Politica

Ex Piano Mar, è scontro sulla firma segreta

Poletto attacca il sindaco sul metodo e sul merito dell'atto d'obbligo: «Consiglieri tenuti all'oscuro, così si rischia una colata di cemento orizzontale»

Altro strappo in Comune sulla tormentata vicenda dell’ex Piano Mar. La mossa della società Namira, che ha depositato un atto d’obbligo unilaterale per superare le sentenze avverse del Tar del Veneto e il buco delle fideiussioni da 4 milioni di euro (Accordo 5 - PPE4 Parolini), ha fatto saltare l'intesa politica con la minoranza.

Ex Piano Mar, l'opposizione chiede la convocazione urgente della Commissione urbanistica.
Ex Piano Mar, l'opposizione chiede la convocazione urgente della Commissione urbanistica.

A suonare la carica è il consigliere della lista civica "Bassano Passione Comune" Riccardo Poletto, che affida ad una nota ufficiale tutta la sua amarezza istituzionale: la minoranza consiliare ha scoperto dell'intesa a cose fatte, apprendendolo direttamente dai giornali e dai comunicati dell'amministrazione. Nessun passaggio in Commissione urbanistica, nessuna informativa tra i capigruppo. Da qui la richiesta urgente di convocazione inviata al presidente di commissione Valentino Piccolotto.

Al di là del metodo, la minoranza solleva una raffica di interrogativi che picchiano duro sulla sostanza dell'operazione:

Scontro sulle competenze: Trattarla come una semplice delibera di Giunta, come vorrebbero i privati proponenti, viene bollato come una forzatura. Per le opposizioni si tratta a tutti gli effetti di una variante al Piano che deve obbligatoriamente passare al vaglio del Consiglio comunale.
Effetto "colata orizzontale": La ridistribuzione dei volumi nel comparto sud (D) con altezze decisamente inferiori rischia di tradursi in un'ulteriore occupazione di suolo libero, passando dalle vecchie torri ad un'estesa distesa di cemento.
Destinazioni e conti in sospeso: In assenza di varianti formali restano confermate le funzioni residenziali e commerciali, cancellando le ipotesi dedicate ai servizi socio-sanitari. Il tutto mentre resta ancora da vedere la perizia tecnica sui conti aggiornati e sui danni subiti dal Comune in anni di stallo.

Con la Giunta che avrebbe già firmato l'atto d'obbligo, il messaggio che parte dai banchi della minoranza è chiarissimo: sulla partita urbanistica più delicata della città non si accettano decisioni blindate nelle stanze segrete del potere.

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