Lavori pubblici, volano gli stracci: Giunta lascia, Viero non ci sta
Lo strappo dopo le dimissioni dalla presidenza della VI Commissione. Tra atti negati e accuse di pretestuosità, l'amministrazione si divide sui cantieri della città
Alla base dell'addio formalizzato da Giunta vi sarebbe una prolungata difficoltà nell'esercitare le funzioni istituzionali legate alla presidenza. Il consigliere ha motivato la scelta contestando il mancato passaggio dei faldoni relativi alle principali opere cittadine e l'esclusione della commissione dai tavoli decisionali strategici. Tra i punti maggiormente critici evidenziati figurano gli interventi sull'edilizia scolastica e la programmazione dei cantieri urbani, argomenti che — secondo l'ormai ex presidente — sarebbero stati deliberatamente sottratti al dibattito e alla preventiva valutazione dei commissari.
La controreplica di Viero
Non si è fatta attendere la risposta dell'assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Viero, che ha respinto integralmente le ricostruzioni di Giunta definendo le accuse «gravi e del tutto infondate». Viero ha difeso la regolarità delle procedure adottate dagli uffici, ricordando che la definizione del calendario e degli ordini del giorno delle commissioni è da sempre concordata direttamente con la presidenza.
L'assessore ha inoltre rivendicato l'impostazione data al settore, citando l'invio costante di schede tecniche integrative ai commissari, la tenuta di report trimestrali dedicati al monitoraggio dei cantieri attivi e il periodico coinvolgimento di Giunta nelle riunioni con i responsabili di area. Ex dipendente e membro della compagine amministrativa, Giunta avrebbe avuto — secondo Viero — pieno accesso alle strutture tecniche, situate a pochi passi dalla segreteria dell'assessorato. L'esponente dell'esecutivo si è detto sorpreso per l'assenza di un confronto diretto preliminare, liquidando la presa di posizione del consigliere come pretestuosa e confermando la prosecuzione delle attività programmate per la città.
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