerata una donna di polso, e guai a toccarle i diritti degli associati, la tutela delle imprese e la difesa dei posti di lavoro. Ma i nuovi fenomeni macro-economici avanzano e chi rappresenta la categoria non può non tenerne conto.
“Negli ultimi dieci anni - osserva la leader associativa di largo Parolini - abbiamo vissuto una rivoluzione assoluta nel settore distributivo, paragonabile forse solo alla Rivoluzione Industriale, a seguito della globalizzazione troppo spinta e non sufficientemente coordinata. Questa ha portato a una liberalizzazione totale di tutte le forme distributive, a differenza di altri settori che ancora rimangono protetti come le società pubbliche di servizi, i settori professionali, i trasporti ed altro.” “I nostri piccoli commercianti - incalza la Cadore - sono diventati degli “sherpa” per il peso degli orari e per tutte le incombenze burocratiche ed amministrative e per la drammatica sfida con tutte le mega piattaforme internazionali online, con sedi dei paradisi fiscali.”
Ma c'è anche un secondo tema generale “che ha complicato tutti i percorsi degli ultimi anni”. Ed è “il decuplicarsi delle nicchie di portatori di interessi, con la conseguente impossibilità di fare sintesi su problemi comuni e soluzioni possibili”. “Ne sono emersi protagonisti assoluti - rimarca - solamente il populismo e la demagogia, a cui tutte le menti assuefatte dalla fatica del vivere si rifanno come unici guru.” Ergo: “Bisogna ritornare a fare sintesi, è fondamentale che ci sia il pensiero che torna in campo.”
La presidente uscente si dice anche “preoccupata” per il clima collegato al Referendum costituzionale del 4 dicembre: “Mi preoccupa la manipolazione esterna della stampa estera sul possibile esito del Referendum”.
Mentre sul fronte interno: “Qualunque sia il risultato, mi auguro che non emerga un clima da resa dei conti, ma uno sguardo sereno e una rappresentazione realistica. Indipendentemente dall'esito, bisogna avere la razionalità di rappresentare la serenità di questo Paese. Le previsioni per Natale le potremo fare dal 5 dicembre.”
Sul piano locale, è anche l'occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa.
“Cosa avremmo potuto fare di più? Con la varie Amministrazioni comunali i rapporti e gli incontri non sono mai mancati - rileva la rappresentante categoriale -. Bisognava forse incontrarsi meno ma avere più apertura mentale nell'affrontare i progetti e le proposte che abbiamo lanciato, e avremmo oggi sul territorio meno chiusure e più lavoro.”
Ma c'è anche spazio per l'autocritica.
“Questo territorio ha una forza economica pazzesca, ma non rappresentiamo niente perché non facciamo squadra - sbotta la protagonista della conferenza stampa -. Le soluzioni non arrivano dall'alto, dall'alto arrivano solo i tagli lineari. Dobbiamo dichiarare battaglia all'individualismo e all'invidia. Se superassimo questi due ostacoli, avremmo delle prospettive incredibili.”
“Lascio alla nuova presidenza di svolgere la sintesi dei temi passati e di quelli futuri - sottolinea -. Le nuove sfide riguarderanno le nuove piattaforme commerciali di cui si sta già parlando, la sicurezza del territorio, il sistema tributario locale, il coordinamento sovracomunale, le infrastrutture e lo sviluppo di un sistema turistico integrato. Sulla promozione della città, inoltre, ci è dovuto un riconoscimento fondamentale.”
Infine due “ringraziamenti specifici”. Il primo “alle Forze dell'Ordine tutte del territorio che si spendono al massimo per la sicurezza dei nostri cittadini e delle nostre imprese”. Il secondo “a tutta la struttura della Confcommercio di Bassano del Grappa, con la quale ho condiviso un'avventura straordinaria di impegno sindacale.” E mentre lo dice, riferendosi ai funzionari dell'associazione mandamentale e in particolare al direttore Riccardo Celleghin, Teresa Cadore si commuove in diretta. Sarà anche una Iron Lady, ma sotto sotto batte un cuore grande così.
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