Finco rischia il «ribaltone»: Fratelli d’Italia può far tremare la maggioranza
La mozione contro Campagnolo riaccende lo scontro. Se FdI passa all’opposizione, Finco rischia di perdere i numeri
Il sindaco aveva già cercato una strada per ricomporre le distanze, tentando di riportare Fratelli d’Italia all’interno di un perimetro politico condiviso. Un’apertura che avrebbe dovuto consentire di superare le tensioni e ricostruire un rapporto di collaborazione stabile. Ma, almeno per il momento, il tentativo non sembra aver prodotto la svolta sperata. Il gruppo guidato da Stefano Giunta continua infatti a portare avanti una propria linea politica, rivendicando autonomia nelle scelte e nelle iniziative consiliari.
La vicenda dell’assessore Campagnolo è diventata così il punto di massima tensione. La decisione di Fratelli d’Italia di presentare una mozione di censura individuale, con la richiesta al sindaco di revocargli la delega alla Sicurezza, segna un passaggio significativo nei rapporti interni alla coalizione.
Al centro della contestazione c’è l’intervento in prima persona di Campagnolo durante l’episodio dell’Aura Battle nell’area del Centro Studi, lo scorso 16 ottobre. L’assessore era intervenuto per fermare il raduno giovanile nato attorno a una sfida diffusa sui social network. Una condotta che Fratelli d’Italia considera un’iniziativa individuale, non concordata con il resto dell’amministrazione e non riconducibile a una strategia condivisa dalla maggioranza. Per Fratelli d’Italia, l’azione di Campagnolo rappresenta un problema che merita una presa di posizione formale. Per il sindaco Finco, invece, la questione investe direttamente la tenuta della squadra di governo e il rapporto di fiducia tra le forze che sostengono l’amministrazione.
La mozione, dunque, rischia di trasformarsi in qualcosa di più di una contestazione circoscritta all’operato di un assessore: potrebbe diventare il banco di prova di una maggioranza che, almeno sul piano politico, appare sempre meno compatta.
Bisogna capire se esistono ancora le condizioni per una convivenza politica tra Fratelli d’Italia e gli altri gruppi della coalizione. Il tentativo del sindaco di coinvolgere nuovamente il partito in un percorso condiviso indica che una ricomposizione è stata cercata. La prosecuzione delle iniziative autonome di FdI, tuttavia, suggerisce che le distanze non siano state superate.
La scelta di formalizzare la contestazione a Campagnolo rende più difficile archiviare il caso con una semplice mediazione. Quando un gruppo di maggioranza presenta un atto che chiede, nella sostanza, un intervento del sindaco contro un componente della giunta, la questione riguarda inevitabilmente anche la fiducia politica tra gli alleati.
Finco si trova così davanti a un passaggio delicato. Da un lato, deve valutare la richiesta di Fratelli d’Italia; dall’altro, deve considerare il rapporto con l’assessore e con gli altri gruppi che continuano a sostenere l’amministrazione.
La questione politica si intreccia inevitabilmente con quella dei numeri. Se Fratelli d’Italia decidesse di lasciare la maggioranza e passare all’opposizione, gli equilibri del Consiglio comunale cambierebbero in modo significativo: i suoi voti contribuiscono alla tenuta dell’amministrazione. Una sua uscita costringerebbe Finco a verificare, di volta in volta, la solidità del sostegno degli altri consiglieri e la possibilità di ottenere i consensi necessari sui provvedimenti più importanti.
Anche qualora restassero formalmente sufficienti i voti per proseguire l’esperienza amministrativa, la situazione diventerebbe più fragile. Assenze, divergenze interne o singole votazioni potrebbero assumere un peso decisivo, soprattutto sui passaggi fondamentali per l’attività del Comune.
È qui che prende forma lo scenario più delicato: non necessariamente la caduta immediata dell’amministrazione, ma una maggioranza esposta al rischio di perdere la propria capacità di governare con continuità. Un conto è avere i numeri sulla carta; un altro è poter contare su una coalizione coesa e affidabile ogni volta che il Consiglio è chiamato a decidere.
La domanda, adesso, è se il confronto in Consiglio comunale possa ancora diventare l’occasione per trovare un compromesso oppure se segnerà un ulteriore allontanamento tra le due componenti del centrodestra.
Se Fratelli d’Italia dovesse giudicare insufficiente il tentativo di ricucitura e scegliere l’opposizione, Finco sarebbe chiamato a dimostrare di poter governare senza il sostegno del gruppo. Se invece si arrivasse a un accordo, resterebbe comunque da capire su quali basi politiche e con quali garanzie reciproche.
Il punto non è soltanto il futuro di Campagnolo. È la capacità della maggioranza di mantenere una direzione comune. Perché una coalizione può superare anche uno scontro duro, ma difficilmente può permettersi che le sue componenti continuino a procedere lungo strade divergenti. E se il tentativo di ricomposizione dovesse fallire, la possibilità di un cambio radicale degli equilibri politici a Bassano diventerebbe uno scenario da prendere seriamente in considerazione.


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