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Voto regionale: certa la rielezione a Venezia di Nicola Finco e l'elezione di Manuela Lanzarin, entrambi trascinati dal successo della lista Zaia Presidente. In bilico invece per tutta la giornata la notizia sulla conferma di Elena Donazzan
Pubblicato il 01 giu 2015
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E' una corsa sul filo di lana l'attribuzione di alcuni dei seggi nel prossimo consiglio regionale del Veneto, al seguito del responso delle urne di ieri. E, mentre stiamo scrivendo, sono ancora ore febbrili per definire la griglia di partenza della prossima legislatura regionale.
Sono in tutto 9 i posti a disposizione per i candidati eletti in provincia di Vicenza, sia di maggioranza che di opposizione, ai quali si aggiunge il seggio della vicentina Alessandra Moretti, secondo candidato governatore più votato.
Il “cappotto” rifilato da Zaia al centrosinistra e agli altri contendenti, avendo superato il 50% dei voti validi, allarga la forbice della maggioranza che - come scritto nel nostro precedente articolo - sarà composta in tutto da 29 consiglieri più il presidente: 13 della lista Zaia, 10 della Lega Nord, 3 di Forza Italia, 2 di Indipendenza Noi Veneto e 1 di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.
fonte immagine: venetoindipendente.com
Ma i posti a disposizione degli eletti in provincia di Vicenza restano 9: e in più di un caso, per sapere chi passa e chi resta al palo, occorre attendere il responso dei complessi calcoli relativi ai resti e ai quorum su base provinciale.
C'è comunque chi ha già stappato la bottiglia di spumante: è il caso di Nicola Finco e di Manuela Lanzarin. I due candidati bassanesi di matrice leghista veleggiano sul grande risultato della loro lista Zaia Presidente, prima lista in assoluto nel Veneto col 23,1% dei consensi e al primo posto anche in provincia col 23,1% dei voti. Finco (6.692 preferenze) e Lanzarin (4.871) hanno già in tasca il biglietto per Venezia: per il primo si tratta di una rielezione, per la seconda - già due volte sindaco e attuale vicesindaco di Rosà e già deputata della Lega - di un ritorno alla politica attiva.
Altre due caselle della maggioranza pro-Zaia, tra gli eletti nel Vicentino, spetterebbero alla Lega Nord: da qui l'annunciata rielezione degli assessori regionali uscenti Roberto Ciambetti (7193 voti) e Marino Finozzi (6940), i due best performer della lista vicentina del Carroccio nella quale la bassanese Tamara Bizzotto, quarta più votata con 2.049 preferenze, esce comunque a testa alta dalla competizione elettorale.
Un altro nome dato per sicuro - sempre in attesa delle nomine ufficiali - è quello del consigliere regionale uscente del PD e già sindaco di Arzignano Stefano Fracasso, candidato più votato nella lista del Partito Democratico con 6.310 preferenze.
Restano a disposizione, per gli eletti nel Vicentino, altri 4 posti.
Chi non ha ancora stappato lo champagne, ma ha fatto intendere di “essere stata eletta” è l'assessore regionale uscente Elena Donazzan.
Il suo nome, per tutta la giornata, è rimasto in bilico e lo rimane formalmente anche tuttora circa la conferma della rielezione. Donazzan è stata la più votata nella lista vicentina di Forza Italia con 6.736 voti, distanziando il sindaco di Romano d'Ezzelino Rossella Olivo, seconda più votata in lista con 1.586 preferenze. Il mediocre risultato di Forza Italia rispetto a Zaia Presidente e alla Lega Nord (6% su base regionale, 5,5% su base provinciale) ha tuttavia ridotto all'osso i seggi a Venezia per il partito berlusconiano: soltanto 3, come scritto sopra.
Secondo il criterio di spartizione dei seggi sulla base dei consensi delle singole liste provinciali, per la Donazzan non ci sarebbe spazio: in quattro province venete (Rovigo, Verona, Venezia e Padova) Forza Italia ha fatto meglio che in provincia di Vicenza. Secondo il criterio del numero assoluto dei voti personali, invece, la Donazzan rientrerebbe in gioco. E lo stesso assessore regionale uscente ha comunicato ad alcuni organi di stampa che “viene attribuito il terzo seggio di Forza Italia a Vicenza direttamente”. Staremo a vedere: si attende solo l'ufficialità, ovviamente decretata dalle autorità preposte presso la Corte d'Appello.
La settima poltrona occupata dagli eletti vicentini sarà molto probabilmente quella che spetta a Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale: con un ritorno alla politica attiva anche per il capolista Sergio Berlato, che pone sul piatto una dote di 10.422 voti.
Rimangono ancora due caselle da riempire, e questa volta sul fronte delle opposizioni. Fremono, al riguardo, Pietro Menegozzo e Marco Dalla Gassa.
Il primo dei due è il secondo candidato più votato nella lista del Partito Democratico con 5.834 voti (per la cronaca: Antonella Corradin, sindaco di Lusiana e candidata del Bassanese per il PD, terza più votata della sua lista con 4.071 preferenze, resta fuori dai giochi). Il secondo è invece il candidato più votato della lista vicentina del Movimento 5 Stelle: 1.251 preferenze.
Per entrambi, anche se sui banchi delle minoranze, potrebbero aprirsi le porte del Paradiso.
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