Geopolitica

La Bundeswehr in Lituania: una presenza militare permanente

Il dispiegamento di circa 5.000 militari tedeschi entro il 2027 rafforza la deterrenza della NATO e la difesa del fianco orientale di fronte alle crescenti tensioni con la Russia

L’attuale conflitto tra Russia e Ucraina, in corso ormai da circa 5 anni continua a essere motivo di preoccupazione in molti Paesi Baltici. In questo contesto Vilnius ha chiesto alla Germania garanzie di sicurezza più solide, e l'allora cancelliere Olaf Scholz si è quindi impegnato a dispiegare in modo permanente una brigata in Lituania.
La brigata è stata annunciata nel 2023 come la prima brigata dell'esercito tedesco a essere dispiegata permanentemente all'estero, ed è stata formalmente attivata il 1° aprile 2025. Si prevede che raggiungerà la piena capacità operativa entro la fine del 2027, con un contingente di circa 5.000 unità, tra personale militare e civile, dislocato in Lituania.
Il presidente lituano Gitanas Nausėda e il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Vilnius, il 22 maggio 2025. | J. Stacevičius / LRT
Il presidente lituano Gitanas Nausėda e il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Vilnius, il 22 maggio 2025. | J. Stacevičius / LRT

La "Brigata Lituania" – ufficialmente “Panzerbrigade 45” –contribuirà a proteggere il fianco orientale della NATO.
La Lituania confina con l'exclave russa di Kaliningrad, affacciata sul Mar Baltico, e con la Bielorussia, stretta alleata di Mosca. In questo quadro geografico assume particolare rilevanza strategica il cosiddetto corridoio di Suwałki, una fascia di territorio, lunga 65 chilometri, situata lungo il confine tra Polonia e Lituania, compresa tra Kaliningrad e la Bielorussia. Alcuni analisti militari considerano da tempo quest’area come un potenziale punto critico, un vero e proprio “tallone di Achille”, in caso di confronto tra Russia e NATO, poiché rappresenta un collegamento terrestre fondamentale tra i Paesi baltici e il resto del territorio alleato.
Secondo Sviatlana Tsikhanouskaya, esponente dell'opposizione bielorussa in esilio, la Russia ha trasformato la Bielorussia in un «cortile militare» a proprio uso e consumo. «Stanno dispiegando armi nucleari, stanno schierando gli "Oreshnik". (Missile balistico a raggio intermedio che, secondo Mosca, è in grado di colpire obiettivi in tutta Europa e di eludere i moderni sistemi di difesa aerea). Utilizzano le nostre infrastrutture e dispongono delle capacità logistiche necessarie per sfruttare la Bielorussia. Lukashenko ha di fatto militarizzato la nostra economia: circa 300 imprese bielorusse producono materiale bellico per la Russia
Dal 2017, la Bundeswehr (Forze Armate tedesche) partecipa alla missione NATO *Enhanced Forward Presence* (eFP), contribuendo con truppe a un gruppo tattico multinazionale concepito per fungere da deterrente contro la Russia. Si trattava, tuttavia, di schieramenti temporanei, caratterizzati da una rotazione costante di personale e mezzi. Inizialmente, la Germania aveva previsto di dislocare in Lituania soltanto il comando di brigata, mentre le unità da combattimento sarebbero state inviate per esercitazioni o in caso di necessità, secondo il modello di rotazione già adottato dalla NATO.
Di fronte al crescente minaccia russa, il vertice di Varsavia del 2016 ha deciso di istituire una presenza avanzata rafforzata (enhanced Forward Presence, eFP) nei Paesi baltici e in Polonia, con la funzione di «elemento di allerta» in grado di innescare una risposta collettiva della NATO. A fronte del perdurare delle attività militari russe, culminate nell'invasione su vasta scala dell'Ucraina nel febbraio 2022, la NATO ha reagito immediatamente rafforzando le eFP già esistenti. Successivamente, in occasione del vertice di Madrid del 2022, ha concordato l'istituzione di ulteriori gruppi tattici multinazionali in Bulgaria, Ungheria, Romania e Slovacchia, prevedendo inoltre la possibilità di potenziare, qualora se ne presentasse la necessità, tutte le forze schierate fino a raggiungere le dimensioni di un'unità a livello di brigata.
Oltre alla cornice della NATO, ciascuno dei Paesi baltici può contare su un garante della sicurezza dedicato nell’ambito della presenza rafforzata: il Regno Unito guida il gruppo tattico multinazionale in Estonia, il Canada quello in Lettonia e la Germania quello in Lituania. Gli Stati Uniti guidano invece il gruppo tattico multinazionale in Polonia.
Secondo alcuni sondaggi condotti nel 2023, oltre l'80% della popolazione lituana avrebbe espresso fiducia nella Germania e nella decisione di schierare in modo permanente una brigata corazzata sul fianco orientale della NATO. In Germania, invece, un sondaggio YouGov, commissionato dall'agenzia di stampa tedesca dpa nel 2023, avrebbe rilevato che il solo 49% degli intervistati sosteneva il piano del ministro Pistorius relativo allo schieramento della brigata in Lituania.
L’Italia partecipa alla missione di Air Policing della NATO in Lituania con assetti Eurofighter Typhoon per la sorveglianza e la protezione dello spazio aereo della NATO. Dalla base aerea di Šiauliai, il personale e i velivoli dell'Aeronautica Militare contribuiscono alla sorveglianza dello spazio aereo di Estonia, Lettonia e Lituania, assicurando una capacità di intervento rapido a tutela del fianco orientale dell'Alleanza.
La Baltic Air Policing è una missione permanente a carattere difensivo, avviata dalla NATO nel 2004 in seguito all'ingresso di Estonia, Lettonia e Lituania nell'Alleanza. Poiché i tre Paesi non dispongono di capacità nazionali sufficienti a garantire autonomamente la sorveglianza e la difesa del proprio spazio aereo, gli Alleati assicurano, a rotazione, la presenza di velivoli da combattimento, equipaggi e personale di supporto.

La scelta della Lituania, così come quella degli altri Paesi baltici, di aderire alla NATO è stata dettata da molteplici fattori, tra cui la sua collocazione geografica rispetto alle grandi potenze, in particolare la Russia.
Inoltre, il progressivo rafforzamento delle capacità militari russe, la percezione della minaccia proveniente da Mosca, la condivisione di un confine con l’exclave di Kaliningrad e con la Bielorussia, sempre più dipendente da Mosca, hanno contribuito ad accrescere le preoccupazioni di sicurezza della Lituania. A questi fattori si aggiungono gli squilibri militari nella regione, che hanno reso necessario rafforzare le capacità di difesa nazionali e regionali della Lituania al fine di dissuadere Mosca dal tentare di sfruttare a proprio vantaggio gli squilibri strategici regionali.

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