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Al Museo Casa Giorgione, in mostra i protagonisti della fotografia italiana del dopoguerra

Aperta fino al 15 novembre, l'esposizione narra due edizioni storiche della Mostra Nazionale di Fotografia di Castelfranco Veneto

Inaugurata sabato 12 settembre, sarà visitabile Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto fino al 15 novembre Fotografia italiana 1955. Gli uomini nuovi della fotografia e Gino Oliva a Castelfranco, una mostra curata dalla ricercatrice Simona Guerra e promossa dal Comune in collaborazione con il Circolo Fotografico El Paveion e l’Università Popolare, con il patrocinio della Società Italiana per lo Studio della Fotografia.

inaugurazione della mostra al Museo Casa Giorgione
inaugurazione della mostra al Museo Casa Giorgione

Il percorso espositivo riporta al centro due edizioni della Mostra Nazionale di Fotografia di Castelfranco, quella del 1954 e quella del 1955, nate dall’iniziativa di Gino Oliva: fotografo, insegnante e animatore culturale che seppe trasformare una città di provincia in un luogo di incontro per alcuni dei protagonisti della fotografia italiana del dopoguerra.
A esser messa in rilevo è una geografia culturale dell’Italia degli anni Cinquanta diversa da quella costruita intorno alle sole grandi città. La cittadina trevisana si inserì nell’ambito con un concorso che già alla prima edizione raccolse 629 opere di 167 autori. La mostra ne ricostruisce la vicenda attraverso circa cento fotografie, in larga parte stampe vintage originali e in diversi casi inedite, provenienti da archivi pubblici e privati, biblioteche e istituzioni.
Accanto alle immagini trovano posto documenti, corrispondenze, registri e appunti della giuria, riviste e cataloghi dell’epoca, l'importante pubblicazione Fotografia italiana 1955, testimonianze di un sistema di relazioni, discussioni e scelte che contribuì a farne un episodio significativo della storia fotografica italiana.

Tra le opere premiate figurano scatti di Fulvio Roiter, Giulio Parmiani, Paolo Monti, Piero Donzelli, Andrea Martini, Carlo Bevilacqua, Enzo Lomyri. Di Roiter, in particolare, il premio riconobbe un’immagine che già mostra una fotografia capace di allontanarsi dalla semplice registrazione del paesaggio - Il querceto è una veduta innevata ripresa dall’alto quasi grafica.
Il secondo anno furono membri della giuria anche Monti e Roiter, entrambi vincitori nel 1954 e ormai avviati verso il professionismo. Tra le centinaia di immagini sottoposte ai giurati compare il lavoro di un trentenne marchigiano che aveva preso in mano una macchina fotografica per la prima volta appena due anni prima: Mario Giacomelli, definito “l’uomo nuovo della fotografia”. La sezione a lui dedicata permette di guardare ciò che venne prima dell'arrivo di fama e riconoscimento unanimi.
Attorno, la mostra ricostruisce una rete di autori destinati a occupare posizioni importanti nel mondo della fotografia italiana: da Ferruccio Ferroni a Piergiorgio Branzi, da Alfredo Camisa a Nino Migliori, da Pio Baldo Camici a Paolo Bocci, fino a Gianni Berengo Gardin e Mario De Biasi.
Un altro nucleo riguarda il rapporto fra Giuseppe Cavalli, il gruppo La Bussola e la successiva esperienza del gruppo Misa di Senigallia, uno dei passaggi che fece di Castelfranco un centro d’interesse nevralgico. Non mancano le presenze femminili, tra i nomi: Ada Gazzaniga, Laura Martinelli Stroili, Maria Sartori e Lavinia Ruggieri.
Al centro dell’esposizione, come dichiarato, vi sono la storia e le opere di Gino Oliva. «La figura di Gino Oliva riemerge, finalmente, per ciò che fu il suo reale ruolo di guida nelle molte attività culturali di Castelfranco», ha ricordato la curatrice.
Nel corso dell’inaugurazione è stato presentato il catalogo ufficiale, edito dal Comune.

Giorni e orari di apertura al pubblico: martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle 13; venerdì, sabato e domenica dalle ore 10 alle 18.
Per informazioni e dettagli: http://info@museocasagiorgione.it.

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