Il Festival dedicato al tema del viaggio approda nel Bassanese
In serata, a Possagno, l'avvio della XII edizione della manifestazione. Il tema al centro: rivoluzione
L’idea è sempre quella del viaggio che non coincida solo con lo spostamento geografico e l’idea di turismo, ma si allarghi all’incontro ciò che è “altro”, mettendo in discussione abitudini, stereotipi e certezze. È questa la prospettiva dichiarata dalle direttrici artistiche Emanuela e Giulia Cananzi, ideatrici della rassegna itinerante attraverso borghi, ville storiche e luoghi della cultura veneta.
L’esordio in serata a Possagno, al Museo Gypsotheca “Antonio Canova”, dove Milo Manara, celebre fumettista, sarà protagonista di un dialogo condotto dal giornalista Francesco Verni.
La tappa bassanese fermerà sabato a Villa Angaran San Giuseppe, con una giornata idealmente tesa alla tematica della trasformazione. Si comincerà al mattino con In cammino con la Brenta, una passeggiata guidata dal geografo Francesco Visentin, realizzata in collaborazione con il progetto “Vaghe Stelle – territori su due piedi”, dell'associazione EquiStiamo.
Il percorso ad anello, fra Ponte Vecchio e Ponte Nuovo, propone di leggere Bassano a partire dal suo fiume e dal rapporto fra acqua, paesaggio e città. Al termine, Visentin dialogherà con il giornalista Paolo Colombatti in incontro intitolato Geografie d'acqua: paesaggi ibridi, riflettendo sul fiume come elemento capace di generare trasformazioni territoriali.
Il pomeriggio proseguirà con La rivoluzione che manca, una conversazione con il giornalista, scrittore e manager televisivo Mauro Mazza, seguita da con Ri(e)voluzione artigiana, momento in cui Giorgio Bonato, Giuseppe Sella e Carlo Cecchin racconteranno tre esperienze imprenditoriali legate alla tradizione manifatturiera locale, fra innovazione, passione per il mestiere e trasmissione dei saperi. Altra “viaggiatrice” Brunilde Neroni, sanscritista, scrittrice e poetessa, che parlerà di Tagore e della sua idea di libertà, non violenza e spiritualità; chiuderà la sera Chiara Francini, con una conversazione dedicata alle donne e alle molte forme attraverso cui, nella quotidianità, si produce cambiamento.
Domenica 20 settembre, il Festival si sposterà a Cassola, dove il Parco di Villa Ca' Baroncello ospiterà alle ore 15.30 Il silenzio è rivoluzione, incontro con la giornalista e saggista Nicoletta Polla-Mattiot. In una società dominata dal rumore e dalla connessione permanente, il silenzio considerato come una forma di resistenza e come possibile punto di partenza per una diversa ecologia sociale ed esistenziale. A seguire, sarà la volta di Beppe Tenti, fondatore di Overland, che in Overland, un altro mondo affronterà il viaggio come esperienza di scoperta e di confronto fra culture. La giornata si concluderà all'Auditorium Vivaldi con un altro appuntamento di rilievo, ospite Moni Ovadia, protagonista alle ore 20.30 di L'ironia al potere, un'intervista-spettacolo in cui teatro, musica e riflessione civile si incontrano intorno ai grandi temi del presente.
Il Festival tornerà quindi nell'area pedemontana con gli appuntamenti di Asolo, dove sabato 10 ottobre, a Villa Cipriani, Manuela Sain proporrà Marylin, la diva antidiva, dedicato alla figura di Marilyn Monroe. Nel pomeriggio, Paolo Pagani, giornalista e filosofo, affronterà il tema della rivoluzione come utopia ricorrente dell'umanità, desiderio di trasformare il mondo e promessa di felicità.
Oltre ad altri momenti, sarà soprattutto l'ultima tappa del Festival, domenica 11 ottobre a Feltre, a dare alla parola viaggio una dimensione che supera definitivamente quella della vacanza o dell'esperienza culturale. Nel pomeriggio, Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, attivisti per i diritti umani, dialogheranno con la giornalista Sabina Fadel dei migranti lungo la rotta balcanica.
Si tratta di un tema che, per il territorio bassanese, assume una particolare vicinanza anche alla luce dell'episodio malamente e a lungo balzato agli onori della cronaca che ha recentemente riportato quella rotta dentro una scuola di Marostica, rendendo concreta e prossima una realtà spesso percepita come lontana. Il progetto di Fornasir e Franchi nasce dall'incontro diretto con i migranti lungo la frontiera e dalla pratica della cura, restituendo al viaggio il suo significato più essenziale: attraversare lo spazio per incontrare l'altro e riconoscerne la dignità.
Una chiusura che, simbolicamente, ricompone il percorso della rassegna: il Festival del Viaggiatore attraversa luoghi, paesi e linguaggi diversi per interrogarsi su ciò che può ancora essere trasformato e approda alla frontiera, dove il viaggio smette di essere una scelta individuale e diventa necessità, fuga, attesa, incontro, anche dramma e tragedia, in un “luogo” dove la domanda iniziale sulla rivoluzione trova la sua risposta più concreta.
Per informazioni e dettagli sul programma: https://www.festivaldelviaggiatore.com.
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