Laura VicenziLaura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Magazine

Grimmless, indeed

Lieto fine al Remondini per lo spettacolo di Ricci e Forte portato in scena al Remondini per B.motion, potente e senza zuccheri aggiunti la performance dedicata alle fiabe dei fratelli Grimm

Pubblicato il 03-09-2011
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Una bellissima fabula non per bambini quella di Grimmless lo spettacolo di Ricci/Forte proposto dalla rassegna B.motion di Operaestate e andato in scena ieri sera al Teatro Remondini. Del resto non erano racconti per bambini neanche quelli raccolti e rielaborati dai Brüder Grimm, non secondo l’opinione comune su che cosa debba essere “per bambini“ oppure no. Certo, si cresce tutti a pane e fiabe, a volte non tenendo presente che i racconti letti, le narrazioni ascoltate da piccoli, non sono materiale inerte né un sedativo da somministrare senza badare al bugiardino – la medicina di Pinocchio è amara ma fa bene, i marshmallow disneyani sono più graditi ma predispongono alla carie. Quasi sempre questi testi brevi, e anche le immagini che corredano le pagine, non rappresentano l’approdo cullato, rollato dal sonno, al mondo illusorio della baia dei sogni, ma contengono gli archetipi di miti antichi quanto l’uomo e rappresentano l’incontro vero con la paura, riassunta quella della vita. I Grimmless sul palco, i cinque performer in scena Anna Gualdo, Valentina Beotti, Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori e Anna Terio, si portano dietro per tutta la durata dello spettacolo un trolley che contiene la carta millimetrata che hanno disegnato da piccoli, quella che tutti sovrapponiamo quotidianamente alla realtà per tentare di mapparla, di addomesticarla nel reticolo impossibile delle fiabe, ma le bacchette magiche da adulti non funzionano, si indossano cappelli a punta e non si diventa fate, si cerca l’amicizia in Facebook con i sette nani ma ci si sente sempre soli, si abitano case di Barbie in stile “Famiglia felice” ma dietro le tendine si intravedono inquietudine e fantasmi, sotto la tappezzeria ci sono gli scarabocchi nerofumo di Hänsel e Gretel. In Grimmless la frenesia degli attori sul palco è continua, ritmata dal telecomando di un “giradischi” da cantastorie, ma agli spettatori non arriva mai il bacio della buonanotte: la vita è il gioco dell’antifiaba, a ogni lancio di dadi si fa un salto nelle caselle piazzate a caso, bontà e crudeltà, amore e disamore, conquista e perdita, fermo un giro, e le regole sono affidate alle combinazioni stolte di una slot machine. Le vertigini messe in scena nel progetto drammaturgico e performativo composto da Stefano Ricci, che ha firmato anche la regia, e Gianni Forte sono allucinazioni collettive e diurne che sovrappongono le immagini della realtà a quelle delle fantasia, il mondo adulto disincantato non ha scordato l’incanto bambino, la scommessa è decidere a ogni pagina se disfarsene o starci dentro, è questa l’avventura dei Grimmless.


Grimmless, immagine dello spettacolo di Ricci/Forte



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