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La stangata
Il ministro della Giustizia Orlando, oggi a Vicenza, boccia il Tribunale della Pedemontana. Priorità al Tribunale di Vicenza. L'inutile tentativo del sindaco Poletto. Beozzo (Confimi): “Le nostre aziende per i contenziosi andranno a Trento”
Pubblicato il 26 lug 2016
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“Il Tribunale è morto. Non si fa.”
Dove per Tribunale si intende il Tribunale della Pedemontana: il progetto di circondario giudiziario - sostenuto dalla Regione Veneto, da tre consigli provinciali e da 75 Comuni delle province di Vicenza, Treviso e Padova - che si propone di far tornare a Bassano del Grappa l'ottavo Tribunale del Veneto. William Beozzo, titolare della Farm di Tezze sul Brenta, presidente regionale di Confimi Industria, è molto arrabbiato. Il rappresentante di categoria è appena uscito dalla sede dell'Ordine degli Avvocati di Vicenza dove i legali vicentini e le categorie economiche hanno incontrato il ministro della Giustizia Andrea Orlando.
Il Guardasigilli, in precedenza, aveva inaugurato il nuovo padiglione detentivo della casa Circondariale San Pio Decimo.
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando tra il sindaco di VIcenza Achille Variati e la capogruppo del PD in Regione Alessandra Moretti (fonte immagine: ilpopoloveneto.it)
Quindi si era recato al Tribunale di Vicenza, dove ha incontrato i vertici dell'Amministrazione giudiziaria e della Procura della Repubblica per affrontare l'emergenza del Palazzo di Giustizia, che dopo gli accorpamenti di Bassano e della sede staccata di Schio sta letteralmente scoppiando. Una situazione insostenibile a fronte della quale il ministro è giunto nel capoluogo berico con il consolante di annuncio di 38 nuovi magistrati in arrivo nel Veneto, di cui 8 destinati a Vicenza (sei giudici e due pubblici ministeri), dichiarando di “aver sollecitato il Csm per l'adeguamento degli organici”.
Quindi, nel pomeriggio, l'incontro conclusivo con gli avvocati e le associazioni di categoria. Anche in questa sede è stato ribadito il messaggio principale della giornata: il potenziamento degli organici, dopo che il Tribunale di Vicenza “è stato inserito nella lista delle priorità per gli interventi del ministero”.
E tutto il resto? Tutto il resto è noia. Tribunale della Pedemontana compreso.
“Il ministro - riferisce Beozzo - ci ha detto che preferisce mandare più medici in un ospedale che aprire un tribunale nuovo. Che bisogna risolvere i problemi del Tribunale di Vicenza, dopodiché si vedrà. Il Tribunale della Pedemontana chiude e rimarrà chiuso almeno fino a quando questo governo resterà in carica.”
“Ho fatto presente al ministro - continua il presidente regionale di Confimi Industria - le esigenze delle nostre imprese, che hanno bisogno di una giustizia efficiente nel proprio territorio. Orlando ha risposto che è meglio avere un tribunale lontano che funzioni, che un tribunale vicino. Ora le nomine dei magistrati sono al vaglio del Csm, ma quando arriveranno a Vicenza non si sa. E l'intasamento del Tribunale di Vicenza sarà aggravato dalle cause per la Popolare di Vicenza.”
Il Guardasigilli - immemore della Cittadella della Giustizia di Bassano costata 20 milioni di euro, finanziati in buona parte con i soldi dei risparmi postali degli italiani, tramite la Cassa Depositi e Prestiti - ha comunque concesso alla nostra città un contentino: la possibile istituzione di uno “sportello di prossimità”, ovvero “una sorta di “front office” giudiziario che si può realizzare nella zona che è rimasta priva del tribunale.”
L'immancabile tandem parlamentare del Partito Democratico, composto da Rosanna Filippin (senatrice bassanese) e Federico Ginato (deputato vicentino) non ha mancato anche in questa occasione di commentare “con soddisfazione”, con un comunicato trasmesso alle redazioni, quanto emerso dalla visita di oggi a Vicenza del ministro Orlando.
“La conferma di quanto il ministro aveva già anticipato nei giorni scorsi, anche in risposta alle interrogazioni che abbiamo presentato - commentano i due parlamentari -, è un segnale importante per il sistema della giustizia nella nostra regione e per Vicenza in particolare. Ora auspichiamo che il Csm dia davvero presto il via libera all’arrivo dei nuovi magistrati perché una giustizia rapida ed efficiente serve subito alle nostre imprese e ai cittadini.”
“Questa è la priorità - aggiungono Filippin e Ginato - e in questo senso è positivo anche l’impegno dichiarato da Orlando di aprire uno sportello di prossimità a Bassano. Soluzioni che non ci distolgono dalla battaglia per il Tribunale delle Pedemontana ma che possono rappresentare strumenti in grado di garantire efficacia e velocità già nel breve periodo.”
Altro che stangata nei confronti di Bassano, dunque. Ed è inutile ricordare che Orlando fa parte di quello stesso PD il cui “Programma Giustizia” per la campagna delle elezioni politiche 2013 prevedeva il ripristino di sei Tribunali soppressi dalla riforma della geografia giudiziaria tra cui quello di Bassano del Grappa bla bla bla eccetera eccetera. Per i due parlamentari Dem, quanto affermato oggi dal Ministro della Giustizia è cosa buona è giusta.
Eppure, nel corso della giornata, la causa del Tribunale della Pedemontana era stata direttamente perorata al Guardasigilli dal sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto. E' successo in Tribunale, nel corso di una serie di incontri “promossi dalla capogruppo consiliare regionale del Partito Democratico Alessandra Moretti”.
Nel corso del colloquio, Poletto ha ribadito al ministro “ancora una volta l’importanza dell’istituzione del Tribunale della Pedemontana Veneta, tanto più in un periodo come quello in cui stiamo vivendo di profonde crisi nel mondo bancario e aumenti delle cause sia in campo civile come in quello penale.”
“Il nostro territorio - ha puntualizzato al ministro il sindaco di Bassano - è storicamente caratterizzato da un’economia ed imprenditoria diffusa, vivace e numerosa, che non può sopportare ancora i costi e i disagi che la mancanza del Tribunale territoriale comporta.”
Inoltre è stato ribadito che il progetto del Tribunale della Pedemontana Veneta “non ha alcuna coloritura politica in quanto sostenuto da un intero territorio e da rappresentanti politici di ogni schieramento e non va confuso con richieste di tipo campanilistico che da molte parti del Paese emergono con frequenza”.
Ma è stato tutto fiato sprecato. Il ministro ha risposto “che ad oggi è difficile pensare all’istituzione di un nuovo Tribunale, ma non è escluso un riordino futuro”. E si è impegnato quindi, per l'appunto, “a istituire e potenziare uno sportello di prossimità a Bassano del Grappa, ove sarà possibile svolgere varie funzioni di cancelleria e altro”.
“Siamo stati presi in giro - è il commento finale del presidente di Confimi Industria Veneto William Beozzo -. Sin dall'inizio il Tribunale della Pedemontana non è stato voluto dal ministero. Da oggi le nostre aziende, nei contratti nuovi, all'indicazione del foro di competenza in caso di controversie legali scriveranno: foro di Trento.”
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