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Intervista “interoceanica” con la consigliera di maggioranza Lucia Fincato, in Colombia per una questione privata. “Ho seguito in diretta il consiglio da oltre Atlantico, con il giusto distacco. E sul presidente del consiglio comunale…”
Pubblicato il 05 nov 2023
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Diavolo di un WhatsApp.
Chiami Lucia Fincato con la funzione “telefono” della applicazione di messaggistica e quando ti risponde sembra che ti stia parlando dalla sua casa di Contrà Rovole, ameno e pittoresco angolo di Valrovina.
E invece la Fincato è dall’altra parte dell’oceano, in Colombia, dove si trova dallo scorso 15 ottobre per una importante questione privata.
Lucia Fincato sotto un albero di mango ad Anapoima, Colombia
Ci sono 6 ore di fuso orario di differenza: la chiamo alle 15 quando in Colombia sono le 9 di mattina, orario di colazione. Che per la consigliera comunale in trasferta oltre Atlantico propone nell’occasione il seguente e inedito menù: mango, banane e Bassanonet.
Proprio a seguito della sua permanenza nel Paese sudamericano, l’esponente di Forza Italia-Cittadini di Bassano è stata assente alle ultime due sedute del consiglio comunale, svoltesi “in abbinata” martedì 31 ottobre e giovedì 2 novembre.
In quella del 31 ovvero della sera di Halloween, come è noto, la mancata presenza di due consiglieri di maggioranza - tra cui, appunto, la Fincato - ha generato lo “scherzetto” di Marina Bizzotto di Impegno per Bassano che ha fatto mancare alla maggioranza il numero legale.
Ma Lucia Fincato è una assente giustificata, anzi giustificatissima.
Ha comunicato e motivato a tempo debito la sua partenza con destinazione internazionale alla sua maggioranza e alla segreteria del consiglio comunale.
La consigliera di FI-Cittadini di Bassano soggiorna nella cittadina di Anapoima, a una settantina di chilometri da Bogotà. Bei paesaggi e natura lussureggiante, con palme e alberi da frutto come si vede nella foto pubblicata sopra: ma lei non è qui per fare una vacanza.
Le chiedo quando rientrerà in Italia. “Forse il 2 dicembre, ma spero anche molto prima”, mi risponde.
Grazie al Wi-Fi dell’hotel in cui alloggia, ha seguito le dirette in streaming delle sedute di consiglio comunale a cui è mancata.
“Ho seguito il consiglio in diretta da oltre Atlantico, in Colombia - mi ha scritto sempre su WhatsApp il giorno successivo alla seduta consiliare di Halloween -. Una distanza utile per vedere le cose col giusto distacco.”
Lucia Fincato: “giusto distacco” in che senso?
Vuol dire anche un distacco dalle emozioni che uno vive all’interno del consiglio stesso oppure dal sentire gli umori di chi c’è intorno. I mugugni, i sorrisi, le battute… Cioè un distacco da spettatore esterno. Come il cittadino che lo vede da fuori.
E come “cittadino che lo vede da fuori”, che impressioni ha avuto?
Ho avuto l’impressione di gente, sia da parte della sinistra che da parte del centrodestra, che in questo momento non è tanto interessata a portare avanti la città, ma è in campagna elettorale a tutti gli effetti. Per cui è una corsa, vuoi a mettersi in mostra, vuoi “alla carega”. Tanto è vero che io qui in Colombia ho ricevuto dei messaggi tramite WhatsApp che mi scrivono: “Ma questa amministrazione arriverà alla fine, secondo te, oppure cade prima?”. A mio parere, siccome non c’è mai stato nella storia di Bassano un precedente del genere, se manteniamo una tradizione si dovrebbe arrivare alla fine. Ed è quello che spero, perché gli negli ultimi otto mesi sarebbe veramente una cosa brutta, per quelle cose che sono state fatte di buono. Perché qualcosa di buono è stato anche fatto, voglio dire. Quindi, arrivati a questo punto della corsa, tanto vale arrivare fino in fondo. Tanto valeva aver staccato prima, ormai siamo al limite.
Veniamo all’elezione del presidente del consiglio comunale: tema che sembra secondario e che in realtà è la cartina di tornasole delle tensioni interne alla maggioranza. Lei ha partecipato a una riunione del gruppo di maggioranza in cui si era discusso proprio di questo…
Sì, io ho partecipato a quel gruppo di maggioranza. Io, purtroppo, per carattere, ai gruppi di maggioranza (e ne ho anche saltati parecchi) esprimo quello che sento e lo dico fuori dai denti. Su San Lazzaro, fin dal principio avevo detto come la pensavo. Sul “cratere Santa Chiara”, sulla Mazzini, eccetera, ho sempre detto la mia. Perché purtroppo, caratterialmente, dico quello che penso. Probabilmente perché sono civica e perché non ho tessere di partito. Nel caso dell’incontro che c’è stato per parlare del presidente del consiglio, ho sostenuto l’idea che poi è quella che Roberto Gerin ha detto in consiglio comunale. E cioè che non si devono seguire ordini di partito, ma si deve guardare alla capacità di mediazione, di dialogo e di qualità umane del soggetto da candidare. Che può essere un soggetto del centrodestra o del centrosinistra, non ha importanza. Deve essere uno che in questi quattro anni ha dato dimostrazione, nonostante appartenesse a una sponda o all’altra dei banchi, di riuscire a parlare con tutti e di non essere mai entrato in rotta di collisione dura.
In quel gruppo di maggioranza era uscito proprio il nome di Gerin…
Quando è uscito il nome di Gerin ho detto che lui non ha mai baruffato con nessuno, quando la pensa diversamente cerca il dialogo e si è visto anche con San Lazzaro. Ha detto: “io con San Lazzaro voto una cosa, ma capisco anche quelli che votano diversamente”. Si è sempre comportato correttamente, senza mai offendere. Vuol dire che sei rispettoso e che sei uno che ascolta quello che dico. La penso diversamente da te, però nonostante questo mi dici “ci sta, si può parlare”. Allora vedevo meglio lui rispetto a un Guglielmini, persona preparata, che però in diverse occasioni in qualche modo si era scontrato di più rispetto a Gerin che in questi anni ha fatto un po’ di mediazione e da collante. Magari non è l’unica figura, ci possono essere anche altri. Però deve anche incontrare il gradimento sia all’interno della maggioranza che della minoranza. Perché il presidente del consiglio comunale rappresenta tutti, alla fine.
Quindi una figura di equilibrio nonostante l’appartenenza politica?
È una figura di mediazione che dopo non può neanche più esporsi più di tanto, perché deve rappresentare il consiglio intero, è un po’ il segretario di tutti. E invece mi sembra che sia diventata la corsa della lista Pavan, a questo punto. E poi se in maggioranza si pensa a una cosa, ma viene fuori qualcosa di diverso, gli ordini non devono venire fuori dai partiti. Si deve trovare un’armonia all’interno di maggioranza e minoranza. Mi faccio dare gli ordini da Venezia o da Roma? No, saremo noi bassanesi, all’interno del nostro consiglio, troviamo una soluzione alle cose. Io la vedo così, ma su tutte le questioni. Sarà perché io sono per la gestione autonoma di un Comune. Vuol dire che con le forze ci sono si individuano i soggetti. Non siamo al 2019 quando eletto Facchin ed è stata anche un’elezione condivisa. In questi anni ci si è un po’ misurati, ci si è frequentati, abbiamo visto le personalità dell’uno e dell’altro. Chi meno rompe, chi cerca più il dialogo, chi è più moderato, chi è meno estremista rispetto a certe posizioni.
Quando poi, dopo oltre un mese di Colombia, vissuto “con distacco”, Lucia Fincato ritornerà fisicamente a sedere sui banchi del consiglio comunale, con che spirito lo farà?
Lo faccio con spirito di onestà nei confronti di quelli che sono i miei princìpi: coerenza e trasparenza. Continuando a dire quello che penso, denunciando quello che non va e anche dicendo quello che va bene. Arrivando così fino alla fine.
Ma secondo lei si arriverà veramente alla fine?
Sono successe delle cose così imprevedibili e così stravolgenti durante questi anni, abbiamo assistito a un po’ di tutto. Abbiamo visto la Tamara Bizzotto non essere più assessore, ma è successo prima. Abbiamo visto un presidente del consiglio che va a sedersi dall’altra parte dei banchi e un vicesindaco che si è dimesso. Cioè, abbiamo visto delle cose così assurde e fantascientifiche, per cui da qui a giugno io potrei vedere anche Nonna Papera a presiedere il consiglio comunale o Paperon de’ Paperoni a fare il commissario. Non si sa cosa si può prevedere. Se prevale il buon senso, si arriva alla fine in modo dignitoso per la città, nel rispetto di quello che è stato l’elettorato. Però la mano sul fuoco io non la metto più.
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